Mi innamoro sempre delle canzoni sbagliate
14 novembre 2010
Martedì andrò a Milano per il concerto dei National, regalo dei miei amici per il compleanno. Non vedo l’ora, mi piacciono un sacco, la voce calda e rassicurante del cantante mi accarezza ad ogni ascolto. Al primo ascolto, su tutte, una canzone mi ha particolarmente colpita. Si chiama “Baby we’ll be fine“, un ritornello lievemente ossessivo come piace a me che dice “i’m so sorry for everything, ‘m so sorry for everything, i’m so sorry for everything”. Al di là del significato del testo, spero di ascoltare questa canzone martedì. Ma so che non accadrà, così come non è accaduto negli ultimi concerti ai quali sono andata speranzosa, sperando di ascoltare la mia canzone prediletta. Dente non ha cantato “La presunta santità di Irene” o “Oceano”, Antony Hegarty non mi ha fatto la sua versione di “Crazy in love” di Beyoncè e gli Arcade Fire non hanno suonato – e questo è stato scandaloso – “Rococò”, solo per citarne alcuni (ci metto dentro anche “Direzioni Diverse” del Teatro degli Orrori cantata per prima e completamente riarrangiata).
Una maledizione incombe nelle mie scelte. In un intero repertorio di canzoni di anni e album diversi, io riesco a capare nel mazzo quella che gli artisti di turno decidono di non fare al loro concerto. E così investo energie ed emozioni nel recarmi speranzosa allo spettacolo, come si fa ad un appuntamento cui si tiene. E puntualmente la canzone non viene eseguita.
Così come già accade nella mia vita amorosa, mi innamoro sempre delle canzoni sbagliate. E nell’attesa di capire perché, intanto mi ascolto la canzone che tanto martedì non ci sarà.
17 novembre 2010 at 14:45
com’era il concerto dei National? Ci racconti qualcosa?
Se ti capita prendi il doppio album Dark Was the Night (è una compilation del 2009, molto bella) dove c’è una loro splendida canzone “So Far Around the Bend”
e buon compleanno