30 marzo 2007

Uno straccio di laicità

Max Bartender sullo Spettro della Bolognesità segnala un’iniziativa a mio avviso pregevole. Cliccate qui per i dettagli.

Le recensioni di Maude

30 marzo 2007

Maschi inferiori

La naturale inferiorità dei maschi
Beniamino Bonardi
 Sperling & Kupfer Editori
La mia prima recensione è passata piuttosto inosservata…per giorni lo specchio non ha riflesso la mia immagine…mi sono sentita come il giovane Nanni in Ecce Bombo “mi si nota di più se vengo e me ne sto da una parte o se non vengo per niente?
Peripatavo sola e pensosa nei soliti luoghi, per i soliti scaffali e i soliti nomi, ed è proprio nello scaffaletto dell’offerta speciale che vengo catturata da un’immagine, ancora una volta afferro un libro per titolo e copertina fottendomene altamente dello SPESSORE culturale. La copertina dicevo, guardatela bene, è come se confermasse ciò che col tempo abbiamo appreso grazie ai fratelli, alle amicizie maschili, e che poi i ragazzi hanno definitivamente confermato.
A me sembra addirittura di poter scorgere una somiglianza tra i cavernicolo e il….Genere Maschile!!!!
Non è la solita invettiva veterofemminista: siamo o no le solite stronze e abbiamo fieramente formato una sana accolita di rancorose…perché ne abbiamo fin sopra i capelli – le palle piene direbbero i colleghi – di bestie che non siano canine, di stupidi inferiori?
Celebriamo dunque questo libricino come menadi danzanti e ubriache!!!!
Il contenuto, ci tengo a dirlo, non è nulla di eccezionale o almeno, non c’è nulla che ognuna di voi non abbia mai pensato almeno una volta.
La questione è poi sempre la stessa: se una congrega di uomini vestiti in cerimoniali abiti da donna ci ha concesso l’anima durante un concilio ecumenico e un’altrettanto colorita eteria maschile ci ha impedito di votare…..mi sembra che in fatto di cattiverie mie care saremo sempre seconde agli uomini.
Vi prego dunque di dare il vostro contributo con una massima, un aneddoto, un’esclamazione che tanto per cambiare se la prenda con gli uomini….e prego dunque anche i maschietti di concederci questo sfogo e di intervenire solo in caso di reale necessità….

28 marzo 2007

Meglio sole che male accompagnate

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Appunto, se faccio ‘sta fine, vi prego uccidetemi.

Ecco l’uomo più alto del mondo e la sua dolce metà. In senso metaforico e non. Si sono appena sposati, e in questa foto mostrano il loro certificato di matrimoio: lei sta in piedi mentre lui è seduto. E lui la raddoppia non solo in altezza ma anche in età, o quasi: Bao Xishun, con i suoi 2 metri e 36 classificato nel guinness dei primati come l’uomo vivente più alto del mondo, ha 56 anni. Lei, Xia Shujuan, invece ne ha 29 e misura 1 metro e 68. Sono di Chifeng, in Mongolia.
Fonte: Repubblica.
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28 marzo 2007

Secondo giro

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Sabato sera ero con i miei amici in un locale nella mia ridente cittadina sul Mare Adriatico. Non esco molto giù e, per questo motivo, le immagini si sovrappongono nella memoria e si confondono. Forse anche le facce dei miei concittadini e i loro accoppiamenti sono stati inglobati nel buco nero della mia memoria, per far spazio alla conoscenza della lingua inglese.
Orbene, mentre tutti sorseggiavano dei gran mojitos, neanche fossimo su una spiaggia cubana e i bartender erano così costretti a pestare quintali di lime e zucchero di canna che sembravano ai lavori forzati, mi accorgo, nonostante fossi stordita dal mal di piedi causa tacco 12, che per molti miei concittadini maschi, in età compresa tra i 35 e 45 anni, era cominciato il secondo giro.
Ragazzi più grandi di me, anni fa anche carini, ora si aggiravano in cerca di figa, detto senza troppi giri di parole, in modo spudorato. Sembravano usciti dalla galera. Stempiati, panzetta e drink in mano giravano per il locale come criceti in una ruota, che per loro fortuna ha forma circolare, valutando con quale donzella si sarebbero potuti eventualmente accoppiare al più presto, per una sera, per una settimana o per una vita, quello lo avrebbero valutato in un secondo momento.
I neo separati-divorziati-sfidanzati di lunga data sono il vero cancro della trentenne singol. Innanzitutto questi soggetti ritengono le trentenni delle galline vecchie, il cui buon brodo sono disposti ad assaggiare solo fugacemente. E’ questa potrebbe essere solo una benedizione per la singol, perchè già frustrata di suo, non debba anche sobbarcarsi le frustrazioni dello stempiato panzuto che dice, ad ogni mozione "Eh no, io ci sono già passato con PincoPallina, non ho la forza di sopportare oltre" e quindi la trentenne è presto sfanculata.
Il cercatore di figa allora tenterà di arpionare una più giovane, carina, ancora soda e vestita da Uomini e Donne, che ci casca subito e gli fa far bella figura con gli amici. Gli amici sono il secondo cancro della trentenne singol, bestie pronte a sgomitare l’amico in segno di approvazione per la scelta della giovane preda, perchè erano soliti rimproverare l’amico alla cena del calcetto in merito alla gallina vecchia e al suo buon brodo, ormai insapore.
Questo sembra il Parco Maschi di cui puo’ disporre una trentenne singol attualmente, disperati feriti che non sanno star da soli che seminano insicurezze, che temono l’orologio biologico femminile peggio che l’Aids. Pussy hunters cui, eventualmente, non puoi neanche passare una mano tra gli ex ricci perchè potrebbero rimanerti in mano, cui non puoi telefonare più di una volta al giorno perchè già vedono la trentenne lì ad incastrarlo, assumendo Zigulì piuttosto che pillole anticoncezionali.
Occorre diffidare, inoltre, di quelli in target ma singol. Se nessuna li ha voluti, ci sarà pure un perchè. Ha ragione Smellissa quando dice che quelli buoni sono già tutti presi. E io aggiungo che quelli buoni sono tutti già presi e stanno depositando il seme nell’utero del loro primo giro.

27 marzo 2007

Tra il Pankabbestia e l’orto

"Passato, presente e futuro(?) delle nuove generazioni in età lavorativa"
Conduce Danilo "Maso" Masotti
intervengono:
Federico Mello, blogger e autore de "L’Italia Spiegata a mio nonno"
Matteo Bortolini
, sociologo dell’Università di Padova e opinionista di RadioCittàFujiko
Stasera, Martedì 27 Marzo, alle ore 21.00
Civico 32, c/o il Caffè Cortile
in Via Nazario Sauro 24/b

27 marzo 2007

Gradi di separazione

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In questi ultimi giorni ho scoperto che non è necessario scorrazzare per Potenza per venire a sapere particolari piccanti di Vallettopoli.
Parlando con un gentile calabrese ho asppreso che la bella Elisabetta Gregoraci, prima di fare la badante a Briatore, stava con ragazzotto, con qualche problemino di deambulazione, detto Mimmo O’ Bombolaro, perchè vendeva le bombole del gas con l’Ape, in quel di Soverato.
Pare che la Betty, da giovane, non fosse neppure ‘sta gran figa, anche perchè devastata da una terribile acne giovanile. I più attenti possono scorgere ancora ora tracce di quello che sarà stato per lei un vero e proprio dramma adolescenziale.
Rumors di paese dicono, inoltre, che Briatore abbia lasciato una cospicua somma di denaro al prete in occasione della Festa paesana, forse per lavare la coscienza della sua giovane peccatrice.
Come ormai la vicenda gossippara insegna, più sei zoccola e più te ne rendono gloria. Elisabetta, infatti, è diventata la bandiera di Soverato che addirittura la inseriscono tra le gioie del paese nel sito della località, insieme al peperocino, forse perchè piccanti in egual maniera.

Durante il buffet di un convegno, sono venuta a sapere da una carissima collega i dettagli di una cena a Chez Lele Mora. Questa Gola Profonda era a Milano per questioni di lavoro del suo fidanzato di allora che stava dietro le quinte del mondo dello spettacolo. Lele Mora invitò una serie di persone a casa sua per cena, compresa la collega, che nella Reggia del Mora si sentì assai a disagio. Lo sfarzo regnava sovrano, troni d’oro nel suo salone, forse riciclati da Uomini e Donne, e lui che si aggirava per le stanze con la sua solita pelandrana. Schiavi filippini che lavoravano alacremente per provvedere al simposio degli astanti. Una decina erano gli ospiti. C’era l’immancabile nonchè inutile Ana Laura Ribas, pare ci fosse anche Matteo Cambi, c’era Corona che però si faceva i fatti suoi, forse fotografando le varie situazioni con un microchip impiantato negli occhi, c’erano Max Biaggi e la pupa di allora che forse era Valentina Pace, la Elena Giordano di Un Posto al Sole.
C’era Costantino, che era il divo del momento, che ammetteva candidamente che la storia con la Pierelli era tutta una montatura per far crescere le quotazioni del maraglio palestrato. Alla mia domanda "Ma la cocaina c’era?", l’informatrice ha detto che non se ne faceva uso pubblicamente ma che le visite in bagno erano soventi. I burloni di Casa Mora però si divertivano a farsi dei cannoni con le spezie, sperando così di lanciare la moda del momento, canne al rosmarino, all’origano, etc etc…
L’Oscar alla più scema della serata non poteva non andare a quella cretina dell’Alessia Fabiani, che dava della lingua a Lele Mora, così per scherzare, che si faceva le foto con il telefonino da sola e che, ridendo da sola, ci provava con il ragazzo della mia informatrice anche se lei era di fianco.
E intanto attendo al varco la fine di Clemente Mastella…..

26 marzo 2007

Sogno

mollettarossa20jhL’altra sera ero con mia sorella ed alcuni amici in un noto locale bolognese. Nonostante un’indicibile foga pettegola che ci pervadesse, impegnati a commentare qualsiasi essere umano ci si parasse innanzi, un particolare ha catalizzato la nostra attenzione: una sventurata aveva raccolto i capelli con un mollettone altrimenti detto ciappo per capelli.
Il capannello di pettegoli non riusciva a credere ai propri occhi e di domandava come fosse possibile trovare ancora oggi, nel 2007, un fossile di mollettone?
Ma ahinoi, con sommo disgusto, abbiamo scoperto che quella non era la sola sventurata del locale. Altre fanciulle avevano usato varcare l’uscio domestico con quel disdicevole accessorio.
In quel circolo di iniziati citai quella puntata di Sex and the City in cui il compagno di Carrie, il russo credo, le fa notare una tipa dicendo che questa, secondo lui, era nuiorchese. E Carrie "E’ impossibile, mai nessuna nuiorchese indosserebbe un fermacoda!".
Ebbene, l’altra notte ho sognato che di fermacoda ne indossavo ben due, uno rosso e uno verde, con delle rifiniture dorate per giunta.
Ben mi sta, mi sono meritata questa punizione per le mie maldicenze. E’ solo che questo incubo mi ha fatto riflettere a lungo su quella che è attualmente la mia scala di valori….