29 giugno 2007

Benvenuta Asia

Asia Argento

Leggo sul Tgcom che Asia Argento non tromba da un sacco di tempo perchè gli uomini si aspettano chissà che da lei e fanno cilecca. Noi queste cose le abbiamo già dette. Gli uomini si spaventano di fronte a tanta decisione, ad una scarpa curata, ad uno smalto ai piedi vermiglio o di fronte ad una scollatura vertiginosa. Si attaccano all’immagine esetriore, alla dirompenza, alla sfrontatezza e all’aggressività di facciata che altro non sono che voglia di stare insieme e divertirsi. Le DF sono piccole e fragili, nell’intimità di un rapporto hanno bisogno di carezze e certezze. Povera Asia, costretta ad essere relegata ad un ruolo. Di fronte a lei gli uomini fanno i gradassi e poi, sotto le lenzuola, fanno fatica ad essere all’altezza e poi magari fanno rotta verso ragazze rassicuranti in sloggy, senza angeli che si alzano in volo dalla patata. Di diritto, Asia è una di noi, adesso…

28 giugno 2007

A.A.A. BOLERINO DI PAILLETTES CERCASI

fuchsia

Come ha già detto Smellissa, sono mesi che sto cercando un bolerino di paillettes. L’optimum sarebbe argento ma anche rosino, cangiantino, doratino andrebbe bene.
Vi prego, se lo vedete da qualche parte, specie ora con le svendite, che non sia quello di Guess che costa 224 euro, mi giurate che me lo dite?
Ah, starei anche cercando casa in centro, se vedete anche quella….

28 giugno 2007

Le amiche

amiche

Due recenti fatti di cronaca dimostrano che i consigli delle amiche lasciano il tempo che trovano. La nostra Gua Linn Cobaci ha instaurato un bel rapporto scopereccio con un tronista dal fisico statuario, pure simpatico, mandandogli un messaggio senza ascoltare il coro da tragedia greca delle amiche che dicevano di tagliarsi le dita della mano piuttosto che digitare 160 caratteri che l’hanno poi condotta in Paradiso. Un’altra amica si è tenuta un segreto che la struggeva perchè ha preso una piccola iniziativa ma molto grande in termini di sconvolgimenti emotivi che l’hanno portata a conoscere l’oggetto del suo desiderio. Certo che se solo avesse detto a noi, sue amiche, il suo proposito, noi le avremmo sequestrato il computer e il cellulare.
Cosa possono insegnarci questi due episodi? Che le amiche si devono fare i cazzi propri o che è giusto, ogni tanto, prendere un’iniziativa e abbandonare quello status da fighe di legno impalate come tutte le DF?

26 giugno 2007

Deejay per caso

riflexcard_oroNella mia vita mi sono sempre lamentata che nessuno mi ascoltava. Parlavo, parlavo e raramente il mio interlocutore dava cenni di aver compreso il mio messaggio. Non so il perché, non so il per come ma da qualche tempo mi accadono delle cose strane, cioè parlo e sono ascoltata. Un po’ perché non ci sono abituata ma questa novità sta avendo su di me egli effetti a volte controproducenti, un po’ come Jim Carrey in Una settimana da Dio.
La sera della famosa festa, durante il viaggio di ritorno dalla baraccopoli che sembrava un attico di Manhattan, in preda al dolore provocato dalle scarpe e dalla Moretti che era servita da anestico, pronuncio un’improvvida frase, dimenticando chi era alla guida di quella che ormai credevo essere una limousine.
Se rinasco faccio la deejay” queste le cinque sciagurate parole pronunciate da me una sera di Giugno, di ritorno da una festa, forse perché avevo appena rifatto Frangetta. Smellissa che era con me in macchina accoglie l’idea con entusiasmo e manifesta l’intenzione di accompagnarmi in questa avventura che credevo fosse solo nella mia fantasia. Mi sbagliavo. Improvvisamente la gente che mi circonda mi ascolta e mi prende sul serio.
Quella sera, fatta di alcool e parole in libertà, ci diamo anche una mission: noi avremmo messo solo musica anni ’90, per far cominciare al più presto un nuovo revival, un nuovo repertorio da cui attingere, stanche di ballare solo il triangolo no non lo avevo considerato e che confusione sarà perché ti amo.
Colui che ci accompagnava incamera l’informazione, crede nell’idea che era un’idea come tante che mi girano nella testa e, credendo di agire per il meglio, ci trova una serata in un locale.
Da una settimana, alcuni maestri si alternano nel disperato tentativo di insegnarmi a mixare, a usare tutti quei tasti, a mettere a tempo i pezzi. Tutti sforzi vani. Grazie a questa esperienza ho scoperto che non ho il ben che minimo senso del ritmo, tanto che stasera sarei uscita con un metronomo per capire le battute. La mia socia, invece, se la sta cavando ed è stata anche con Hawanna a mixare i vinili.
La selezione musicale comprenderà il decennio 1990-1999. Abbiamo trovato dei pezzi incredibili che erano seppelliti nella nostra memoria, insieme all’Invicta, ai jeans rossi, all’apparecchio. L’idea ci è venuta per restituire le atmosfere di quando andavamo in discoteca la Domenica pomeriggio, con i primi turbamenti amorosi, le prime uscite serali, quando si era un preludio di ciò che saremmo diventati. Ci piacerebbe anche mettere dei lenti, perché nel secolo scorso, nelle nostre discoteche domenicali, quelle in cui andavamo senza aver fatto i compiti per il Lunedì, ci si toccava un po’ di più e timidamente ci si emozionava.
Ecco come è nato il nostro progetto. Ci chiamiamo The Shopping Crew, perché ci siamo date anche un nome che rispecchia la nostra scala di valori, composta, per il momento, da Aiuola dj, dj Smell e da Maude Leboschi.
Il debutto sarà stasera al Caffè della Piazza in Piazza San Francesco dalle 19.30 in poi. Lì ci sarà un happy hour e qualche stuzzichino da mangiare.
Vi aspettiamo!

Ogni lasciata è persa

evviva

A grande richiesta sono tornate le avventure della nostra Gua Linn. Oggi ci racconta come a volte gli amici possono anche non essere ascoltati.

La solita festa in campagna dove arrivo sana nonostante i fossi e altre mille insidie, i soliti amici, il solito maschione con il quale sappiamo tutti che più di due giri in giostra non ce li si fa…Lui é gentile non ti vede da un pò ti offre da bere, le tue amiche, nonché fide scudiere, si sono tanto raccomandate "Non ti infrattare con lui é uno stronzo e poi sei tu che hai la macchina e ci devi riportare a casa così come ci ha preso". "Certo certo non vi preoccupate é tutto sotto controllo!". Si esce nel giardino di fronte a casa, e tu come avamposto scegli il cespuglio più grande fra tutti, ben conscia del fatto che tutti ci vadano a pisciare, ma almeno se lui dovesse metterti le mani addosso puoi sempre buttartici in mezzo e farci due strusci, tanto non puoi restare lì, devi portare a casa le amiche e inoltre la macchina serve alla tua genitrice quasi all’alba per andare a lavorare. Lui non ti mette le mani addosso si chiacchiera un pò, sono quasi le cinque, raccatti le tue amiche ormai dormienti sul divano, le trascini alla macchina e le porti a casa sane e salve nonostante l’alcool assunto per riuscire a parlare con il maschione in modo da non sembrare un burattino di legno. Arrivo sotto casa e cosa scopro: che é il 2 giugno,la maledetta festa della Repubblica! Mia madre non va a lavorare, nessuno va a lavorare, io potevo giocarmi ancora alcune carte, mandare a casa le amiche in taxi e farmi spupazzare un pò, e invece sono lì che cerco di fare entrare la macchina fra una Punto e un furgone, sapendo benissimo che non ci riuscirò mai, nell’ardita impresa sfregio con il mio specchietto la povera Punto, l’ansia mi accieca che fare? Tornare indietro? No, meglio cercare un parcheggio più largo e andare a letto raccontandosi che tanto non ne avevo nemmeno tanta voglia, con 8 gocce di EN sarà anche più facile.
Il giorno dopo cerco di ristabilire un contatto con il maschione via sms, lui risponde positivamente, io mi mangio le mani e comincio un disperato countdown pregustandomi il suo ritorno. Quando il fatidico giorno si avvicina chiedo consiglio agli amici: "Mi aveva detto che sarebbe tornato in questi giorni, che faccio lo chiamo?". Risposta degli amici: "Ma no aspetta che ti chiami lui, per una scopata non complicarti la vita…". Per una scopata non rovinarti la vita? Lui tutto pallanuotista, tutto abbronzato, culo da senegalese, io quasi 30 anni, costretta a mettere spesso i tacchi per non sembrare scappata da un circo, dipendente da Somatoline…cosa devo aspettare di dovere ricorrere alla chirurgia estetica e ricostruirmi l’imene sperando che qualche vecchio sia immune all’effetto cadente – cellulite?
Io me ne fotto lo chiamo e chiavo. I fatti per ora mi stanno dando ragione.

22 giugno 2007

La casa nella prateria

autografi

Leggo il mio sito di informazione preferito e vedo che il produttore de La casa ìnella prateria è morto a 80 e sblisga anni di tumore. Una prece, mi vien da dire. Ma nella mia testa è subito partita un’operazione nostalgia, in tempi in cui mi drogavo delle disavventure di una famiglia di morti di fame americani spersi in una prateria, ignara che un giorno mi sarei fatta di scarpe, borse e zoccole a Manhattan. O tempora o mores, verrebbe da dire, anche se non c’entra un cazzo.
E Mary era cieca, e quell’altro rubava, e non c’avevano mai un soldo, e mille sacrifici ma si volevano tanto bene. Il padre era stucchevole per quanto era buono ma era anche tanto figo e tutti quei buoni sentimenti potevano paragonare la serie a StarTreck per quanto tutto lontano dalla realtà delle vere vite familiari.
A parte tutto, mi piacerebbe rivederlo, per capire fiono a che punto il mio palato televisivo è mutato. Nellie, Ariett, Laura, il bustino da stringere, i centesimi che costavano i quaderni….

21 giugno 2007

Estate

JG-UmbriaEstate
Sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che è passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare
Estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un po’ di pace tornerà
Estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’ estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Estate