31 luglio 2007

Svegliarsi la mattina

Svegliarsi la mattina

Due si incontrano, si piacciono, flirtano, si scambiano il numero di telefono. Quella sera stessa o il giorno dopo, o la settimana successiva o quand’è, presi dal sacro fuoco della passione, i due trombano, presumibilmente a casa dell’uno o a casa dell’altra.
Il risveglio è quasi sempre il momento peggiore. Mentre fino a poche ore si ritenevano normali acrobazie e scambi salivali in ogni dove, improvvisamente bersi un caffè insieme diventa ostacolo insormontabile.
Mentre i capelli sono tutti aggrovigliati, il mascara è colato fino al mento, non ci si vede una cippa perchè senza occhiali e il fiato è un’arma di distruzione di massa, si consuma la tragedia del riscoprirsi estranei nello stesso letto. E l’uomo spesso e volentieri fugge dal letto come se fosse in un braciere di carboni ardenti (cit. Miss Liz) o, se a casa sua, comincia ad attivare una serie di strategie pur di mandare la straniera fuori dalle mura domestiche.
E’ normale che due persone che hanno passato la notte insieme perchè qualcosa li ha uniti non riescano poi a condividere due Abbracci del Mulino Bianco? Perchè il momento del risveglio è così critico? Vale la pena soddisfare i propri istinti e rischiare di trovarsi di fianco il Fuggitivo?

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27 luglio 2007

100! 100! 100!

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Eccolo qui, un traguardo che non mi sarei mai aspettata di toccare quando ho iniziato questa piacevolissima avventura del blog, a fine Gennaio. Devo ringraziare alcune persone che mi hanno spinta a forza a farlo perchè io raramente mi butto di mia iniziativa e l’incoraggiamento dei miei amici è stato fondamentale.
All’inizio avevo detto alle mie amiche, sapendo che avrei trattato il tema dei rapporti tra uomini e donne come si fa al bar tra di noi, "male che vada ci facciamo quattro risate tra di noi" e invece la comunità nel tempo si è fatta sempre più numerosa.
Grazie a questo spazio ho conosciuto molte persone nuove, ho consolidato altre amicizie attraverso la risata e la "confidenza" fatta tra le righe dei commenti e, soprattutto, in taluni casi, ho scoperto meglio me stessa ed alcune risorse che non sapevo di avere.
Una sola parola ancora ed è rivolta a tutti: GRAZIE.

27 luglio 2007

Scusa, ero assediata dai testimoni di Geova!
stronzate

 
Finalmente un intervento di un maschietto. Taxxo ci parla di FIDUCIA e delle stronzate dei primi appuntamenti.
Inutile parlare di darla o meno, di fare quella telefonata o meno, di fissare appuntamenti o di conteggiare SMS o mail… se manca la FIDUCIA, parliamo di niente.
Mi spiego.
Dopo sette anni passati nella naftalina di un rapporto totalizzante/aberrante si torna sul mercato più come prodotto da esposizione, di quelli che stanno sugli scaffali fino alla scadenza e poi ti rifilano come "sola" sostituendo abilmente un’etichetta, che come acquirente compulsivo.
Con la scusa che "..dai, devi ricominciare! dai un taglio al passato, ti presento una mia amica che fa proprio al caso tuo!" sono tre anni che passi di festa in festa, cena in cena, a stringere la mano alle Jessica, Monica, Elisa, Francesca di turno che ti vengono SEMPRE  preventivamente rappresentate come IDEALI, SIMPATICHE, INTERESSANTI e CARINE.
Non sempre è così ma non è questo il problema.
Per carità, non sono certo il tipo che può pretendere troppo o che propone argomenti come un bel culo senegalese, ma mi è capitato spessissimo di stringere la mano ad una, parlottarci per qualche minuto, magari trovare in lei qualcosa di interessante, per poi beccarmi UNA BALLA CLAMOROSA che mi fa cascare le palle.
Mi presentano LA BIONDA.
Per educazione ascolto sempre tutti, ma non per questo parlare 5 minuti implica una promessa di matrimonio, figli, il cane, la casa con il mulino bianco, ecc. ecc.
E questa mi svalanga addosso il bignami della sua vita, delle sue ferie in Grecia dove si è data un casino di crema; di quella volta che ha conosciuto Boy George alla fiera del ricamo; di quanto sia bravo il gruppo punk-folk di un suo amico….. annuisco con mente altrove poi mi rompo un po’ il cazzo e dico, con fare masochistico ma sempre nell’ambito della pura educazione, : "Dai, noi andiamo a mangiare qualcosa, vieni con noi?"
"no, no… devo andare a stirare, poi ho la nonna molto malata e devo passare a controllare la posta che è una settimana che non vado a casa. Tra dieci minuti vado!" mi risponde.
Ci salutiamo e vengo subito accerchiato dalle amiche curiose che me l’avevano presentata.
"Allora? come ti sembra?"
"la potremmo ribattezzare GHIBLI, il vento caldo del deserto… mi ha asciugato peggio del phoon!! comunque aveva un sacco di cose da fare a casa e se n’è andata!" ribatto sconsolato.
"Ma come? aveva detto che aveva un appuntamento con un uomo!!! ci ha anche fatto vedere la foto"
Vabbè, ma io mi chiedo allora:
CHE CAZZO DI BISOGNO C’E’ DI RACCONTARMI LA BALLA DELLA NONNA, DEL GATTO E CAZZABUBBOLI VARI se aveva un appuntamento con un altro???
Non ha molto senso mettersene per una stronzata simile, ma non entro nella logica della BUGIA TAMPONATRICE in un rapporto di conoscenza superficialissima.
Non so neppure chi tu sia e già mi rifili una stronzata?
In questi casi la FIDUCIA crolla inesorabilmente e metto una bella X su qualsiasi velleità di approfondimento.
Ma solitamente queste insistono per rivedersi o risentirsi.
Son troppo svezzato a situazioni ambigue, ad avere del viscidume attorno, conosco alla perfezione la regola del NEL CULO NON CI FINISCE PER CASO e per fidarmi davvero ci metto una vita.
Figuriamoci davanti a partenze simili.
E gli esempi si sprecano:
Orari di lavoro instabili con appuntamenti che si spostano con la rapidità e la frequenza di un pendolino; capolavori come: "scusa ma dobbiamo rimandare. voglio stare vicino a mia sorella che ha dei problemi con il marito".. poi la becchi alla festa in piscina, SOLA, mentre partecipa alla gara di maglietta bagnata e si fa smanazzare ovunque da tutta la squadra di rugby del paese;  la famigerata scusetta dell’animaletto che attende sconsolato e che non mangia da mesi….
Le uniche bugie che autorizzo son quelle dette in situazioni davvero perticolari, tipo quelle che BELUSHI rifila all’ex fidanzata abbandonata all’altare mentre è minacciato da un mitragliatore (Blue’s Brothers – la scena nelle fogne di Chicago).
Non vorrei ritrovarmi un giorno a far la figura del Rag. UGO che si fa cogliere da un leggerissimo sospetto di tradimento della PINA quando trova il pane anche nella cassettiera dell’armadio.
Perchè passi il tradimento, ma non per il figlio butterato del fornaio "diabbolico nell’amplesso e sprupurziunato per quantoriguardaledimensioni del sesso".

26 luglio 2007

Toy Boy

Ashton.Kutcher.Demi.Moore.0Se c’è una cosa che è di gran moda in questo periodo sono loro, i toy boy. Vecchie galline, ancora attraenti, per lo più appatenenti allo show biz, si accompagnano a tardoadolescenti belli belli in odo assurdo. Demi Moore ha fatto da apripista, da noi c’è la Golino, la Amanda Lear, che ne sa sempre una più del diavolo, anche alla Lory Del Santo piacciono i ragazzini.
Arrivata a trentanni, posso dire che fanno bene. Mi guardo intorno e vedo  miei coetanei sfatti, stempiati, grassi e con il marsupio. Poi, sposto il mio sguardo verso quello che una vlta per me era un limite invalicabile, e vedo orde di ragazzi bellissimi, con le spalle larghissime, vestiti bene, sorridenti, con i capelli ma piuttosto giovani, per non dire piccoli.
Fino a qualche anno fa, mi sembrava impossibile che una donna potesse stare con un uomo più giovane,
perchè associavo l’età ad una certa maturità, ad una certa capacità di essere in qualche modo "paterni", protettivi, accoglienti dentro quelle spalle. Errore! Chi l’ha detto? Specialmente in questo periodo storico, sono certa che l’età non faccia la differenza, allora immaturità per immaturità, allora tanto vale far avere all’occhio la propria parte!

25 luglio 2007

Maude, appunto

LoveIeri immaginando la scenetta dei panettoni tagliati insieme a Natale mi è tornata in mente giunta da chissadove l’immagine traumatizzante di Demy Moore e Patrick Swayze che modellano al tornio un vaso di creta; mi sono dunque venute in mente un paio di cose che chiamerò "rigurgito rosa".

I fidanzati felici e appagati del loro amore, neo amore e simili non dovrebbero intervenire su questo blog.

Se lo siete cercate di fingere almeno scontentezza, parlate male del vostro/a compagna/o, in sintesi dissimulate lo stato di grazia raggiunto.

Qualcuno ha già sufficientemente detto e ridetto che la felicità scrive con inchiostro bianco, aggiungerei per fortuna.

Il mio caro fisiologo Pavlov torturava cani e topi, presumo affamati, non con la pancia piena.

Vorrei essere virtualmente circondata da persone ingastrite, romantiche idealistiche che rivedono volentieri i loro peggiori film d’amore degli ultimi tempi, masochisti e sadici dei rapporti, ma non persone affettivamente appagate.

Lo dico anche per voi, diventate piatti/e, la pubblicizzazione del vostro idillio vi rende uguali a quelli che festeggiano il 14 febbraio, la dose massiccia di endorfine prodotta da questo stato di benessere anestetizza il cervello ma soprattutto vi rende insopportabili e cosa peggiore banali.

Mi piacciono i conflitti, ho solo amiche che praticano tricotillomania, onicofagia, depressione da "non mi ha chiamato", sturm und drang, idratazioni continuate degli arti superiori, accumulazione oggetti inutili, che come ampiamente già detto, sono sostitutivi penici, ma anche massaggi dell’ego prolungati e continuati. Eccetera eccetera.

E insisto poi su questo perchè le cose possono cambiare repentinamente e a qualcuno verrebbe poi da accennare un piccolo ghigno…non tanto per celebrare il cambio di vento, quanto perchè i blog, direi, quasi per statuto sono accolite per fare autocoscienza, discariche dell’io, valli verdi dell’alter ego: una specie di fight club. Al fight club chi non ama la vista del sangue o le busse non ci va! Al fight club non ci puoi venire solo per le creste iliache di Brad Pitt….

Vi starete chiedendo: "che ha la Maude che prima se la prende con gli uomini e ora anche con i fidanzati che dopo tanto peregrinare hanno finalmente trovato pace?"

"Niente".

24 luglio 2007

Shopping addiction

Shopping-Girl-Print-C10121349Stasera sono uscita dal lavoro e sono andata di corsa a fare qualche giretto per vedere cosa era rimasto dei saldi. Che follia prendersi una settimana di ferie quando i vestiti e le scarpe i negozi te li tirano all’ingresso… La mia amica Gonocella mi ci aveva pure telefonato per avvertirmi delle gran bazze che si facevano a Bologna in questi giorni.
Orbene, mi faccio questo giretto, qualche regalo per i compleanni arretrati e poi via verso il regno dell’omologazione, Zara e H&M.
L’aria che si respira in questi due templi del low cost è la stessa di Sarajevo dopo i bombardamenti. Stracci provati e sudati, buttati qua e là. Prezzi talmente bassi che per pulire, in questi giorni, conviene di più comprare qualche capo da H&M che lo Swiffer.
Accidenti, anche Zara ha ormai dimenticato quel lontano 7 Luglio, quando i cartelli dei saldi ti irretivano da lontano. In quei giorni ero agitata e depressa. Il concorso era alle porte e i dolori intestinali non mi permettevano di sedermi. Meglio allora stare in posizione eretta e ravanare tra i quintali di magliette a 12.90. Li faccio tutti i negozi di via Indipendenza in quel caldo e disperato sabato di Luglio. Mango, Zara, H&M, Accessorize, alla ricerca di qualche indumento che mi facesse sentire una principessa di stile. Del resto lo si vede anche nei giornali. Il segreto è abbinare capi griffati a mondezza cucita da bambini birmani, rumeni e cinesi in chiatte nei mari lontani dai nostri occhi avidi di paillettes.
Solo chi si allena nei campi di Al Quaeda puo’ capire cosa vuol dire tentare di acquistare qualcosa il primo sabato di saldi. Le donne si guardano tutte con sospetto, ognuna è una potenziale nemica. Tutte potrebbero fregarti sul filo di lana quella maglietta che segui da inizio stagione, homina hominae lupa, mi verrebbe da dire tentando di nobilitare questa dissertazione sullo shopping. Io, dopo aver battuto le Cayman dello shopping, dopo aver preso vestiti a caso solo per il gusto di non cederli a quella davanti a me, dopo essermi sudata due paia di jeans, dopo aver preso 4 paia di scarpe da Zara, dopo aver tentato inutilmente di entrare in una maglietta di paillettes, dopo aver fatto finta di non vedere almeno quindici persone che mi avrebbero distratto dalla mia mission possibile, mi ritenevo pronta per l’Afganistan, certa che il deserto sarebbe stato il meritato riposo per tanta fatica.
Secondo me da Zara sbriciolano qualche sostanza strana che sparano insieme all’aria congelata dei condizionatori. Le donne lì dentro si imbambolano, assumono uno sguardo assente e fisso verso le eventuali prede. Io per prima non capisco più niente quando entro lì dentro. Credo di essere in grado di fare dei discreti affari, conoscendo ormai la merce meglio dei commessi stessi. Riesco a valutare il prezzo del capo da lontano. Se poi qualcosa che adocchio è troppo caro per le mie tasche, dal momento che raramente sborso cifre che cominciano con il 2  peggio ancora con il 3, attendo fiduciosa l’arrivo dei saldi, appunto, certa che quel capo tanti agognato subirà presto un crollo vertiginoso delle sue quotazioni. E ci riesco sempre e mi sento un Dio, accidenti!
Oggi, come dicevo all’inizio, sono tornata in questo luogo del mio desiderio, per vedere se quella cavalle pazze mi avevano lasciato qualcosa da comprare. E in quella spianata di macerie sono riuscita a raccattare due paia di scarpe. Eh sì, un altro paio di scarpe,mi servivano proprio delle decollettes viola scamosciate con plateau viola anch’esso ma di vernice e un paio di ballerine bon ton bianche e nere. Grave questa malattia che mi ha colpito ormai da tempo, la fallopenia, che tra poco le scarpe, piuttosto che nei piedi, me le farà mettere direttamente in mezzo alle gambe…

Approfitto per dire che THE SHOPPING CREW sarà ancora per questo Martedì al Caffè della Piazza dalle 19.30 uin poi a riproporre la migliore selezione musicale degli anni ’90. Aiuola Dj e Dj Maude, con la collaborazione di Deep Also, saranno in consolle insieme a qualche special guest invitata per sostituire Dj Smell.
Vi aspettiamo!

23 luglio 2007

Le DF, le Marie Goretti e le Troie

mondo donne (1)

In questa settimana di fancazzismo puro, di materassini, di cagotti, di amici, di letture e di pelle dorata dal sole,ho fatto alcune riflessioni che voglio condividere con voi, miei cari superstiti, per cominciare bene la settimana del mio rientro al lavoro.
Guardandomi attorno, riflettendo su alcuni pettegolezzi confidatimi dalle amiche e ripensando ad episodi più o meno recenti, spersa in mezzo al mare, ho pensato che le donne, alla fine, si potrebbero dividere in queste tre categorie, la DF, le Marie Goretti e le Troie. In realtà, questi tre aggettivi non riassumono l’intero delle femmine in circolazione ma, diciamo, almeno quelle normali, quelle che possono piacere agli uomini, che siano un minimo sessualmente appetibili.
Delle DF, ormai, si è detto tutto e il contrario di tutto, anche se arriverà il giorno in cui si andranno un po’ a tirare le somme.
La DF è una ragazza carina, piacevole alla vista ma anche alla conversazione. È simpatica, spiritosa, ha un’elevatissima stima di sé, se la cava nel lavoro e nella vita. La DF non si fidanza mai, pensa che nessun uomo sia alla sua altezza o, meglio, ha delle aspettative troppo elevate rispetto a quello che si puo’ chiedere ad un essere umano di genere maschile. La DF sublima (scusate se sono poco chiara ma c’è Ricky Martin che sculetta in televisione e ho la tachicardia) la mancanza di cazzo con lo shopping frenetico e con la ricerca della perfezione negli abbinamenti tra maglietta-borsetta-scarpetta. Non c’è cosa che faccia godere maggiormente una DF che un complimento sulla mise scelta per una serata ma anche per andare al bidone della mondezza. La classe non è acqua.
La Maria Goretti, invece, è una ragazza acqua e sapone, vestita semplicemente, senza alcun brio. È intelligente ma è modesta nelle sue manifestazioni. Anche nel lavoro è dimessa ma va dritta per la propria strada, mettendola nel culo un po’ a tutti a destra e manca ma sempre con un sorriso di cortesia stampato sulla faccia. La Maria Goretti raramente è dotata di senso dell’ironia, è discreta, non dice parolacce, anzi, ha sempre un occhio giudice nei confronti delle DF. Altra caratteristica è il capo reclinato. La Maria Goretti ha sempre il capo reclinato, quasi in segno di adorazione nei confronti del compagno, del capo, del fruttivendolo. La Maria Goretti, in realtà, è una iena.
La Troia, invece, è quella che zoccoleggia con tutti gli uomini che ci sono in circolazione, solo per il gusto di mostrare a tutti che lei è la migliore. Vive della competizione con le altre ragazze che la circondano. È intelligente senza che però gliene freghi un cazzo di sembrarlo, anzi, non le fa comodo che si dica in giro che lei ha una bella testa. Di lei si deve dire che è una figa pazzesca. Le piacciono solo gli uomini che si distinguono per qualcosa, per la macchina, per il fisico o per il prestigio sociale. Lei, di fatto, è solo una rizzacazzi, nell’intimità magari è pure frigida, neanche diversamente. Nel vestire la Troia fa di tutto per farsi notare, una scollatura, un cuoricino di paillettes nella patata, tanto per chi non si fosse accorto che ne possiede una, un tacco vertiginoso perché la si veda in mezzo a mille per quanto è figa.
Il comportamento degli uomini, esseri semplici dotati di poche sinapsi quotidiane, in circolazione nei confronti di queste tre tipologie di donne è tutto sommato abbastanza standard. Tutti gli uomini sono attratti dalle Troie. Loro zampettano con minigonna raso-passera e tutti gli uccelli si alzano al loro passaggio. L’uomo medio, senza alcuna eccellenza in denaro, in carriera, in vettura, puo’ morire di Priapismo, perché tanto quelle rizzacazzi lì non gliela smolleranno mai, a meno che non servano a raggiungere qualche scopo o a far ingelosire qualche imbecille.
Gli uomini si innamorano delle Marie Goretti. Il cazzo si rizza sì al passaggio delle Troie ma poi l’uomo al proprio fianco vuole un esserino accondiscendente con il capo reclinato in segno di sottomissione. L’uomo non vuole qualcuno che li oscuri, che sottragga loro la luce della loro potenza. Gli uomini vogliono una ragazza poco appariscente, con le Sloggy, in scarpe da ginnastica, da portare alle cene con gli amici perché le Marie Goretti stanno buone buone a tavola, fanno fare la figura del gigante al proprio uomo, sorridono di tanto in tanto e piegano il capo. Unico difetto di queste fanciulle è che puoi trovarle che chinano il capo un po’ più giù, puntando verso turgidi gonfiori, non sempre dei propri fidanzati.
E poi ci sono le DF, quelle piccole e fragili creature incomprese che non si fidanzano mai perché l’eventuale oggetto del oro desiderio si fa inculare a turno da una Troia e da una Maria Goretti. Puttane e Spose avrebbero detto Luca Carboni e Jovanotti per le DF ‘è solo Drupi, ahimè.