24 settembre 2007

Mamma e Papà

Fernando-Botero-Una-famiglia-33510

Stamattina mi sono svegliata già stanca. La settimana che ho di fronte mi terrorizza ma pare che nel weekend, impegnato per lavoro, avrò modo di fare saune e massaggi. Spero, ne ho un bisogno disperato. La schiena mi si potrebbe spaccare in due per la tensione. Ma finirà quetso periodo incasinato, dentro e fuori di me.
Il trasloco, per esempio, è un pensiero che mi spossa solo da pensiero, non immagino il farlo. Emotivamente avrei bisogno di uno psicanalista bravo ma non ho tempi e i soldi che sarebbero necessari sono meglio spesi da Zara.
E stamattina la prima incombenza. Il padre del futuro occupante la mia casetta con l’idraulico per il preventivo della caldaia nuova. Il padre se ne occupa. La madre ha provveduto a mandarmi due raccomandate ricordandomi dello sfratto. La madre penserà all’arredamento. Il padre penserà a caldaia e cucina. E il pargoletto ha 37 anni. Ha chiesto alla madre quando noi saremmo andate via, perchè doveva dare la disdetta. Aveva conosciuto un idraulico ma non sapeva cosa dirgli allora non glielo ha chiesto il preventivo.
Poi adesso uno in ufficio da me che viene a prendere informazioni per la figlia trentenne. Sarà lui a venire all’appuntamento. E’ meglio così.
E negli anni ho avuto genitori, madri soprattutto, che telefonavano al posto delle figlie per il posto letto. Padri che andavano a pagare le bollette. Nonni che allungavano 100 euro per gli extra.
E io che penso a me stessa da una quindicina d’anni e che lo butto ancora un occhio a casa mia, là dove sono nata, perchè ho 30 anni e sono grande.
Ma sono grande solo io a 30… mmmhhh… 31 anni? Vale solo per me? E’ il nostro Paese che non li fa crescere ‘sti trentenni o sono i genitori che non li mollano?
Da domani si avrà qualche risposta in più, o per lo meno un punto di vista, nel libro di Mello, perchè dice espressamente che in Italia i trentenni rimangono figli ma non cittadini, non individui che camminino con le proprie gambe.
Questo post non è il solito marchettone per Fede. E’ che stamattina sono particolamente stanca. E ad ogni genitore che si preoccupa del figlio trentenne o giù di lì, mi cala una stanchezza maggiore e mi viene in mente un’mmagine mitologica rovesciata quando stamattina Enea l’ho visto comodo in braccio allo zoppo Anchise invece che il contrario.

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40 Responses to “”

  1. EulaliaDolfi Says:

    Io non mi sento “grande” a 28 anni…per l’indipendenza, anche se vivo sola (a fasi alterne) da quando ne avevo 24, credo nella politica dei “piccoli passi”.
    Cioè, se i miei hanno tempo e voglia di darmi una mano con la logostica e con i sodli, accetto con piacere…perchè dovrei dire di no?

  2. danildc Says:

    A me i miei di mani ne hanno date tante, e continuano tuttora, e spero che lo facciano ancora per molto tempo a venire (affermazione che può avere molte chiavi di lettura). Io, però, c’è da dire che non me ne approfitto: se loro fanno un favore a me io cerco di contraccambiare facendone uno a loro, è una sorta di “banca del tempo” dove ognuno mette quello che ha. Loro magari hanno una mattinata libera per farmi un documento o per portarmi l’auto dal meccanico, io faccio un fax o una telefonata per conto loro, insegno a mia mamma due cose di informatica in croce così può curiosare su Internet in modo autonomo… e così via.

  3. mello Says:

    certo aeiouy che vivere da soli aiuta parecchia, ormai per noi che come dici tu, ci occupiamo di noi da dieci anni, sarebbe preoccupante se non ci sentissimo “grandi”. e cmq è verissimo che i genitori non mollano, tanto meno al meridione

  4. aaeeiioouuyy Says:

    Non è una questione di vivere da soli è la vita che porta a “sgaggiarsi”.
    Ancheb la mia coinquilina vive da sola ma la madre le ha preso il loft…
    E’ che un aprate di me li invidia quei genitori-genitori. Che ne so… L’anno scorso ho dovuto chiedere al papa se mi trovava qualcuno che mi portasse all’Ikea!
    Aeiouy

  5. taxxo Says:

    io all’IKEA con il PAPA o col mio PAPA’ non ci andrei manco morto senza la certezza che mi paghino una cucina completa di lavastoviglie, una libreria in tek e un set di pentole con fondo in teflon.

    Poi sai che figuraccia entrare con le guardie svizzere con l’alabarda, il baschetto con le piume e i pantaloni a sbuffo??

  6. aaeeiioouuyy Says:

    Papa non papà che da me si chiama Babbo.
    Però un mpassaggio in macchina sì che fa comodo…
    Tipo comprare la macchina. Per una donna che non sa una fava di motori è difficilissimo… Ma mia sorella ce l’ha fatta…
    Aeiouy

  7. taxxo Says:

    ti spiega sta cosa l’unico EMILIANO DOC che non capisce un cazzo di meccanica motoristica:

    per acquistare un’auto basta entrare nell’autosalone della marca interessata e PAGARE!

    il resto sono masturbazioni da maniaci del 4 ruote!

  8. MissLIZ Says:

    a mia madre non facevo nemmeno ritirare la pagella……

  9. alessandroid Says:

    “Papa non papà che da me si chiama Babbo”

    ma vieni da senigallia o rovainiemi ?

  10. Mishmesh Says:

    Sarebbe opportuno guardare i ripensamenti in corso in area anglosassone: in GB si segnala una controtendenza forte in atto da anni, una convivenza tra genitori e trentenni, una lenta destrutturazione del meccanismo dell’iniziazione al mondo attraverso il trinomio Università (precoce), lavoro part-time, esperienza di urbanizzazione dalla provincia tramite convivenza con coetanei, ecc.
    Si stanno confrontando con la nuova realtà: la convivenza con i gruppi etnici ‘familisti’, paki, bangla, indi, ecc., in GB ha fatto riflettere, la constatazione che il lavoro sottopagato non libera, ma manco nutre, lo stesso allungamento della vita.
    Noi popoli antichi la sappiamo più lunga: la famiglia allungata, nel tempo e per generazioni, può essere funzionale e niente affatto patologica.
    Poter contare su qualcuno, senza dipendere totalmente e convivere: auguriamocelo.

  11. HeartMind Says:

    ‘Poter contare su qualcuno, senza dipendere totalmente e convivere: auguriamocelo.’

    dai Mishmesh sposati in chiesa con il prete e convertiti

  12. HeartMind Says:

    l’unico problema è che nelle nuove scuole elementari ci sono più extracomunitari che bambini italiani, poi uno può anche decidere di fare il figlio fino a 70 anni

  13. alessandroid Says:

    “Noi popoli antichi la sappiamo più lunga”

    Mish sei un ittita o un assiro-babilonese ?

  14. MaudeLeboschi Says:

    La riscposta economica a questa gerontocrazia incipiente è aprire luisespagnoli, farmacie, sanitarie…pompe funebri…ovvero vendiamo ai vecchi ciò di cui hanno bisogno per invecchiare bene….e magari rovesciamo questa estetica del nuovo e del giovane che ha rotto i coglioni….tutta colpa di mtv….
    Elefante in una cristalleria

  15. Mishmesh Says:

    Alessandroid, parlavo dell’antico popolo italico, ma io, personalmente, faccio parte di un popolo coevo ad assiri, babilonesi, egizi, fenici, cananei, persiani, ed unico superstite fra questi, quindi fai tu.

  16. HeartMind Says:

    ‘ed unico superstite fra questi’

    sei tu il vero Highlander, strano pensavo fossi italiano.

  17. Mishmesh Says:

    IO SONO ITALIANO, pirla.
    ED ANCHE EBREO.

  18. HeartMind Says:

    complimenti, hai fatto outing solo per la 185esima volta.

  19. Mishmesh Says:

    Ma quale outing!
    Ho pure un nick che è di per se una dichiarazione di appartenenza.

    Torniamo al topic: Aeiouy, dovresti un giorno parlare di come si tiri su una creaturina per farne SICURAMENTE O QUASI UNA DF, (volendo accogliere la definizione che vi siete date, pur ravvisando in essa il riverbero dell’ottica maschile sull’argomento).

  20. atypici Says:

    Coraggio!

  21. HeartMind Says:

    secondo me per crescere la perfetta DF non ci vuole molto, basta farcirla fin da quando ha tre anni di magazines e chili di tv spazzatura e advertising di ogni tipo per poi farle leggere 5 volte no stop appena diventa adolescente La coscienza di Zeno e il Piacere di D’Annunzio (per permetterle di sognare continuamente il big che rimarrà una fantomatica presenza irreale e agognata su cui ricamerà per tutta la vita).

  22. HeartMind Says:

    wow mi ci voleva sta botta di vita stamattina:

    http://clementemastella.blogspot.com

    come farsi bannare alla prima parola

  23. alessandroid Says:

    “volendo accogliere la definizione che vi siete date, pur ravvisando in essa il riverbero dell’ottica maschile sull’argomento”

    perchè l’ho data io
    poi aeiouy l’ha fatta sua entusiasticamente
    senza volerlo ho coniato un neologismo come manzoni

  24. alessandroid Says:

    “Aeiouy, dovresti un giorno parlare di come si tiri su una creaturina per farne SICURAMENTE O QUASI UNA DF”

    interessante questione sociologica
    un ruolo sicuramente devono averlo avuto gli anni di piombo

  25. alessandroid Says:

    “IO SONO ITALIANO, pirla.
    ED ANCHE EBREO.”

    Lasciatelo cantare
    Con il violino in mano

  26. danildc Says:

    un ruolo sicuramente devono averlo avuto gli anni di piombo

    Vorresti insinuare che siamo pese?!?!?!?

  27. Mishmesh Says:

    Ma sono tutte neotrentenni!
    Gli anni di piombo sono citazione anacronistica, al massimo potrebbero aver fatto ‘l’asilo di piombo’ nei primissimi Ottanta, che non erano però, a ben vedere, anni di piombo, ma anni di merda.

  28. Mishmesh Says:

    Alessandroid, quella al #25 sembra una battutina giudia: complimenti.

  29. AnteaBlanca Says:

    Io (28 anni) vivo con mia madre ma da quando ho 17 anni mi guadagno il resto che non centra con la casa: università, patente, macchina, libri, pc, ecc. Adesso che lavoro, chiaramente a tempo DETERMINATO divido le spese con lei, potrei condividere la casa con qualcun’altro, non certo da sola e dato che io e mia madre abbiamo una convivenza pacifica, x ora sto lì… Però non mi accompagna all’Ikea ne mi allunga 100€ x gli extra, delle due il contrario dato che lei non ha la macchina e io si…

  30. Hawanna Says:

    OT: ME SO’ RICONESSSOOOOO… (dù settimane m’hanno fatto aspettà… telecom de mmerda) Cmnq sta dù settimane senza internet, apparte i casini lavorativi, fa bbene… lo consiglio a tutti…

  31. HeartMind Says:

    ‘Alessandroid, quella al #25 sembra una battutina giudia: complimenti’

    o anche giulia, quella di giulietta e romeo, visto che ha il violino in mano (però forse è romeo che lo suonava) e alessandroid è uno sporco veronese. fine della sega mentale.

  32. MaudeLeboschi Says:

    Parole sante AWA’

  33. alessandroid Says:

    mi lavo abbastanza

  34. alessandroid Says:

    “Gli anni di piombo sono citazione anacronistica, al massimo potrebbero aver fatto ‘l’asilo di piombo’ nei primissimi Ottanta”

    I trentenni sono stati concepiti nel ’77
    Erano ancora i tempi in cui l’utero era delle femministe

  35. alessandroid Says:

    “Alessandroid, quella al #25 sembra una battutina giudia”

    Siamo tutti giudei
    Siamo tutti ebrei
    Ich bin ein Hebräer

  36. HeartMind Says:

    secondo voi la tipa di Alberto Stasi era una DF? io ne sono quasi certo.

  37. Mishmesh Says:

    Non parlare di quella poveretta: ha pagato l’impotenza frustrata del biondino, l’omofobia della provincia che obbliga a dissimulare le proprie inclinazioni, a non infrangere i sogni borghesi delle rispettive famigliole di evasori rampanti, tenendo in piedi rapporti, stanchi, senili, già tra ventenni.

  38. HeartMind Says:

    soccia MisHMesH che pesantezza. ok hai ragione ma ciò non scalfisce di un millimetro la mia quasi certezza che lei fosse una DF.

  39. HeartMind Says:

    poi se uno fa fuori la ragazza non è detto che debba per forza essere gay, vedi Ted Bundy

  40. maso_ Says:

    Umarèin (s.m. bolognese – Omarino)
    Umarell (s.m. bolognese – Omarello, ometto)
    Umarells (p.m. omarelli, ometti, pensionati bolognesismo + inglesismo globish)

    Hanno sempre qualche soldo da parte, ci aiutano a comprare la casa, quando tirano le quoia con la q ci lasciano in eredità denaro e/o immobili, educano i nipotini mentre entrambi andiamo a lavorare in cerca di improbabili realizzazioni mantenendo sia i nipotini, sia noi che andiamo a lavorare. Il PIL non cresce, ma crescono le aspettative di vita per gli umarells, ai quali sarebbe giusto dedicare almeno una festa nazionale. Nell’attesa, gli dedico questo libro


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