31 ottobre 2007

Il trasloco come allegoria della vita

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Piove. In questo scenario apocalittico mi accingo a passare questa ultima mia notte nel ghetto ebraico. Mi sento strana, né troppo triste né entusiasta. Mi sento media ma questa mediocrità sembra il preludio al mio crollo emotivo.
Andarsene da questa casa è un lutto. Lasciare i muri che mi hanno prima incuriosita poi tenuta per dodici anni, non è facile per chi come me è della Vergine e tende a fare di ogni cosa qualcosa meritevole di essere pensata anche nel sonno. Ed è difficile andarsene dal posto che ho sempre voluto fin dalla mia Primavera da matricola, affascinata da questa minuscola parte del cuore di Bologna. E ci si è messa anche la storia a rendere indimenticabile un luogo, come se i cazzi miei non fossero già stati abbastanza invasivi.
Ma adesso che me ne vado penso che questi muri mi hanno imprigionato, mi hanno tarpato le ali, perché attaccarsi a qualcosa, in modo morboso, non è mai salutare.
Ora che è il momento del distacco mi sento meglio. Ho salutato i miei fantasmi, quelli che abitano qua dentro. Loro c’hanno provato a tenermi legata a loro ma io da domani scivolo via verso una nuova strada, verso nuove facce e soprattutto là sarò sola, non come qui dentro che i fantasmi stanno seduti sul divano.
Ho passato giornate a valutare cose da buttare e cose da tenere. Sarebbe peccato mortale portare nella casa nuova le zavorre del passato. Ed è un utile esercizio passare in rassegna ciò che ti circonda, da applicare nel quotidiano, perché in ogni circostanza bisogna capire cosa tenere e cosa è superfluo perché non è in grado di apportare alcunché alla tua vita, se non nell’appesantirla ulteriormente.
E in questa rassegna compaiono tutte le manie, il non buttare via i nastrini dei pacchi, le etichette, i biglietti del cinema, il pupetto del sordomuto, i cartoncini delle calze, gli elefantini degli africani, i gadgets del Futurshow.
E i giornali, montagne di giornali insalubri dominano la scena casalinga pronti ad essere differenziati dopo esser stati selezionati, una quantità che sola potrebbe servire agli artigiani di Viareggio per il prossimo Carnevale. E scorri le pagine, e vedi le facce di gente che è tornata nel dimenticatoio e anche quei giorni sfogliati adesso possono essere archiviati. Inutile tentativo di tener sotto controllo la vita, vana speranza di fermare il tempo, accatastando giornali davanti agli occhi.
Dalle macerie, ogni tanto tiro su pacchettini di candeline spente, i miei 24 anni, i 25, i 28 e così via. Ho messo tutta questa cera cinese insieme, pronta ad andare verso il Pratello ma mi son detta che gli anni erano passati e che era stupido caricarsi di anni consumati ora che ho anni nuovi di zecca di fronte.
Lascio questa casa e rifletto delle potenzialità che essa mi ha offerto nel corso di un decennio ma che io non ho colto. Forse è come quando si decide di lasciare una persona o quando muore e si soffre, mentre si fanno i bilanci finali. Una casa in cui volevo fare un mucchio di peccati mi ha visto anno dopo anno inzitellirmi fino a cronicizzare le mie insicurezze emotive. Ora vado a fare l’ultimo bagno in una vasca che si sarebbe ben prestata alle tenerezze ma che lascio inviolata al bamboccione che verrà.
Ne sono certa. Lo sfratto sarà la cosa migliore che mi è capitata negli ultimi anni.

30 ottobre 2007

L’uomo, questo sconosciuto

calcetto_oratoriumTaxxo mi soccorre in questi giorni di scatoloni, di scale, di sudore, di cose perse e di cose ritrovate, di furgoni e di rompimento di maroni. Come se fosse Piero Angela cerca di spiegare a noi donne la chimica che scatta tra un gruppetto di uomini che la sera si trovato a guardare Zelig o a guardare la partita, piuttosto che andare a figa.

Io faccio parte di una setta, ma non di una di quelle che tramano o bramano potere.
Niente riti iniziatici, nessuna gerarchia, niente mantello con cappuccio o vergini sacrificate al plenilunio… Niente compiti fissi, impegni insindacabili, nessun manifesto.
Niente di niente…
Abbiamo il nostro linguaggio in codice fatto di mantrici tormentoni, soprannomi fuorvianti e sedi variabili ed impenetrabili dalle quali organizziamo l’ozio e la depressione. Unico obbligo è la fedeltà all’inedia lamentosa.
Siamo quelli del SOLITO ALLA SOLITA.
Anche sul nome nessuno ha mai obiettato nulla.
Poi scopro che la ridente penisola è ricca di "associazioni senza scopo di lucro finalizzate all’aggregazione maschile" e tutte, chi più chi meno, sono organizzate allo stesso modo (tra queste spicca il TEAM DELLA BRISCOLA di Pavarotti e PANOCIA citati dalla moglie NICOLETTA).
1) Il Gruppo deve essere strettamente maschile e la conoscenza dei suoi componenti, datata.
2) Come fossero innamorati gli uni degli altri, quando sono assieme, i componenti si isolano dal mondo e dall’ambiente e si rinchiudono nel loro "divertimento personalizzato ed inesportabile".
3) Non si deve battere chiodo per non essere vittime dello scherno degli altri componenti mantenendo fede a dettami non scritti.
4) A termine serata, qualsiasi sia la condizione psicofisica, bisogna fare il viaggio di ritorno lamentandosi di non aver colto i segnali dell’ambiente o di "quanto siano di legno le fiche odierne".
Facciamo qualche esempio:
I SOLITO ALLA SOLITA, rinunciando al calcetto perchè ".. è troppo freddo, ma sei fuori??", al ballo "..stai scherzando?? io dovrei andare a fare il cretino in pista??" e a qualsiasi attività di aggregazione sociale che ".. tanto è sempre tutta braga!", e si ritrovano ogni Venerdì sera in un BUNKER, trasformato in tavernetta con caminetto MAI ACCESO ("ma sei fuori? fa un gran fumanone!!"), per la "pizzata del Venerdì".
Quattro/cinque persone che si sono telefonate, MAILate, SMSsate tutta la settimana, anche solo per dirsi che avevano trovato una pantegana in cantina, e che, non avendo nulla di nuovo da aggiungere alle fitte discussioni mediatiche, riproducono il rito della "visione di ZELIG" come fosse la sacra eucarestia cristiana.
Durante il rito, prescindendo le polemiche per chi non ha messo quell’euro che manca o per quello che non è venuto perchè c’ha il mutuo e non riesce a pagarsi la pizza o difronte all’ennesimo errore di prenotazione che al posto di una patate fritte e salsiccia, senza pomodoro ma doppia mozzarella ti porta una più sbrigativa funghi e rucola, gli argomenti si sprecano.
Ed a ogni A BALUS tutti giù a ridere a crepapelle!
Poi i ricordi di quella volta in aereo con le crisi di panico di SBAFINI..
Poi le lamentele per SPILLO che è troppo dentro la pallavolo (o ad una pallavolista..) e sta iniziando a dare un’infinità di buche…
Poi tutti con gli sguardi bassi nel piatto perchè si è esagerato con un’ironia ed un sarcasmo fuori luogo verso uno dei componenti ..
A fine serata, due o tre birre vuote sul tavolo, qualche esperimento liquoroso versato in più, la risarola mossa, tutti a casa!
Ma questi gruppi danno il meglio solo in trasferta, lontano dal loro habitat.
Set con festa di compleanno e gruppo musicale.
I SOLITO ALLA SOLITA se non stanno discutendo di quanti soldi ci vogliono ad affittare una sala del genere, di quanto sia incompetente il fonico che esaspera l’eco per aumentare il volume, se non si gingillano la birra in mano pur di non tenere le braccia incrociate, se raramente non stanno facendo qualcosa del genere, si indicano l’un l’altro le meritevoli presenze femminili neanche fossero un branco di ciechi.
Indicazioni valide quanto quelle che ti danno dicendoti: "e quando è arrivato li, se ci arriva, le conviene chiedere ancora!!".
Molto meglio richiudersi a guscio e riaprire qualla bolla di vetro che ci isola dal mondo per ricominciare a ridacchiare dei cazzi nostri!
E nel nostro piccolo, nel nostro isolazionismo, siamo pure simpatici!
Peccato che non lo sappia nessuno.
Nel rientro a casa i cori son sempre gli stessi:
"Comunque era tutta braga!"
"Poi c’era pure la NENA ma non c’ha presentato neppure una sua amica!"
"Non sono neppure riuscito a distruggermi al free drink!!"
"Le patatine son finite subito.."
"Ci manca l’uomo di punta, quello sfacciato che si butta!"
"Siam venuti via proprio adesso che iniziavo a carburare!"
Poi, timida ma limpida, una vocetta dalle retrovie:
"Comunque una mi ha slumato tutta sera!"
SBAFINI, mò va a cagher!!

29 ottobre 2007

Pensa per te che io penso per me

Papa

Aspettare qualche secondo prima di scrivere il post mi è servito per non usare un linguaggio grillesco contro queste affermazioni medievali provenienti dalla bocca del Pastore Tedesco.

M@rkette

29 ottobre 2007

protestaRicevo e pubblico questo disperato appello di Hawannagazz.

Ar sottoscritto ME…essendo che è ‘no sfigato come ‘n sacco de ggente…  je tocca de chiede AIIUTO:
A) In difesa de ‘n posto de lavoro suo (vale addì, quello de DIGGEI,  a Vicolo BBBolognetti)
B) Nonchè der diritto VOSTRO a farve ‘na birra dopo l’una ( ora  legale…).
QUESTO DAR MOMENTO CHE: ‘N tale FORZAITTAGLIANO (Lorenzo Tomassini,  n.d,r.), forte delle argomentazioni de ‘no sparuto gruppo de  residenti, (i quali affermano che er loro stato psicofisico è stato 
ACUSTICAMENTE DEGRADATO da non meglio identificati GGIOVANI.. dediti  a inusuali pratiche di molestie acustiche continuate nella pubblica  via….) CHIEDE che quest’artranno, er Vicolo Bolognetti debba da  chiude ALL’UNA, con bona pace dei residenti (e cattivo scassamento di  cazzo da parte dei sedicenti ggiovani molestatori…)
                                                                       

                                         QUINDI CHE
 
                                                                        
                                                  ME
 

Chiede a chiunque destinatario de ‘sta mail: de intervenì LUNEDI’ 29,  alle più o meno alle 19 nella sala interna del sopramenzionato  Vicolo, dove che sarebbe installato un Buffet aperitivizzante  GRATISS, er tutto allo scopo de presenzià, alle 19,30, all’incontro  der tale de FORZA ITTAGLIA, cor consiglio de quartiere… allo scopo  de discute de ‘sta sedicente ipotesi… 
EER SUCCO E’, che se ‘sta robba passa… VOI (cari utenti poco  consumatori BBBOLOGNESI) l’estate prosima pè farve ‘na bira all’ 1.05  de notte, sarete costretti ad annà ai GGIARDINI MARGHERITA (dove che  rischia che ‘n sacco de ggente farà dei brutti  commenti sulle vostre  scarpe..).
OPPURE CHE, dotati de opportuna bbicicletta antismogh, potrete sempre  annarve affà‘na bella pedalata fuori porta, in posti ‘n sacco fighi  come il FRESH, CA’ DE MANDORLI,  PARCO CAVAIONI… (colla benedizione  dell’animaccia de li porpacci vostri…)                                                                       
SEGUE COMUNICATO: LEGGETE (nonchè) DIVULGATE ME
www.spocchiadellabolognesita.splinder.com
 
DIFENDIAMO VICOLO BOLOGNETTI !
 
 Come tutti ricorderete, la rassegna estiva di Vicolo Bolognetti è  stata quest’estate sottoposta ad un attacco violento, sia da destra  che da sinistra e dai media per una mostra (“La Madonna piange 
sperma”) mai realizzata e, di fatto, mai programmata. 
Adesso gli attacchi tornano a farsi sentire, però per altri motivi:  motivi che ci riguardano tutti.
 Tal Lorenzo Tomassini, consigliere comunale di Forza Italia, ha  realizzato mercoledì 24 ottobre una conferenza stampa nella quale ha  raccolto attorno a sé alcuni “cittadini indignati” per dire che  bisogna far fuori l’Associazione Jurta: cioè quella che ha gestito  l’anno scorso il Vicolo e che ha una convenzione biennale col  Quartiere San Vitale. Ma, soprattutto, ha detto che bisogna  ridimensionare tutte le manifestazioni in centro facendole chiudere  all’una. Dal momento che il problema del volume musicale non era  affrontabile (quest’anno da fuori Bolognetti non si sentiva  praticamente nulla), questi signori hanno tirato in ballo il fatto  che c’era troppa gente fuori dal Vicolo. 
Già che c’era, il buon Tomassini ha citato un altro esempio di  “degrado” da combattere: nientemeno che la pericolosissima rassegna  di jazz all’aperto che si svolge d’estate in via Mascarella!!!
Cosa sta succedendo, dunque? 
Sta succedendo che una manciata di persone ottenga sempre più spazio  sui giornali e nella discussione politica cittadina. 
Sta succedendo che sta montando un clima di intolleranza – e  talvolta, diciamolo, di vero e proprio odio – verso tutto ciò che  riguarda l’aggregazione giovanile. Un conto è il diritto al riposo  dei residenti, un altro è voler tramutare Bologna in un cimitero. 
Questa situazione non farà altro che peggiorare se i giovani – e i  meno giovani e tutti coloro che sognano una città più vitale e  culturale – non si fanno sentire. Quando i locali chiudono, quando 
non si può bere una birra fuori, quando in centro non ci sono più  spazi dove andare, è inutile prendersela con le autorità cittadine e  poi non fare niente. Occorre farsi sentire. Occorre far capire al 
Comune di Bologna che certi soggetti non rappresentano la “volontà  generale”. Essi, al contrario, costituiscono una minoranza di  intolleranti e rappresentano soltanto loro stessi. 
Non c’è in gioco solo Vicolo Bolognetti: certo, secondo noi va  ricordato che il Bolognetti ha più di altri dato spazio alle realtà  culturali giovanili e, quest’anno, la Jurta ha fatto ciò senza  prendere un euro di finanziamento pubblico. Ma il problema è più  ampio: c’è in gioco la vivibilità di questa città. 
Pertanto, invitiamo a presenziare al Consiglio di Quartiere che si  terrà lunedì sera – 29 ottobre alle ore 19.30 – presso il Quartiere  San Vitale (Vicolo Bolognetti 2, primo piano, Sala del Consiglio). In  quella sede, l’Associazione Jurta farà una relazione sull’andamento  dell’estate appena trascorsa, poi ci sarà un dibattito al quale  prenderanno parte, naturalmente, anche quei signori che vorrebbero  desertificare il centro cittadino. 
Invitiamo ad esserci – in modo assolutamente pacifico, ma con molto  sense of humour – per far capire con la nostra presenza che esiste  anche una Bologna fatta di giovani e meno giovani, fatta di cultura e 
socialità. Dobbiamo dare una mano all’Associazione Jurta e al  Bolognetti per difendere il nostro sacrosanto diritto di berci una  birretta anche alle 2.00, per fermare la deriva assurda imboccata da 
questa città. Perché, infatti, se oggi viene colpito il Bolognetti,  domani potrebbe toccare agli altri cortili estivi  e agli altri spazi  d’intrattenimento. 
Oltre ad assistere al Consiglio di Quartiere, invitiamo chi avesse  voglia di fare quattro chiacchiere su questi argomenti nella saletta  multimediale, che sta di fianco a quella del Consiglio, nella quale 
dalle 19.00 metteremo su un buffet/aperitivo. 
Pertanto, APPUNTAMENTO LUNEDÌ 29 ALLE ORE 19.30 IN VICOLO BOLOGNETTI.
Alcuni utenti di Vicolo Bolognetti

28 ottobre 2007

Una prece

zampettiSono seria, ora c’è un vuoto in me ma, mi permetterei di dire, in tutti noi. Lo voglio ricordare nel suo ruolo del Commendator Zampetti nei Ragazzi della III C o in Vacanza di Natale o in Sapore di Mare o vedere si Wikipedia per vedere tutta la sua filmografia.
Addio Guido.

M@rkette

26 ottobre 2007

Il pane nel boscoHo tre eventi da segnalare.
Il primo è stasera al Locomotiv. Le amiche del Sexyshock apsettano tutti per l’ultimo appuntamento di Consensuality, dalle 22 in poi. Vi copioincollo il comunicato dal loro blog:
L’ultimo appuntamento di ottobre e’ per Venerdi’ 26.
Vi proponiamo una festa danzereccia dalle 22 in poi al Locomotive in Sebastiano Serlio, attenzione che qui serve la tessera Arci, se non l’avete il suo costo e’ di 8 euro.
L’ingresso invece per tesserati o non tesserati e’ di solo 1 euro! e’ una bazza quindi esserci!!
Ad accogliervi una bella "macho free zone":
"o voi cagacazzo siete avvertiti sarete ridotti ad agnellini" (consensualmente ovviamente). tie’!
a seguire torna a grande richiesta la "Camera di Trasformazione"
che manca sulla scena bolognese dal 2004.
Baffi, cravatte, orecchie da coniglio, brillantini e boa! L’abito fa il monaco 😉
indossa quello che trovi e diventa chi vuoi.
Dietro ai piatti solo lady!! Bettinja, Guenda e Wilbi: sonorita’ latine, funky ed elettronica!
E non dimentichiamo il vj set eh, perche’ questa e’ una festa come si deve.
Il secondo evento me lo ha segnalato Nizman. Copionicollo pure questo:
Domani
, Sabato 27 Ottobre
Apertura h 18.00 Aperitivo Musicale & Buffet
All’Arteria, dalle parti di Via San Vitale, H 19.00 SHHH Party Nell’epoca del rumore, delle grida e delle urla, Chez
Jhonny propone SHHH PARTY, un’ idea realizzata con grande successo a New
York, Londra, Parigi, Bruxelles, Como, Siena e adesso arriva a Bologna.
OBIETTIVO: Dalle 20 alle 21, sarà vietato pronunciare anche una sola
parola. Si potrà comunicare solo tramite piccoli biglietti con frasi,
parole, disegni, utilizzando anche il linguaggio del corpo, espressioni,
mimo, segni; quindi per ordinare da bere, per sedurre una bella sconosciuta
potete esprimervi in un unico modo: UN SILENZIO PIENO DI PAROLE.
L’obiettivo è quello di aiutarci a comprendere che esistono mille modi di
comunicare oltre al linguaggio parlato e questo è un modo per far conoscere
la realtà dei sordi e il loro linguaggio silenzioso ricco di parole.
Troverete carta e penna sui tavoli, volantini con informazioni circa il
mondo dei sordi e proiezioni sullo schermo.
IL terzo evento è Domenica a Loiano in un bosco. Cliccando sul volantino tutte le informazioni, senza copiaincollare tutta la spiegazione.
Buon weekend!

26 ottobre 2007

Ecco perchè

NeanderthalEcco perchè Smellissa ed io non troviamo un uomo… Si è estinto! La descrizione che Repubblica.it fa dell’uomo di Neanderthal rispecchia il nostro ideale maschile: un po’ tracagnotto, capelli rossi e pelle bianca. Anche nei modi, il nostro uomo sarà stato "selvaggio" come piace a noi e magari ci avrebbe trascinato per la steppa prendendoci per i capelli. Peccato. Magari tra milioni di anni gli uomini di adesso saranno l’ideale di qualche smandrappata del futuro.