6 novembre 2007

Emergenza sicurezza

Da qualche tempo a questa parte, non si puo’ aprire il giornale senza provare un moto di terrore. Stupri, omicidi, violenze come se piovessero, crimini rivolti principalmente alle donne. Specialmente a Bologna, si parla mediamente di uno stupro a settimana. A volte però, queste violenze sono risultate false o fatti che non sussistono. Io non vorrei entrare nel merito di questi ultimi episodi, di quello di Roma e di quello di Perugia, ma mi chiedo se tutto questo parlare di violenza non incrementi il senso di insicurezza, specialmente in noi donne. Sarebbe diverso se i giornali smettessero di parlarne? Il mondo è veramente così violento?
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40 Responses to “”

  1. EulaliaDolfi Says:

    Forse non è aumentata la violenza, ma semplicemente le donne non si vergognano più di denunciarla…quelle aggressioni che una volta sarebbero passate sotto silenzio perché la donna aveva paura di essere “bollata”, oggi vengono denunciate e dichiarate ai giornali.
    Però mi sa che comunque un pò la società è cambiata, la violenza è un fatto molto più “quotidiano” e il rischio è effettivamente un pò più alto: un pò di giusta insicurezza, che porti alla prudenza senza cadere nella paranoia, non è così sbagliata forse.
    Poi lasciamo stare il Carlino che è una cosa da vergognarsi a leggerla…

  2. danildc Says:

    Concordo con Eulalia, molto fa il tam-tam mediatico. Ieri era d’obbligo parlare di stupri, oggi delle rapine in villa e domani probabilmente lo sarà per un nuovo tormentone. Se ci pensate, della rumena/moldava/non ricordo che aveva denunciato la violenza qui in provincia di Bologna, si è parlato all’inizio quando violenza sembrava, ma nessuno ha detto nulla subito dopo, quando ha ritrattato tutto. Tornava più utile lasciare il clamore così com’era, probabilmente faceva più notizia. Senza nulla togliere alla categoria dei giornalisti, dove sono annoverati alcuni amici tra cui una molto cara e tanti conoscenti, penso che alla fine dare una notizia o meno svalichi i confini dell’etica ed entri nel classico rapporto costi/benefici.

  3. taxxo Says:

    i pitbull che pasteggiavano a bambini tutti i giorni (forse i pittbul son tutti comunisti)…
    UNABOMBER e gli evidenziatori esplosivi…
    la malasanità con un morto abbandonato in prontosoccorso al minuto…
    gli ECOMOSTRI…
    i sedicenti maghi truffaldini…

    l’esasperazione mediatica che cavalca la moda ed esagera i problemi.

    Adesso sembra che sti romeni, non avendo la tv nella baracca, vadano in giro solo a stuprare (o forse perchè la tv ce l’hanno e preferiscono lo stupro a Teo Mammucari).
    Delicatissimo l’intervento di ieri sera di Gasparri dalla D’Amico che a stemperato i toni con un paio di “..quelli zingari che avete fatto entrare voi..”.

    Il massimo che si può tirar su da l’ennesima polemicona è un puntatone di porta a porta:

    DLIN DLON
    VAVAVAVAA… VAVAVAVAAAA

    Entri il plastico!
    E il caro VESPONE, con il mano un Big Jim a forma di stupratore clandestino, solleva la gonna ad una Barbie, la incantona contro un muro e in diretta si mette a ventriloquiare con “Beccati questo PUTTANA!”… “No.. No… aiuto…”

  4. taxxo Says:

    le H, come al solito, o mancano o abbondano.. fortuna che qui è pieno di maestrine!

  5. MaudeLeboschi Says:

    qui ci vuole un SuperEroe…..

  6. MaudeLeboschi Says:

    James Hillman:

    Così come avviene per la disonestà e per la retorica. “L’essere umano è un animale politico”, sostiene Aristotele. E infatti siamo sempre immersi nella politica, ne siamo circondati. In ogni momento della nostra vita viviamo in una polis, insieme ad altre persone. Per questo motivo è necessario cooperare con gli altri, creare alleanze e gruppi. Come individui, però, cosa possiamo fare per stare meglio? Il primo passo è prendere coscienza della malattia. Perché tutti noi siamo molto malati, pur non accorgendocene. Una condizione che coinvolge anche ciò che ci circonda. Quanto è malata la nostra politica? E il clima? E l’economia? I medici affrontano il malessere dapprima occupandosi di stabilire una diagnosi e soltanto in un secondo tempo determinando la terapia necessaria. Prima di tutto, bisogna quindi saper ascoltare e riconoscere le proprie emozioni. Il mondo è un’esperienza estetica, anche se non tutti gli esseri umani ne sono coscienti. Questo può valere per un condizionatore d’aria così come per il corpo estraneo sulla facciata di un antico palazzo, la panchina rotta abbandonata in un parco. E poi l’aria, la luce, la strada in cui viviamo, le parole che le persone si scambiano tra di loro: tutto intorno a noi sta diventando ogni giorno più brutto. Si può dunque rispondere alla bruttezza che ci circonda con la bellezza. Ma anche con la rabbia e con l’intelligenza. L’unica strada che ritengo indispensabile è quella dell’impegno civico e della protesta. Scendete nelle piazze, boicottate un marchio che non considerate etico, fatevi ricevere dal sindaco, arrabbiatevi, indignatevi se necessario. Non importa cosa fate, ma ogni volta che vedete qualcosa di brutto, agite. Dovete far sentire la vostra voce, che sarà quella del dissenso. Fate qualcosa di utile. Perché non dobbiamo mai, nemmeno per una volta, accettare ciò che non è accettabile. Dobbiamo sempre ripeterci: “No, noi questo non lo accettiamo”. Anche la politica d’altronde rende il mondo più brutto e l’anima mundi ne soffre. Credo dunque che sia importante concentrarsi su un problema alla volta, magari cominciando ad affrontarne soltanto una piccola parte. Questo metodo vale per tutto: che siano gli anziani, l’inquinamento, i migranti, gli alberi. Bisogna scegliere un tema che ci tocca profondamente. E poi bisogna agire, fare qualcosa per cambiare. Credo sia sbagliato pensare di poter fare tutto o affrontare troppi problemi insieme. Al contrario, ognuno di noi dovrebbe occuparsi di quello che considera davvero importante, per quanto marginale sia nella grande battaglia del mondo. Gli occidentali non fanno altro che lamentarsi tra di loro. Quasi si compiacciono: “Oh, è tutto terribile”. Non bisogna parlare troppo. Parlare è inutile. Bisogna lottare, invece. E dedicarsi totalmente a una causa. Unirsi a quanti provano le tue stesse emozioni, che condividono le tue idee. E cercare di produrre un cambiamento. Anche piccolo. Il mondo invia ogni giorno dei messaggi, positivi o negativi. il nostro compito è rispondere.

  7. taxxo Says:

    ho il sangue al naso…. poi facciamo gli ZZZ ZZZ ZZZZ di pesantezza a MISHMESH???

  8. MaudeLeboschi Says:

    Mi piace pensare al mondo come una esperienza estetica; quest’ottica palesa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sarò naif ma queste parole sono assolutamente condivisibili e sono le parole di un filosofo. punto. Bisogna elevare il pensiero talvolta, quando si parla di una contingenza così allarmante e riflettere su cosa poter fare, ciascuno nel proprio piccolo.

  9. aaeeiioouuyy Says:

    Egoisticamente parlando, se si smette di parlare di violenza o si sceglie di non leggere o guardare, ci si potrebbe riapprorpiare del prorpio senso si sicurezza?
    Questa è la realtà o la rappresentazione malata di essa?
    Aeiouy Marzullo

  10. mazzetta Says:

    I reati violenti sono in calo da anni in Italia, l’allarmismo invece è in aumento

    ovvio che questo significhi che qualcuno ci marcia

    la paura è il principale dispositivo di controllo

    La signora Reggiani non è stata violentata, ad esempio, quindi chi si è inventato che lo sia stato?

    evidentemente la brutale aggressione e l’omicidio non erano sufficiente allo scopo, ma quale scopo?

    quello di dire “violentano le nostre donne” per far salire il sangue alla testa al vero italian macho che è convinto di avere diritti di proprietà sulle donne, sul terrirorio e di essere meglio dei maschi di merda d’importazione?

  11. aaeeiioouuyy Says:

    Adesso che specialmente abito da sola mi immagino uomini cattivi e incappucciati che piombano dal lucernaio che mi assaltano un po’ come Leo Mantonavani Nocs che si cala dall’elicottero nel film E SE DOMANI di Giovanni Laparola.
    E mia madre al telefono ogni 2×3 mi dice di stare attenta…
    Ammetto candidamente di avere paura ma che non voglio più averla. Forse devo smettere di leggere i giornali.
    Aeiouy

  12. aaeeiioouuyy Says:

    Io mi domando anche questo, in questi giorni di tragedie quotidiane, ma uccidere non è diventata un po’ una moda?
    Aeiouy

  13. danildc Says:

    La fifa da rientro a casa in solitaria l’ho sempre avuta, ma poi non è che ci si può tumulare per paura che accada qualcosa, altrimenti vincono poi loro.

  14. aaeeiioouuyy Says:

    Io non ce l’ho da rientro ma da dentro.
    Aeiouy

  15. alessandroid Says:

    “altrimenti vincono poi loro”

    loro chi ?

  16. alessandroid Says:

    “la violenza è un fatto molto più “quotidiano” ”

    non solo
    fa aumentare la tiratura anche dei settimanali

  17. EulaliaDolfi Says:

    A Bologna la paranoia è diventata un pò uno status symbol dei cittadini DOC…come i comitati contro il degrado.
    Esempio reale ma che sembra una barzelletta: io abito fuori porta, ma con una ragazza nata e vissuta dentro porta. I suoi genitori hanno casa in centro da sempre e fanno parte di almeno 3 dei succitati comitati.
    Un giorno troviamo sul muro ai lati della porta del vicino dei segni a matita. Il vicino è in ferie. Scatta l’allarme zingari (che si dice segnino le porte delle case in cui c’è da ribare – non so se sia vero ma suona molto biblico): riunione di condomino, tripla mandata alla porta, rientri in casa prima delle 10, avvisi con minacce di chiudere la porta d’ingresso…
    Alla fine il vicino rientra, e si scopre che i segni li aveva fatti il fabbro che doveva riparare la porta.

  18. alessandroid Says:

    IERI

    “gli inquirenti nutrono ragionevoli sospetti su un cuoco maghrebino, con ogni probabilità di nazionalità tunisina”

    OGGI

    “I fermati sono una ragazza statunitense di 20 anni che abitava con la vittima, e che seguiva un corso di italiano all’Università per stranieri; il fidanzato, un italiano di 24 anni, laureando all’Università statale; un cittadino congolese di 37 anni, regolarmente in Italia dal 1988 e che gestisce un piccolo esercizio commerciale nel centro della città umbra.”

    si potrebbe dare il foglio di via all’americana in quanto extracomunitaria senza reddito, e farle ricominciare una vita col fidanzato italiano bamboccione
    quanto al congolese, visto che a causa dei tratti somatici non può che lavorare in nero, non avendo il 740 non potrà dimostrare il reddito e quindi potrà essere espulso
    semplice no ?

  19. TheBigStve Says:

    Mia figlia ha 11 anni e fa la prima media. Va a scuola in vicolo Bolognetti e quando smette va a casa della nonna da sola in via Fondazza. Sto parlando delle 13 o 14 a seconda dei giorni. Mi ha chiesto di andare a casa nostra prendendo l’autobus… abitiamo in via Emilia, lì dal Pontevecchio…
    La mando?

  20. Mishmesh Says:

    No, per le donne i rischi sono quelli di sempre,(ospiti in un mondo che è loro: questa è la suprema beffa!).
    I maschi, di volta in volta, danno rilievo ad un rischio permanente, che, anzi, in Occidente è ben piccola cosa rispetto alla grande maggioranza delle realtà.
    Perchè i maschi danno rilievo alla violenza contro le donne?
    Per pure priorità di ‘politica generale’, nel caso di oggi di politica dell’immigrazione.
    Oh bimbi, credete che rientrare in una buia periferia romana non sia stato sempre un rischio per una donna giovane o meno?
    Ma avete mai visto detta periferia?
    Sapete che l’ansa del Tevere dai tempi papalini pullulava di sbandati, in baracche o su ex-mezzi di trasporto acquatici riutilizzati come abitazione?
    Fatevi un giro via Tevere verso Ostia, dopo Ponte Marconi, attraversando un pezzo di realtà romana UGUALE A SE STESSA DA ALCUNI DECENNI A QUESTA PARTE, forse pure leggermente migliorata.
    E quello NON è l’ estremo hinterland!
    Che vita fanno QUELLE?
    Dico, le donne ivi stabilmente dimorate?
    Credete che negli anni settanta non si dovessero far venire a prendere alla fermata dell’autobus, nel buio pesto di borgata?

    P.S:

    Hillman è decotto, ma ai tempi era capace di avvincere.
    Un bel tipetto, un alieno europeo ad Atlantic City.
    Proponendo quel brano non gli hai fatto un buon servizio, oh Maude.

  21. taxxo Says:

    STEVE cos’è un gioco tipo INDOVINA CHI o quello dove dovevi catturare l’uomo invisibile sulla cartina di Londra prendendo metro/bus/taxi o a piedi (come si chiamava)??
    secondo me è stato MORTIMER col CANDELABRO nel TINELLO!

    io andavo alle elementari in via san isaia e facevo due volte al giorno da solo VIA DE’ COLTELLINI… in pratica un tunnel dove non sarebbe possibile neppure pisciare sul muro perchè non è abbastanza buio.
    TUTTI I GIORNI mi fermava qualcuno del pratello ma io sapevo che non bisognava prendere le caramelle dagli sconosciuti e così ho fatto.
    però avevo paura.
    allora mi facevo tutta san isaia fino all’incrocio con PIETRALATA, la imboccavo, poi mi fermavo all’angolo con il pratello a prendere un KINDER DELICE dal tabaccaio (c’è ancora?).
    Via pietralata non era meglio, sembrava una discarica di scampia periferia, ma era più trafficata e non avevo paura.
    A pranzo, però, non avevo mai fame..

    Alle medie, invece, sempre solito giro, per un certo periodo accompagnavo a casa una mia compagna perchè sui viali a porta san isaia uno le faceva vedere il pisello e lei aveva paura.
    Da allora l’energumeno non si presentò più, vuoi la mia presenza, vuoi l’inverno che restringe i tessuti.
    Così mi maturò l’idea di farle vedere il mio di pisello… ma poi chi l’avrebbe protetta da me?
    ancora oggi è un mio cruccio.
    son troppo un supereroe buono..

    ma non parliamo di BIAGI, LIEDHOLM o di tutto questo vecchiume che fisiologicamente se ne va e da spazio a noi giovani???

  22. TheBigStve Says:

    CLUEDO!

    Io andavo all’asilo da solo (a 5 anni) e ai giardini margherita dall’età di 7 anni da solo! Ma i tempi cambiano.

    E comunque io la manderei mia figlia da sola… sono le nonne che rompono i maroni

  23. marabotto Says:

    @taxxo:
    il tabaccaio c’è ancora, ora è gestito da due simpatiche zdaure
    stefi

  24. marabotto Says:

    @taxxo:
    non cogliamo la provocazione!
    stefi

  25. Smellissa Says:

    Madonna Mishmesh ma come diavolo parli, sembri uscito dalla naftalina, dovresti andare a lezione da quel giovane di Mello che con il suo linguaggio giovane ti darebbe una rinfrescata!

  26. Mishmesh Says:

    E’ giovane?
    Questa è un’aggravante.
    Tranquilli che passa!

  27. tacchinospennat Says:

    Macchè cluedo!!! si chiamava Scotland Yard e si dava la caccia a Mister X. Io ce l’avevo

  28. Smellissa Says:

    No, era Cluedo.

  29. aaeeiioouuyy Says:

    Non per dire nulla ma MelloGiovane ha dei propblemi, talvolta, con l’ortografia. Preferisco un linguaggio stagionato ma corretto che un linguaggio ggggiovane e sgrammaticato.
    Aeiouy

  30. TheBigStve Says:

    Esistono tutti e due: Cluedo e Scotland Yard. In Cluedo dovevi scoprire chi era l’assassino tra una serie di personaggi, l’arma usata e la stanza. In Scotland Yard dovevi inseguire l’assassino per la città.

  31. danildc Says:

    Alessandroid “loro” inteso come i cattivi.

  32. danildc Says:

    Steve, io la manderei, non è da sola a piedi, ma insieme a tante persone in un luogo pubblico.

  33. ErreNoveNove Says:

    Avete letto bene le cronache dei sedicenti stupri avvenuti a Bologna ultimamente ? due casi sono finiti direttamente all’archiviazione perchè il fatto non sussiste, parole del pm; ovvero non ci sono le condizioni per dare credito all’ipotesi di stupro. Ad es. una vittima non riportava segni di violenza fisica tipo graffi, etc. quando aveva dichiarato di essere stata caricata in macchina a forza e costretta a fumare uno spinello; credibile o montatura ? Se vuoi farmi fumare contro la mia volontà devi quantomeno tenermi fermo, direi.

    Fatevi un pezzo di portico di Bologna in un’ora qualsiasi del giorno e notate che la gente cammina e di tanto in tanto butta l’occhio dietro di sè.

    La novità del XXI secolo è questa: il potere (mediatico e non) vuole la massa impaurita come pecore abbandonate al loro destino. Per questo non c’è più l’informazione vera, i media sparano solo echi amplificati di cronaca nera alternati a gossip e consigli sul formaggio in cucina. Esempio lampante è quella grande cazzata del VOB sugli autobus: solo notizie dalla “nera” del Carlino alternati a calcio/basket e cine-trailer.

    Hitler disse che le masse vanno tenute nell’ignoranza; oggi le masse vengono controllate col terrore.

  34. taxxo Says:

    si vabbè io parlavo sia di un gioco che dell’altro… ma chi viene sui viali di porta san isaia che gli faccio vedere una roba/ina??

    le nonne rompicoglioni??
    ormai la sanno anche i muri, ma mi ruppi un bracio in piazza san francesco: fallo da tergo e non fischiarono neppure rigore.
    andai al bar dell’angolo DEMARCHI PRATELLO (ora ALTOTASSO??) per chiedere, umilmente, se potevo chiamare a casa visto che avevo un braccio a penzoloni.
    “No, è meglio di no!!” disse l’allegro barista che spero sia fallito (non ci voleva neppure d’are l’acqua rigorosamente del rubinetto).
    Allora tra mille lagrime e lamenti mi faccio riaccompagnare a casa da STEFANO (uno che viveva nella ex guardiola del RONCATI, per dirla tutta).
    Mia nonna mi vede, non fa una grinza, si va ad imbellettare con pancera (e chiede a stefano se la aiuta a chiudere gli ultimi gancini), rossettone, stanellone fiorato, nuvolone di profumo, spruzzatona di lacca, orecchini in alabastro…. vabbè, poi chiama un taxi.
    dopo due ore dall’incidente, col braccio ormai ricalcificato, mi fanno le lastre al traumatologico dietro alla stazione (adesso non c’è più, credo) dopo che mi avevano tagliato la tuta nuova nuova regalata dalla mamma.
    mia nonna era andata per negozi, tanto…

    mia nonna non rompeva i coglioni, lei se ne fregava assaie!

  35. tacchinospennat Says:

    @ smellissa

    Cluedo era ambientato in un interno (studio, sala da pranzo, ucciso col candelabro..) mentre quello che dice taxxo si svolgeva per le vie di Londra e dovevi trovare appunto Mr X.

    @R99
    Tornando seri la penso come te anche se non son assolutamente d’accordo con la storia che riporti della ragazza che ha fumato lo spinello. Non voglio entrare nel merito di quello che ha deciso il PM ma è pur sempre vero che se io fumo uno spinello con qualcuno e poi questo qualcuno mi costringe ad avere un rapporto contro la mia volontà allora questo è da considerarsi stupro, anche se dico una cazzata grande come un palazzo dicendo che sono stato costretto a fumare. Per il resto la penso esattamente come te.

  36. tacchinospennat Says:

    @taxxo

    se devi far vedere una robina prova a chiedere a eulalia.
    Mia nonna quando mangiavo il gelato e mi sporcavo sputava su un fazzoletta e mi puliva la bocca.. magari se ne fosse fregata! puah che schifo mi è tornato in mente l’odore…

  37. TheBigStve Says:

    Mia suocera è talmente rompicoglioni che ha 7 fratelli che non vede/sente da 26 anni (tutti a Bologna e/o provincia), credo di aver detto tutto.
    Poi domenica mia figlia fa la cresima e lei non viene perché non vuole vedere l’altra nonna e ha detto che non c’entra nulla con la mia famiglia.
    Per fortuna, aggiungo io.

  38. aaeeiioouuyy Says:

    Nooooo! Come si puo’ essere così ottusi? Non lo sa che la vita è una sola?
    Aeiouy

  39. TheBigStve Says:

    Non lo so, forse è la vita stessa che l’ha rovinata. E’ stata ragazza-madre, ha tirato su la figlia da sola tra enormi difficoltà (non aveva nemmeno una casa). L’ha fatta pagare a sua figlia però…

  40. io_malo Says:

    leggo di fretta, dopo una nottata passata ad inserire necrologi di Biagi nel quotidiano della nostra città.

    e mi sono immaginata Mello che suona al campanello da BigSteve e urla ‘scendi la bambina che la gioco’, e la suocera che fa di no con la testa…
    cià
    m


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