Viva la vida e Fabri Fibra

30 settembre 2008

Giorni fa mi chiama la mia amica Federica e mi dice “Allora ci vieni con me al concerto dei Coldplay? Mio fratello mi ha trovato i biglietti”. Il fratello in questione è il celeberrimo Fabri Fibra che, da quando è entrato nello star system, puo’ disporre di tutti i benefit dell’essere una celebrità. “Aeiouy" mi dice la Federica "non hai capito che adesso potrei chiedere anche un’udienza dal Papa?”.
Arriva il fatidico giorno, un giorno molto baciato dalle stelle, dato che ritorno ciclista in Bologna, e Federica arriva in città.
Con molta calma andiamo verso la stazione. Cerchiamo il famoso busnavetta che ci avrebbe condotte al concerto, ovviamente non lo troviamo, finchè non spunta all’orizzonte. Alziamo le nostre manine, come se fosse un taxi a New York, saliamo, tentiamo di pagare il biglietto senza successo. Eravamo sole sul quel busnavetta, qualcosa ci puzzava. Il nostro autista gira l’angolo e quando appaiono una moltitudine di adolescenti diretta nel nostro stesso posto, ci dice “Fortunate, eh?”.
Subito quella gioventù appena salita ci nota. Eravamo visibilmente più vecchie, eravamo già sul busnavetta sedute e tenevamo le borsette sulle ginocchia proprio come due pensionate. All’approdo a Casalecchio, come due gazzelle, ci precipitiamo alla cassa accrediti, circondate da napoletani bagarini che sembrava di stare su Gomorra. La Federica timidamente fa “Dovrei avere un biglietto prenotato a nome Tarducci, Tarducci + 1”. La tipa alla cassa la guarda perplessa e i dubbi sull’affidabilità del rapper di Senigallia ci assalgono in un momento. Poi la luce “Ah, Fabri Fibra! Certo!”. La bigliettaia, mentre loda Fabri Fibra per la sua disponibilità, scartabella tra gli accrediti e sbirciamo nomi prestigiosi, tra i quali quello di Biagio Antonacci. Scopriamo in quel momento che Fabri Fibra non ci aveva gettate tra la folla di adolescenti ma che ci aveva riservato un posto in gradinata. Entriamo, ci accompagnano al nostro posto, e rimaniamo sbigottite da cotanto culo. Eravamo comode, sedute e si vedeva da dio.
In pochi minuti, noi due ragazze di campagna, mentre pregustiamo quello che sarà un soprattutto comodissimo concerto, ci troviamo circondate da Ligabue, Cesare Cremonini e Ballo (senza Red Ronnie), Alessandro Bergonzoni, Gaetano Curreri, Biagio Antonacci, Rosita Celentano. Ad un certo punto arriva anche Marianna Morandi che saluta affettuosamente Rosita Celentano ma non scorgiamo un saluto con l’ex marito. E mentre aspettiamo e spettegoliamo che Ligabue secondo me si tinge ma ha una bella faccia su un corpo in miniatura, Biagio è sempre un bel maschio, Cremonini poteva pure evitare di mettere il cappellino per non essere notato che tanto non se lo cagava nessuno e che Rosita Celentano è molto bella e con due pere pazzesche, chissà se rifatte.
Comincia il concerto con Violet Hill, subito carichissimo e sulle note delle prime canzoni scorgiamo una nano pelato: era Giuliano con tutti i Negramaro.
Chris Martin è splendido, sorridente e come lui anche gli altri, pure il batterista cicciobombo. Hanno tutti quella giacchetta napoleonica e sudano come delle bestie mentre suonano vecchi e nuovi successi. Folla in delirio, il povero Chris azzarda due paroline in italiano, raccatta un peluche al volo come su Risvegli e lo mette sul piano. Non posso descrivere il momento in cui hanno cantato “Viva la Vida”, energia pura. Io ho pure chiamato il Tacchino per fargli sentire quella canzone che una meravigliosa serata alcolica infrasettimanale di fine luglio fece sentire alla Maude e a me, dopo ettolitri di birra e pasta fredda con cipolla e peperoni. Ecco, per me Viva la Vida sa un po’ di peperone e cipolla ma questo non inficia assolutamente la beltà della canzone e il ricordo di un’estate meravigliosa.
Dal palco principale, si spostano per una session elettronica di alcuni pezzi per poi tornare sul palco per una pausa. Si accendono le luci, mi guardo intorno: Ligabue mastica una cingomma come un ruminante da almeno un’ora e non fa una piega, la Rosita Celentano sembra posseduta dal demonio per quanto balla e Bergonzoni pure ma le sue danze sembrano piuttosto tribali e propiziatorie. La Federica ed io notiamo pure che Fabri Fibra è il più importante di tutti, dato che i nostri posti davano due giri a quelli di tutte la altre stars presenti.
Quella che sembrava una pausa si trasforma in un infarto per quelli che stavano alla nostra destra che si ritrovano i quattro a suonare in mezzo al pubblico. In modo molto democratico, la band si butta agli antipodi del palco per regalare agli “ultimi” qualche pezzo, tra cui “The scientist”.
Ritornano al palco principale e per l’ultima parte del concerto, i primi vip sgattaiolano, tranne Ligabue che è più tranquillo di me. Finisce il concerto ma subito parte il bis con i successi dei primi tempi. Anche Ligabue parte. Sulle note di Yellow, ultimo pezzo, noi tutte pensiamo che lui è stupendo anche con quella maglietta slabbrata che poi si toglie e che Gwyneth Paltrow, ma anche Apple e Moses, siano molto fortunati.
Usciamo soddisfatte e inebriate, vedo che Giuliano dei Negramaro è alto come me, ci precipitiamo verso il busnavetta. Lo prendiamo e comodamente arriviamo fin dietro casa mia. Se stavo dentro casa, ieri sera, faticavo di più. E’ stata proprio una serata perfetta e dopo la tre giorni agli arresti domiciliari me lo meritavo proprio.

Prece di qua e prece di là

29 settembre 2008

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Sabato, mentre ero agli arresti domiciliari, irrompe un messaggio di mia sorella che aveva appena visto Studio Aperto E’ MORTO PAUL NEWMAN. D’altra parte, noi tutte sue fan lo sapevamo già che era più di là che di qua perchè i quotidiani d’Agosto lo avevano già annunciato. E’ stato comodo per i giornalisti che hanno gestito la notizia in questi giorni per confezionare perfetti coccodrilli, curati, documentati. Paul Newman era di una bellezza che nessuno degli sciacquetti hollywodiani di adesso riesce a raggiungere ed era irraggiungibile anche per bravura ma soprattutto per la devozione alla moglie durata 50 anni.
Il mio film preferito, con lui in stato di grazia, con una camicia bianca da far star male, è La gatta sul tetto che scotta. Che voglia di rivederlo! Non so che film hanno trasmesso durante i miei arresti… Spero non Butch Cassidy, un film che non ho mai visto e che vorrei assolutamente vedere anche per la presenza di quell’altro figo pazzesco, Robert Redford.
Sfogliando il Corriere.it leggo di un’altra morte, professionale questa volta. Lamberto Sposini è il nuovo Cucuzza de La vita in diretta. A me dispiace, di lui avevo una certa stima. Ora quelle sgallettate che vanno a trovare i vips nelle loro case, urleranno "Lamberto! Lamberto!" e non più "Mighele! Mighele!". Ma non era meglio che faceva il contadino come aveva promesso?

Ci vorrebbe un amico

25 settembre 2008

leo50Un lungo viaggio di lavoro mi porterà lontano laddove la connessione ad internèt, magari wifi, è ancora un miraggio lontano.
Allora vi lascio lo spot che ha protagonista il mio amico Leo Mantovani (coming soon on Facebook), cosicchè lo possano vedere anche quelli che sono poveri come me che non posseggono Sky. Per vedere lo spot, cliccare sulla foto.
Suggeritomi da Leo, vi segnalo il trailer girato da Claudio Amato, caratterista dallo spiccato accento romanesco visto anche su Romanzo criminale.
Buon weekend!

Girl power?

24 settembre 2008

TabbyTadavi_Art_Toughette_And_HeftyNotizia di ieri è che la Cassazione si pronuncia favorevolmente sull’eventualità di dare il cognome materno al figlio, nel caso i genitori siano entrambi d’accordo. Questa cosa mi piace ed è piacevole leggere la motivazione, che segue l’evoluzione della nostra società.
Quando si fa un passo avanti poi, si legge sempre qualcosa che fa capire che siamo ancora al medioevo per certe altre cose.
Leggevo Domenica sul giornale una cosa, a mio avviso, vergognosa. Qualche tempo fa, a Chioggia, un marito trova a letto la devota moglie con un prete, biblista, amico di famiglia perchè, ahilui, rincasò prima del previsto. Il cornuto si incazzò e fece irruzione nella chiesa dove Padre Ralph diceva messa. Scandalo. Dove sta la vergogna in questa storia boccaccesca?  Il Vescovo assolve il sacerdote peccatore e addossa la responsabilità alla donna che, in qualche modo, lo ha spinto a mancare. Siamo ancora alla donna-diavolo, nel 2008. Lo sa questo Vescovo che anche alle donne è stata riconosciuta un’anima?

La pernacchia del Sindaco

23 settembre 2008

piazza_roma1Io parlo poco di politica e ancor meno della mia ridente cittadina sul Mare Adriatico. C’è, tuttavia, una battaglia che mi sento di condividere, sollecitata da un nascente comitato cittadino, quella per la candidatura di Giorgio Vecchi a Sindaco.
Chi è Giorgio Vecchi? Questo signore è colui che ha portato il Fast Food nella mia città, hamburger e patatine nell’epoca dei paninari, abbigliati con Moncler gialli e le Timberland. Giorgio del Fast è un uomo senza fronzoli, uno che al suo altoparlante non usava tanti giri di parole se non venivi a prendere le patatine pronte.
Ed ecco che spunta la sua candidatura a sorpresa in un sondaggio di un portale di "informazione" senigalliese, tra tanti politici ma anche tra soggetti alla ricerca di visibilità.
Sarà un gioco ma pare che ogni città, in tempo di elezioni (anche se a Senigallia sono nel 2010), presenti sempre un candidato outsider, indice di una certa intolleranza alla politica tradizionale di partito.
Chiedo a tutti voi di andare a votare il sondaggio per far schizzare il candidato in cima alle classifiche. Ma se avete dei dubbi, cliccate sulla foto. Le sue parole vi convinceranno.

Virilità

22 settembre 2008

uomo_pelosoMazzetta Venerdì ha fatto una domanda che non ha avuto un’adeguata risposta: L’uomo virile esiste? Se sì, vi gusta? Se no, vi manca?
Cosa rende virile un uomo? I peli? I muscoli? Un carattere deciso? Con l’avvento della Maria De Filippi, sulla piazza, di virile c’è rimasto ben poco. A me basterebbe un uomo conun po’ di carattere, che non si nasconda dietro un esasperato machismo e che non abbia paura di mostrare le proprie debolezze. Ma forse questa tipologia maschile deve essere ancora inventata. Aspetterò il prossimo format della De Filippi che magari mi mette in auge questa tipologia.

Tutti a Sanpa!

19 settembre 2008

20080918_artefatti-200In giro non si fa che parlare di Facebook, i giornali dedicano un giorno sì e l’altro pure un articolo sull’argomento e noi abbiamo la pagina aperta tutto il giorno. Non si parla d’altro che di Facebook.
Un mese fa su Repubblica era uscito il solito articolo contro questo social network, scritto probabilmente da chi neanche mai ci si era avvicinato, in cui si diceva che i nostri dati erano usati per fini commerciali e che una volta aperto il profilo non se ne viene più fuori. L’unico aspetto da tener sotto controllo, a mio avviso, su Facebook e su tutti gli altri social network è che diamo modo di conoscere una parte di noi anche a chi questa parte non dovrebbe conoscerla, datori di lavoro, eventuali partner etcetc. Pare che in America sia prassi, ma immagino si faccia anche qui, cercare il profilo 2.0 di chi deve fare un colloquio di lavoro,con il rischio che sia influenzato anche l’approccio in un eventuale colloquio.
Ieri, invece, un articolo che sta facendo discutere è apparso su Corriere.it. Pare che da quando Facebook e C. sono entrati nelle nostre vite, si sta meno tempo sui siti porno. Per quanto mi riguarda è vero di sicuro, dato che non sono solita stazionare su immagini e filmati di penetrazioni e fellatio.
Su Facebook, uno dei miei amici, avanza il sospetto che siano la stessa faccia della stessa medaglia. Io, forse non troppo lucidamente, penso che tutto ‘sto maremagnum 2.0 sia l’equivalente del cortile di casa di quando eravamo piccoli.