Una detestabile coppia di fantasmi

6 ottobre 2008

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Non so come possa accadere ma i fantasmi del mio passato girano sempre in coppia. Sarà che sono entrambi legati al luogo in cui li ho conosciuti, sarà che hanno la medesima professione, sarà che in modo sotterraneo ho sempre percepito tra loro una strisciante competizione anche se non si frequentano mai e, anzi, chiedono a me notizie l’uno dell’altro. Insomma, non so per quale assurdo motivo, quando rispunta uno riappare anche l’altro.
A loro due ho dedicato anni di amore sincero, forse un po’ acerbo che loro però non sono stati in grado di far maturare, prendendo da me parecchie energie e dando poco o nulla in cambio, se non un imprinting negativo alla miagià provata weltanschuung amorosa. La mia visione delle cose era bloccata tra il Dolce Stil Novo e Jack Frisciante è uscito dal gruppo, fatto sta che io al Principe Azzurro ci credevo. Ma cosa hanno fatto quei due delinquenti? Come due cecchini hanno sparato al Principino in calzamaglia e sbuffetti al suo passaggio con il cavallo bianco, ferendolo a morte e sporcando così l’immacolata bestia.
Io li avevo lasciati su quel divano e me ne ero quasi dimenticata. Uno dei due fantasmi, invece, mi ha ritrovata ed apparso in autoblù mesi fa, facendomi visita nel cuore nella notte, domandandomi perché questa gran voglia di vedermi non gli fosse venuta una decina d’ anni prima. Mandatolo affanculo, credevo di aver archiviato il problema per sempre ma l’altra sera mi arriva un messaggio da un numero che non conoscevo, che parlava di foto e di chiavette. A me non diceva niente ma era possibile mi riguardasse dato che ho perso tutti i numeri di telefono. Rispondo con un ? ma qualcosa mi puzzava. Quel numero mi diceva qualcosa, anche se il mio amore per lui risaliva ad un’era geologica pre-cellulare. Lui mi risponde in modo che non capisco e rispondo a mia volta, per tagliare corto, che non sapevo chi fosse dato che avevo perso i numeri del telefono. E lui, con un’enorme faccia da culo, mi tira fuori il Simposio di Platone, regalo che gli avevo fatto ben 12 anni prima, quando ancora mi mascheravo da intellettuale e tentavo di spiegare a lui, grezzo come la piadina romagnola, il concetto di bellezza che permette il raggiungimento del sommo Bene. All’epoca ero una spaccamaroni, ora quel libro sacro è diventato un tentativo di riallacciare un contatto che è stato spezzato da un’autoblù qualche mese fa. Fosse venuto dieci anni fa a parlarmi di Platone, facendomi visita nel cuore della notte! Quell’autoblù per me sarebbe stata veramente un cavallo bianco invece che il carro funebre su cui è stata trasportata la sua memoria! A quel cenno, faccio finta di non aver capito, lo liquido e lui mi risponde che non si fa così con l’unico uomo che veramente ho amato, che non andava bene. In quel momento ho capito che son maturata molto perché non l’ho mandato affanculo, non gli ho risposto ma spero solo gli caschi il ditino con cui ha digitato quelle cazzate in quel cellulare di merda.
Ieri in bici vado a passo d’uomo in via Clavature. All’imbocco della via sento delle strane vibrazioni. Mi ritorna in mente quella volta in cui primieramente parlai con l’uomo più sgodevole della terra, quello di cui mi sarei poi innamorata. Dopo pochi metri, davanti a me appare un tricheco, con un incedere sospetto. Io, lui lì non lo vedo mai, sì e no una volta all’anno, e poi ingrassa e dimagrisce come una fisarmonica e ignoravo, nel modo più assoluto, quale taglia calzasse adesso. E poi io non sono una sensitiva, che possibilità c’erano di beccarlo, due minuti dopo che l’avevo pensato? E invece sì, il destino mi sottopone queste prove durissime, neache fossi a La Talpa. Gli vado dietro con la bici, lo tallono incredula al pensiero che fosse lui. Invece era proprio lui, il quale mi saluta e mi squadra. Il salumiere del Plenty Market, quando varco la soglia del supermercato, è più affettuoso e più contento di vedermi. La mia aggravante era pure che ero vestita come Carrie Bradshaw ieri, io che ero felice di indossare uno stivale che mi sta corto ma adesso che sono bicimunita posso mettere tanto devo stare ferma. Lui detestava i miei tacchi dell’epoca e le mie scollature, rammaricato del fatto che non indossassi un sexissimo eskimo e delle maglie peruviane, comprate in Perù però, come i veri radicalchic fanno. Vedevo il suo giudizio negli occhi piccoli incorniciati da un occhiale gramsciano. Ci scambiamo quattro convenevoli quattro, freddi come il ghiaccio e noiosi come la nebbia*, e ci salutiamo, rimandando all’anno successivo il nostro calorosissimo incontro casuale.
Certo che nella mia vita precedente devo essere stata veramente molto appagata e fortunata se il Destino mi ha appioppata soggetti di tal fattura in questa maledetta vita terrena. Forse mi tocca solo di seminare per l’altra me che rinascerà dalle mie ceneri sfigate. Beata lei che si godrà la mia vita amorosa.

* definizione genialmente coniata da GP in tutt’altro contesto che posso utilizzare, previa, appunto, citazione della fonte perchè anche GP è per il Copyleft.

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15 Responses to “Una detestabile coppia di fantasmi”

  1. MarioPellacani Says:

    girano sempre in coppia
    hanno la medesima professione

    Si sa che non e’ facile la vita sentimentale dei carabinieri.

  2. taxxo Says:

    perchè hai specificato : “Ieri in bici vado a passo d’uomo in via Clavature”?
    tu conosci un altra andatura in bici?

    non ci credo neanche se vedo.

  3. io_malo Says:

    non mi ricordo bene se me l’ha raccontata la mia amica Giusi che vive in Nepal o il mio amico Maurì, però c’è questa leggenda tibetana che racconta che finché i morti a noi cari li rimpiangiamo e pensiamo alla loro scomparsa con dolore e non troviamo serenità, loro ci stanno vicini, ci seguono eterei in ogni mossa.
    quindi questi tibetani consigliano di vivere serenamente la scomparsa dei nostri cari per permettere loro di non doverci seguire, e di poter vivere la loro ‘pensione da fantasmi’ in santa pace.

    allo stesso modo, Aiuola, credo che i fantasmi degli esseri inutili con cui abbiamo condiviso intimità ci perseguitino finché non siamo serene.
    arriverà il giorno in cui incontrare questi fantasmi non ti procurerà nulla.
    né in positivo né in negativo.
    nulla.
    io e Paolo Fox ci crediamo, credici anche te.
    m

  4. taxxo Says:

    Paolo Fox se la goda ancora tre mesi poi, se le Vergini (e i Vergini) non riusciranno a far coppia entro la fine dell’anno, lui aprirà una pizzeria da asporto.
    Così ha detto a Gennaio.

    Io ne prenoto due coi funghi, me le incarti pure assieme.

  5. danildc Says:

    guarda, ho un amico che ha un cappotto peruviano che puzza di morte, non so se le cose possono avere attinenza, ma se vuoi te lo presento.

  6. aaeeiioouuyy Says:

    Taxxo, ti prego, giurami che è vero che Paolo Fox ha detto questo e non è una tua cazzata”!
    Aeiouy

  7. io_malo Says:

    aiuola, mi sa che l’avevi riportata anche te, a inizio anno questa frase di Paolo Fox.
    meno male che non sono l’unica a non avere memoria…
    m

  8. taxxo Says:

    lo ha detto da Magalli e lo riportai già all’inizio dell’anno.. forse te ne sei scordata per il “mobido abbraccio di Giove”:

    http://it.youtube.com/watch?v=IJ3_3Vvkzx4

    Ultimissima battuta del filmato

    diceva, comunque, che la vergine avrebbe iniziato una fiorente ATTIVITA’ INDIPENDENTE.
    torna?

  9. aaeeiioouuyy Says:

    io_malo: la mia fonte è sempre staat solo Taxxo!
    Aeiouy

  10. HeartMind Says:

    ma come mai la wc francesca mazzucato detta anche la Mazzucca non è ancora venuta a commentare questo blog?

  11. marabotto Says:

    gli sarà sfuggito

  12. HeartMind Says:

    beh allora non è un’attenta osservatrice

  13. MaudeLeboschi Says:

    Le insidie:
    a volte si incontrano delle persone che nella nostra vita diventano insidie perchè bloccano il lungo viaggio verso qualcosa e talvolta questo blocco, o lento transitare, diviene rassicurante. Superare l’insidia con energico movimento e decisione. Non tergiversare ancora.

    Con grande affetto.
    MaudeAndroid

  14. taxxo Says:

    te LEBOSCHI vai fortissimo in teoria, ma nella pratica?

    quanto avevi in economia domestica?


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