grandmaduckDopo un lungo periodo di assenza dalla mia cucina, da qualche tempo si è riaffacciata la torta di mele. Avevo smesso di farla perchè quel dolce mi ricordava una persona cui la facevo spesso e che, invece di ringraziarmi per la cura dimostrata, mi diceva che bruciavo il fondo. Probabilmente invece ho smesso di farla perchè ne ho fatto indigestione, mangiandola magari calda, e quindi mi ha semplicemente stomacato. O forse non ne avevo più volta. Boh. Solo che io da grande voglio fare la casalinga, voglio sposarmi e preparare tanti manicaretti a mio marito e ai figli che una divinità a caso vorrà donarci e non mi potevo permettere di perdere l’allenamento almeno con la cucina. Ecco che ho ricominciato a preparare la torta di mele per i miei ospiti, dolce facile e abbastanza rapido, di sicura riuscita e vaffanculo se il fondo si sbruciacchia.
Ingredienti:
2 uova
200 gr di zucchero
1 bicchiere di latte
200 gr di farina
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
4 mele
Mescolare in una terrina le uova intere e lo zucchero. Aggiungere poi il latte e la farina a pioggia e mescolare ancora. Aggiungere ora il pizzico di sale e la bustina di lievito. Infine, aggiungere le 4 mele sbucciate e tagliate a pezzetti piccolini. Mettere tutto in una teglia imburrata e spargere dello zucchero sulla superficie per fare la crosticina. Infornare nel forno ben caldo per 50 minuti a 180 gradi.

Annunci

index_libro_maleducatoOggi chattavo con un mio amico lontano. Mi diceva che aveva mandato una mail con una richiesta di informazioni di lavoro ad un tizio, con cui l’avevo messo in contatto io. Mi ha ringraziato e gli ho chiesto cosa avesse risposto. Lui mi ha detto nulla, ma immagino mi farà sapere, magari era impegnato, se sa qualcosa me lo dirà etcetc. Ed gli ho detto che ‘sto qua a cui aveva mandato la mail era peggio di lui, visto che con questo qua non mi sono sentita per dei secoli perchè lui non rispondeva mai alle mail. Ora era lui che si metteva, in qualche modo, nella condizione di attendere una risposta, innescando quella fastidiosa dinamica dell’immaginare cosa c’ha l’altro nella testa, che impegni lo tengono lontano dalla tastiera, magari ha il telefono o il cellulare rotto, o magari si è preso un virus intestinale. Forse, chi non risponde, è solo maleducato. A Settebre, presa da un raptus nei confronti di qualcuno che non rispondeva, fondai un gruppo su FB sull’argomento RISPONDERE E’ CORTESIA, SEMPRE. E questo è valido per le persone con cui si ha una liason, per i parenti, per gli amici che non hanno credito. Per tutti e anche per me, che certo non sono esente da momenti di maleducazione.

Evviva la fiducia

24 novembre 2008

mata hariSe avete la fidanzata o il fidanzato e non vi fidate del suo smanettare al cellulare, ecco il programma che fa per voi. Basta installarlo sul telefono del* presunt* fedifrag* e il gioco è fatto. Da quel momento in poi saprete tutti i cazzi suoi. ‘Sto sito non è che mi convinca poi molto soprattutto perchè per metà è in russo e per l’altra metà è tradotto con i piedi. Per quanto mi riguarda, oltre che non saprei neanche di chi spiare il telefono, penso che se avessi qualcuno a mano e, alla canna del gas, fossi ridotta ad installare questi programmini, forse sarebbe meglio lasciar perdere e starmene di nuovo per i fatti miei.

Vicini di casa

21 novembre 2008

o_neighborsL’uomo non è un animale sociale. Sono anni che mi batto per confutare questa tesi aristotelica. Ora arriva quest’articolo su Repubblica che dice che sono 2 milioni i processi in atto per ragioni di vicinato. Non so se i casi di Forum sono contemplati da questi numeri. Io so solo che vivere così vicini vicini è drammatico e che c’è anche gente che scatena l’inferno per un nonnulla.
Da un anno io non sto in via del Pratello ma a Bari vecchia. La mia vicina dalla mattina alla sera, finchè Morfeo non la cattura, urla contro se stessa, contro il figlio, contro il mondo. Quest’estate già alle 8 di mattina gli odori della sua cucina pugliese mi entravano nella stanza mentre sorseggiavo del caffelatte. E poi le sue battaglie contro il figlio adolescente che l’unica parola che le dedica è vaffanculo. E le sue visioni di Uomini e Donne e i suoi commenti su qualsiasi cosa. Sempre in barese. Sempre urlati. Senza tralasciare il mio soave risveglio a suon di scatatarrate di quello credo essere il marito che non urlerà come la moglie ma, in compenso, in bagno ci dà dentro. Io questa famiglia in blue jeans in salsa barese proprio non la strozzo. E’ per questo che vivo in ufficio e rientro in casa solo con le tenebre. Molto spesso si considera degrado solo quello che è al di fuori senza considerare che le nostre case, in realtà, nelle condizioni in cui spesso viviamo, sono, in termini di qualità dela vita, dei tuguri senza pari.

n39720401839_5635L’amico Brizzi domani festeggia il compleanno facendo uscire il suo ultimo libro La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco. Non entro nel merito del libro o di quello che ci sarà scritto perchè, per ovvi motivi, non l’ho ancora letto ma mi soffermo su un altro tema: i gusti musicali bolognesi vs i gusti musicali di quelli delle parti mie.
Perchè lo dico? Perchè io qui mi sento un’aliena con la mia adolescenza a suon di Luca Carboni e di Jovanotti quando i miei coetanei emiliani pogavano come delle bestie a suon di rock&roll. E soprattutto non ho alcun amore smodato per Vasco Rossi. Non ho mai posseduto neanche una cassettina, nulla. Canticchiavo solo le canzoni più famose e più pompate alla radio ma tutto finiva lì. Mi ricordo che affrontai l’argomento con una mia collega in uno di quei dannati viaggi verso Porretta. Lei mi fece capire quanto l’Emilia tutta fosse rock, che nei locali della sua adolescenza e di quella di tanti altri pompavano i Clash, per me famosi per i Levi’s, i Ramones e Iggy Pop, di cui ho scoperto l’esistenza nel ’96 con l’uscita di Trainspotting. E giù Biagio Antonacci (merda che confessione pesissima). Al massimo i miei compagni di classe amavano i, non mi ricordo manco il nome, quelli di Romeo and Juliet e uno che suonava la chitarra… Vado su Google… Ecco, i Dire Straits. Poi la scoperta di un po’ di movimento con un fidanzato che amava i Gun’s ‘n Roses, che mi sembravano tanto rumore ma ballavo i lenti con lui lo stesso sulle note di Don’t cry. Da me ascoltavano i Nomadi, De Gregori, forse anche Ivano Fossati ma io ‘ste gran schitarrate mica me le ricordo. Tranne alcuni amici miei che si facevano di metallo pesante e li sentivo parlare dei Metallica e degli AC/DC.
Ora la mia vita è un inferno. Troppa musca da recuperare. Mi lascio, tuttavia, erudire da appassionati rocker che si sono rassegnati al fatto che mi piacciono solo le canzonette di San Remo, da Carlo Lucarelli con Dee Giallo e dal dono di alcuni benefattori, Il dizionario del pop rock.

PS: e pensare che oggi avrei potuto pubblicare il terzo episodio (12)della saga con il mio parrucchiere ma non ne ho avuto voglia. Basti solo pensare che stavo per uscire conciata con una Cleopatra punk perchè Vuitton le sue modelle le ha volute tutte con quel taglio. E siccome io non sono nè la cantante di una band nè tantomeno una modella e manco possiederò mai un capo di Vuitton, gli ho detto di alleggerirmi la parrucca. Ovviamente non è quello che voglio, ma la ribelle frangia si stabilizzerà e tutto tornerà come prima.

La follia delle donne

19 novembre 2008


Ve la ricordate questa canzone geniale? Ecco, a tal proposito, cosa mi ha scritto un mio amico ieri.
Vengo da un week end in cui ho fatto il commesso…ebbene sì…praticamente qui a Maggio e Novembre fanno delle vendite speciali per dipendenti ed in particolare per molte persone invitate….non ti dico che caos di gente tra venerdi e domenica (saranno entrate 3-4 mila persone se non di più)..ho lavorato 12-14 ore al giorno…andando avanti e indietro dal magazzino all’area vendite, caricando scaffali come un muletto..con nuvoli di donne impazzite intorno alla ricerca disperata di un paio di scarpe….tanta gente come quest’anno non si era mai vista….ho venduto non so quante centinaia di pezzi…in particolare ero assegnato al reparto calzature XXXX Donna…..
È stata un’esperienza molto stancante ma anche molto interessante e divertente….ho potuto apprezzare sul campo quello che vuol dire impazzire per il fashion a prezzi a scontati….le persone hanno degli sguardi allucinati….
Mi hanno detto:
– Lei è un angelo mi aiuti per favore
– Troppo gentile mi segno il suo nome e lo riferisco
– La madre di una mia amica voleva darmi dell’olio fatto da loro
– Una signora mi voleva pagare se le avessi trovato delle scarpe
– Una mi stava sfilando e tirando gli stivali da sotto il braccio…
– Una madre era gelosa delle figlia a cui avevo trovato delle scarpe e mi rinfacciava che a lei non l’avevo cagata.
Veramente di tutto e di più…:

Limonare duro

17 novembre 2008

limone_di_cthuluL’altra sera al bar si è acceso un interessantissimo dibattito: che differenza c’è tra baciare e limonare? Io ho sostenuto che fossero due termini equivalenti, sinonimi. Gli altri convenuti, invece, sostenevano che ci sono delle differenze sostenziali, tipo che uno dei due era più peso dell’altro.
Chi ha ragione?