Indovina chi?

26 febbraio 2009

A

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Povia è Zoolander

22 febbraio 2009

Mentre la mia adorata vicina di Andria urlava il suo apprezzamento per Povia, spiegando al figlio quanto fosse bravo e quanti giovani lo avessero votato, svegliandomi da un riposino tardo-pomeridiano atto a dimenticare i quintali di chiacchiere calde annaffiate dalla cocacola che mi ero mangiata nel primo pomeriggio, quando ancora affannata dal sonno, sento il rampollo di casa che canticchia la canzone, ho l’illuminazione.
Teoria del complotto:
Povia è Dereck Zoolander, Bonolis è Mugatu, il Papa il consesso degli stiliti, i gay il Primo Ministro della Malesia e Luca era gay è Relax.

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Scrivo queste righe quando ancora non si sa se Povia vincerà o no il Festival. È lo stesso. Ciò che più ho temuto, è accaduto: è tra i primi tre. Nessuno spettacolo come Sanremo sa restituire l’immagine della società in cui viviamo. Quest’anno, un’edizione in cui le canzoni erano, almeno quelle dei “big”, veramente agghiaccianti, ci hanno parlato di un paese allo sbando, che è vero. L’innovazione è stata spedita a casa, anche il desiderio da terza età, onesto e sincero, della Zanicchi è stato respinto in favore di un’immagine vecchia e stantìa dell’Italia. E Povia è in finale, uno che sale sul palco con quell’aria di chi ha preso tutti per il culo, con quei cartelli. Sì, ci ha preso in giro, come il peggiore degli stronzi. Ha cantato di Luca che era gay perchè la madre lo opprimeva e perchè il padre non c’era. Uno che ha avuto una storia con un uomo per 4 anni, che gli ha fatto battere il cuore, e, presumibilmente, non solo quello, incontra una tizia ad una festa. La sposa e ci fa un figlio. Ma, caro Povia, la storia non è a lieto fine perchè con buona approssimazione, Luca, ad uno di quegli eventi borghesi cui lui parteciperà con tutta la famigliola borghese, strizzerà l’occhio ad un padre mentre accompagna il figlio a scuola o ad un incontro di lavoro. Povia non è che si prende troppo sul serio, è solo un fottuto paraculo, uno che ha cantato per il Family Day, un viscido che ha scritto una canzone adottata dai gruppetti delle parrocchie, in cui tutti i bambini fanno oh, probabilmente perchè hanno a che fare con qualche prete pedofilo o con qualche parente o amico di famiglia particolamente premuroso. Altro che madri oppressive. E tutto questo per ribadire, ancora una volta, POVIA VAFFANCULO, da una che si prende troppo sul serio.

E’ primaveraaaaa

20 febbraio 2009

Festa di primavera[1]Ricevo da Hawanna e volentieri pubblico:
SICCOME CHE: Non ci sono più le mezze stagioni RISICCOME CHE: Febbraio è quasi finito e fa ancora un freddo porco ARISICCOME CHE: M’è passata l’ultima delle mie 2 influenze ALLORA CHE il 21 Febbraioil sottoscritto HAWANNA DJ, coadiuvato dal suo Alter Ego DJ BANANA 2 indice un PARTY PROPIZIATORIO DI PRIMAVERA FUORI STAGIONE MUSICA: Frozen Funk, Ozone friendly Disco, 9 below zero Swing, No- Tropical Boogaloo, Nothern Pole Soul DRESS CODE: venite vestiti fuori stagione…INIZIO PARTY: da dopo mezzanotte in poi (Sanremo permettendo…) —> Questa è per me…
L’insancabile Hawanna stasera è anche al Manzoni:
Per il concerto de VENERDI’ SERA al Teatro Manzoni con aperitivo Simpson-Oriented annesso
Il sottoscritto si produrrà nelle sue personali interpretazioni del repertorio classico in chiave WEIRDO dalle 19 alle 21 nel bar al PIANO SOTTOTERA  del Teatro sopracitato, (locato in via dei Monari 1/2).
IN CONCOMITANZA con la Klez Gang, la fanfara GranScassa e l’Ensemble di fiati dell’’Istituto Comprensivo 10 di Bologna, diretti da Mario Vuono
L’INGRESSO ALL’APERITIVO E’ GRATUITO  (basta andare dalla maschera e dirgli le parole magiche "sono qui per l’aperitivo…").
SEGUIRA’ concerto nientepopodemeno che del violinista Jean Luc Ponty
http://www.auditoriumanzoni.it/Eventi/Attivita/Musica/Jean-Luc-Ponty—His-Band.aspx

Preci a dedica richiesta

20 febbraio 2009

4_gSì, lo so è morto. Oggi mi saranno arrivate mail, messaggi, piccioni per informarmi di questo triste giorno. Oreste Lionello, celebre per l’interpretazione di Andreotti e per aver dato la voce a Woody Allen, ci ha lasciato a 81 berette. Credo si sia divertito. Buon per lui. Bella Oreste! Una prece!

sr

La telecronaca come l’anno scorso non ho voglia di farla, anche perchè quest’anno non ho 40 di febbre. Chi vuole sapere le impressioni a caldo mie e di altri scoppiati che si infoiano, si metta a twitterare ma stia attento a non tiwitterare troppo che sennò il social network si ribella.
Allora poche impressioni ma buone. Quet’anno le canzoni del festival fanno schifo ed ho come l’impressioni che neanche il bombardamento radiofonico dei prossimi mesi possa porre rimedio a questa tragedia. Rimane il fatto che io mi diverto come una matta, specia da quando la fruizione è diventata 2.0. Mi ha entusiasmato la secchezza della gara. Poche pugnette, poca acqua San Benedetto e vai di gara. La poveretta che han messo lì perchè costava poco o si ammazza entro la fine del festival o si mette a piangere disperata come fece la Maria Pia Biscotti con Andrea Occhipinti secoli fa. Bonolis mi fa cagare, si comporta all’Ariston come se fosse nel tinello di casa sua. Il figlio e la figlia, con quelle facce da civette come la sua, si sono attardati al cesso e lui li ha ripresi in eurovisione. Quand’è partita Dolcerananeradallaboccalarga, con un nuovo look, ho pensato che la canzone fosse mediocre. Alla fine della gara, mi era sembrato di sentire la Callas. La Mina, che si vergogni o che almeno abbia dato i soldi in beneficienza. L’unica canzone che si èp sentita dall’inizio alla fine è stato il Nessun Dorma (Mina, Renga, Albano) per far da traino, evidentemente, alla fiction con Alessio Boni che anndrà in onda su Rai 1. fausto Leali e lo sccoter del figlio avevano la stessa poesia di Topo Gigio di Vasco Rossi. Marco Carta cantava in sardo, con tutte le O chiuse, manco fosse uno dei Tazenda. Tricarico ha fatto Tricarico. Patty Pravo pareva Antony Hegarty, si è vestita da icona gay e, come ha detto Maude, ha ancora il bisturi nel naso e sembra uscita da Nip/Tuck. Marco Masini, vestito in tuta con le mani in tasca, ha scomodato pure un tg del 78 e quella buon’anima di Aldo Moro per dire che in Italia va tutto a scatafascio perchè manca l’amore. Francesco Renga che imita Bocelli che imita Pavarotti non merita più parole. Il Triosfiga, il negro, il nano e l’obeso, con un’interpretazione di pochi minuti, hanno fatto tabula rasa della stima che avevo per i 3 singolarmente. Le ciglia rifatte dei Gemelli Diversi e, anmcora una volta, il paese a scatafascio, mi hanno lasciato indifferente. Albano ha riesumato lui Dante con "l’amor ch’a nullo amato amar perdona" urlando che l’amore non corrisposto ha pari dignità di quello ricambitao perchè è sempre amore. Gli Afterhours, premesso che non sono una loro fanatica, non so dove volessero andare, con quello lì che saltava su e giù dal palco che pareva una zecca. Ovvio che mi son piaciuti perchè si sono elevati comunque rispetto a quello che c’era. E fa loro ancora più gioco il fatto che siano stati esclusi. Una menzione speciale per Iva Zanicchi che anche se vecchia rivendica una lunga scopata senza amore. Lei lo sa, perchè aveva l’occhio di Dio tra le pere. Per quanto mi stia sul cazzo la Nicky Nicolai (non suo marito Di Battista) devo dire che la loro canzone era la più fresca, la più radiofonica e la più estiva anche se la il marito ha l’aria dui chi accompagna la moglie a Sanremo per assecondare il suo narcisismo. E Poavia, che dire di Povia, se non che ha scritto una canzone vergognosa? E’ un delinquente, uno che non ha capito un cazzo, un omofobo che differenzia i tipi di amore, un bigotto che merita di fare il menestrello del Papa e di essere condannato a non uscire più dal Vaticano se non infilzato da una Guardia Svizzera. Sal Da Vinci in finale, manco me lo ricordo.
E Benigni. Alla fine sono stata contenta perchè l’ha messa in culo a Del Noce che prontamebte aveva calato le braghe per averlo. Gli ha ceduto i diritti, lui continua ad arricchirsi, e va avanti con il motivetto populista contro Berlusconi. Si fa presto a dir male di Berlusconi, queando una delle sue aziende continua ad arricchirlo. Banale il testo di Oascar Wilde, mica per il testo (fa impressione sentir dire a Wilde all’amato vai in Italia che lì ti godi la vita 2 secoli fa, che adesso Povia lo caccerebbe con il forcone) ma per la continua ricerca del patetico, della lacrima facile che è l’unica cosa che sa fare Benigni. Un Benigni applaudito dallo stesso pubblico che ha applaudito Povia. E povero Grillini, carino quando ha letto il messaggio con il cellulare appiccicato agli occhi. Peccato che fosse un altro teatrino. Dei giovani, c’era una Malika Ayane che per me è più famosa di Sal Da Vinci che non ha bisogno di questo festival per emergere. Qualle Molinari o non so che cosa, era graziosa ma soprattutto era accompagnata dalla mia tromba preferita, quella di Fabrizio Bosso. La figlia di Zucchero: no comment nenache per la scucchietta e il doppiomento e l’emulo di Lady Oscar manco l’ho cagato.
Ma perchè il festival fa schifo? Perchè è lo specchio dei tempi e mai come in questo periodo si può fare questa afgfermazione con sicumera. Se vince Povia, lo annuncio, mi incateno da qualche parte.

Perchè Sanremo è Eddy

17 febbraio 2009

SanremoStasera comincia Sanremo e, devo confessare, non sono pronta. Non ho la febbre come l’anno scorso, quando mi son potuta godere anima e corpo malandato la kermesse festivaliera. E poi Bonolis non mi va giù, io sono una baudiana e Benigni, Benigni… Io non vorrei vedere un Festival che ha bisogno di cedere tutti i diritti dei passaggi in Rai a uno che ha avuto il culo di azzeccare ‘sta storia della Commedia, anzi Comedìa, che ci sta solo lucrando sopra e tutti che abboccano. Io non avrei bisogno di tutto questa brodo annacquato, io vorrei vedere le canzoni, sobriamente presentate, senza intermezzi della Ford e dell’Acqua San Benedetto. Ma non se po’… E poi Del Noce ha detto o la va o la spacca. E in quest’aria apocalittica, io non posso che suggerire l’acquisto del libro scritto con abnegazione dall’amico Eddy. Con soli 19.90 euro entrerete nella storia d’Italia degli ultimi 60 anni perchè le canzoni di Sanremo non "sono solo canzonette". Come io ho pensato, ma lui ha detto prima che la parola uscisse dalla bocca, è molto comodo da tenere in bagno. Accatev’illo, non ve ne penirete. E buon Festivàl!