Non c’è più religione. Anzi, ce n’è troppa

22 febbraio 2009

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Scrivo queste righe quando ancora non si sa se Povia vincerà o no il Festival. È lo stesso. Ciò che più ho temuto, è accaduto: è tra i primi tre. Nessuno spettacolo come Sanremo sa restituire l’immagine della società in cui viviamo. Quest’anno, un’edizione in cui le canzoni erano, almeno quelle dei “big”, veramente agghiaccianti, ci hanno parlato di un paese allo sbando, che è vero. L’innovazione è stata spedita a casa, anche il desiderio da terza età, onesto e sincero, della Zanicchi è stato respinto in favore di un’immagine vecchia e stantìa dell’Italia. E Povia è in finale, uno che sale sul palco con quell’aria di chi ha preso tutti per il culo, con quei cartelli. Sì, ci ha preso in giro, come il peggiore degli stronzi. Ha cantato di Luca che era gay perchè la madre lo opprimeva e perchè il padre non c’era. Uno che ha avuto una storia con un uomo per 4 anni, che gli ha fatto battere il cuore, e, presumibilmente, non solo quello, incontra una tizia ad una festa. La sposa e ci fa un figlio. Ma, caro Povia, la storia non è a lieto fine perchè con buona approssimazione, Luca, ad uno di quegli eventi borghesi cui lui parteciperà con tutta la famigliola borghese, strizzerà l’occhio ad un padre mentre accompagna il figlio a scuola o ad un incontro di lavoro. Povia non è che si prende troppo sul serio, è solo un fottuto paraculo, uno che ha cantato per il Family Day, un viscido che ha scritto una canzone adottata dai gruppetti delle parrocchie, in cui tutti i bambini fanno oh, probabilmente perchè hanno a che fare con qualche prete pedofilo o con qualche parente o amico di famiglia particolamente premuroso. Altro che madri oppressive. E tutto questo per ribadire, ancora una volta, POVIA VAFFANCULO, da una che si prende troppo sul serio.

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19 Responses to “Non c’è più religione. Anzi, ce n’è troppa”

  1. HeartMind Says:

    in effetti se cantava Luca è bsx avrebbe agitato un po’ troppo i vari partiti di controllo che lo sostengono (ordine degli psicologi e chiesa). io ho visto un quarto d’ora di festival giusto così perchè lo avevo commentato, e mi sono beccato Leali a cantare i figli che crescono e ti fanno ripensare ai tuoi genitori (un tema nuovo) + l’intervista di Bonolis a Vincent Cassel che mi ha fatto vergognare d’essere italiano, le solite battutine unte simpaticotte sulla lingua con relativa risatina ammiccante, il solito tappetino ‘e ma vorrei essere io a parlare francese come tu parli italiano’ ‘ci rubate le donne’ ‘siete malinconici’ mancava solo dicesse che la pizza a Parigi non è buona come da noi e gliene offrisse un trancio. poi le stesse battutine trite se le fai a un romano all’inverso (dicendogli che è un burino invadente allegrotto e paraculo) si incazza pure, che pena.

  2. HeartMind Says:

    fa pensare anche il fatto che abbia vinto marCaccarta immagino con un pezzo di quelli che ti entrano dentro al primo impatto e non puoi fare a meno di ascoltare per giorni, la mafia di Amici (il Grande Fratello per amanti di corsi di aerobica e depilazione integrale) ha vinto, è un messaggio subliminale

  3. HeartMind Says:

    il messaggio suona più o meno così, sculetta e depilati davanti a una telecamera 24 ore su 24 assecondando gay adulti che ti guardano con occhi languidi e potrai vincere il festival di Sanremo

  4. HeartMind Says:

    cmq la religione qui non c’entra, il sacro nelle istituzioni non ha mai funzionato, il pezzo di povia e tutto il resto è semplicemente un fatto di controllo sociale, mario de filippi che approva col suo vocione severo è solo la conferma che le telecamere saranno sempre più invasive, mario lo vedrei bene come testimonial di una pubblicità progresso per impiantare il microchip sottocutaneo a tutti i bambini (negli USA sta diventando la norma)

  5. shesgotstyle Says:

    Concordo con HM, se ci fate caso i gay in tv van bene come macchiette alla Signorini che spettegolano e portano a passeggio il barboncino oppure come ballerini sculettanti alla Amici.
    Tipo: siamo così evoluti, però state al vostro posto, l’importante è che nn vi mettete in testa di essere cittadini di serie A. Restate a fare gli stilisti e i truccatori che è quello che vi compete.
    D’altronde questo è un paese dove nei maggiori posti dirigenziali dello stato ci sono credo 2 donne se va bene.
    Paese di merda, se permettete.

  6. MarioPellacani Says:

    nelle 2 donne sono compresi i ghei?

  7. RossaNaturale Says:

    “POVIA VAFFANCULO, da una che si prende troppo sul seri”

    Ma prendi troppo sul serio anche Povia e Sanremo. Sta gente non va cagata…
    Non ti leggevo così arrabbiata dall’ultimo post sulle ferrovie 🙂

  8. aaeeiioouuyy Says:

    @Rossa: ho incontrato Povia in treno 😉
    Questa settimana per me è stata una settimana di odio profondo, che mi ha fatto molto bene: Benigni, Bonolis, Povia. Oggi è stata una splendida domenica anche grazie a loro!
    Aeiouy

  9. AnteaBlanca Says:

    …è sempre peggio… moriremo tutti sommersi dalla merda…

  10. io_malo Says:

    odio profondo e vomito diffuso.
    spero solo in un mondo salvato dai ragazzini (cit.).
    m

  11. io_malo Says:

    comunque, per chi crede sia solo un gran polverone, e che in fondo questa canzone “racconta un episodio, non deve esser interpretata come presa di posizione cattolica o omofoba”, vorrei ricordare che Povia è un militante dei gruppi di terapie riparative fondate all’americano Joseph Nicolosi.

    “È convinto che l’omosessualità debba essere guarita e che il rapporto l’amore tra due uomini è effimero, e compulsivo. Insomma il
    cantante utilizza tutto l’armamentario delle organizzazioni cattoliche
    integraliste. La canzone, “Luca era gay” al di là delle edulcorate
    parole aggiunte dopo la polemica iniziale (nessuna malattia, nessuna guarigione), è il manifesto politico di un movimento religioso, che è stato più volte smentito dalla scienza, dagli ordini
    degli psicologi e degli psichiatri e si prefigura come un’associazione
    atta a propagandare teorie fondate sull’esaltazione del pregiudizio e
    dell’ignoranza.”

    come se non bastasse la sua vecchia intervista a Panorama, in cui disse:
    “Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay: è durata sette mesi, poi l’ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati”

    questa idea omosessuale=infelice, eterosessuale sposato=felice mi fa ribrezzo.
    m

  12. MaudeLeboschi Says:

    IL PARADOSSO è che più manifesteremo il dissenso per questo individuo e la sua musica più costui ne avrà merito, danaro, successo…..odiamo in silenzio e cambiamo stazione/canale, non pronunciamo il suo nome, facciamo come nulla fosse accaduto e che a vincere siano stati gli “Elio e le storie stese” con una canzone molto intelligente ed ironica intitolata “Camere ad Elio”…..

  13. HeartMind Says:

    ‘come se non bastasse la sua vecchia intervista a Panorama, in cui disse: Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay: è durata sette mesi’

    ah ma quindi è una canzone fake in tutti i sensi, cioè per essere plausibile almeno doveva cantare ‘Luca era gay io ero la sua lei’ o ‘Luca era gay mi son fatto i cazzi miei’ magari nell’attimo in cui dopo aver fatto il passettino laterale scuote la testa da una parte e il ciuffo dall’altra (appena visto su youtube, teribbile)

  14. mazzetta Says:

    in ogni caso:

    a) la corista dietro il furbastro mostra le mutande bianche
    b) se non c’è più religione usciamo un’ora prima?

  15. HeartMind Says:

    mazzetta era gay poi incontrò la prof di religione e capì di essere gerontofilo e feticista

  16. mazzetta Says:

    la mia prof di religione si chiamava Mela e quando entrava la salutavamo con “ciao Mela, frutto proibito!”

    a proibirsi ci pensava da sola, tanto che non l’ha mai cagata nessuno in 5 anni

  17. MaudeLeboschi Says:

    “camere a Elio” è già un hit……..

  18. alessandroid Says:

    “la corista dietro il furbastro mostra le mutande bianche”

    delusione… dalla faccia avrei detto che era una che andava in giro senza

  19. mazzetta Says:

    in compenso si è rifiutata di indossare il simbolo rosa contro l’omofobia motivando la scelta come solo un genio saprebbe fare

    richiesta di indossare il sombolo contro la discriminazione degli omosessuali ha infatti risposto: “No, grazie, io sono eterosessuale”

    dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio di non capire una cippa


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