Il Carnevale di Viareggio

6 dicembre 2009

Sabato sera. Freddo ma non come ieri. Raffreddata e lievemente mestruata. Stanca e con i capelli sporchi. Esco lo stesso per ascoltare un concerto, vestita per dispetto.
Ascolto i musicisti, due chiacchiere e via con la bici a perdermi nella notte, la notte dentro casa mia ad un’ora insolita per un sabato sera ma chissenefrega. Io in giro ci sto sempre e del sabato sera la febbre proprio non ce l’ho, specialmente adesso che son vecchia e che il ponte mi assiste.
Mentre mi tuffavo su internet per una rapida ricognizione sulle vite degli altri in mia assenza dal web 2.0, mangiando il mio tiramisù, mi guardavo intorno. Volgevo lo sguardo al mio disordine che sarà anche creativo ma talmente statico  da pesarmi.
Ho bisogno d’ordine, dentro e fuori di me. Ma da dove comincio? E dove se non dai giornali?
Chi mi conosce sa del mio attaccamento patologico ai giornali. La casa, piccolissima, ne è piena. Da sola potrei provvedere alla cartapesta necessaria per allestire i carri del Carnevale di Viareggio. Sono consapevole del mio disturbo ma non riesco a guarire salvo questi vari raptus in cui riesco a farmi forza e guardarmi da di fuori e capire che in primis, per andare avanti, bisogna sbarazzarsi del passato. Ho fatto solo un paio di sacchi ma ho provato troppo piacere a buttare via parte della mia vita che penso che in questi giorni ricomincerò.
Piccoli passi, timidi, verso la liberazione.

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5 Responses to “Il Carnevale di Viareggio”

  1. Abaluus Says:

    E’ piuttosto liberatorio, ti capisco. Dopo c’è un momento di spaesamento, ma ci si dimentica presto delle cose, anche se nel momento in cui guardi un cassetto pieno ti sembra che siano lì solo per sommergerti.

  2. Maude Says:

    Secondo me è il + bel post che tu bbia scritto e poi quel “vestita per dispetto”….


  3. che poi passano pure di moda (i giornali e i carri di viareggio)

  4. genialex Says:

    ti leggo spesso. secondo me sei veramente brava nella scrittura.

  5. pollygianda Says:

    Secondo me se li bruci, i giornali, la tua catarsi dal passato sarà anche più sapida.
    Ti consiglio però di appiccare il fuoco fuori casa, meglio se davanti all’uscio dei Cassano.

    Pezzo ispiratissimo!
    Polly


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