Forse finalmente un nuovo stimolo per defibrillare una vena creativa che negli ultimi tempi si era otturata. Ho appena creato il nuovo blog “Quattro funerali e un matrimonio” assecondando la mia vera vocazione. Fare la giornalista funebre. Che poi alla fine un’occhiata alle varie gallerie fotografiche dei vari portali per vedere chi c’era  al funerale di quello o di quell’altro la danno tutti. Non sarò io la cinica e insensibile.
Ora un nuovo spazio per commentare.

Annunci

Ho scritto di getto questa lettera a Corrado Augias, come tale un po’ sgrammaticata. Qui la copioincollo.

Premetto di non essere cattolica e di non voler far polemiche né religiose né tanto meno politiche. Una cosa però è saltata agli occhi, in tutta la sua incoerenza, al funerale di Raimondo Vianello. Durante il momento dell’Eucarestia, il prete si è avvicinato a Silvio Berlusconi e gli ha porto l’ostia, quando si sa questo momento importantissimo per il cattolico viene negato al fedele “qualunque”. Se ricordo bene, credo se ne sia parlato anche in questa rubrica. Posto che è risaputo che checchè ne dica la Chiesa, questo momento viene gestito con grande discrezionalità dagli officianti (non fu negata l’Eucaristia ai miei – sposati in Comune – durante la mia Comunione in una parrocchia, sacramento che invece fu loro negato alla mia Cresima in un’altra parrocchia) ma il Papa si era espresso sul tema, proprio in risposta a Berlusconi. Navigando su internet trovo un articolo in cui si dice testualmente “Solo i “puri”, ha ribadito il Pontefice, coloro che non sono macchiati dal “peccato” possono ricevere l’ostia consacrata: gli altri troveranno comunque “nel desiderio di comunione e nella partecipazione all’eucaristia una forza e una efficacia salvatrice”. “Il peccato grave – ha proseguito Benedetto XVI – si oppone all’azione della grazia eucaristica”. Ricevere l’assoluzione prima di avvicinarsi all’eucarestia, è indispensabile per la religione cattolica. Assoluzione che può essere data solo se il fedele si assume l’impegno a non continuare nel peccato: per questo viene negata ai divorziati risposati che non rinunciano all’unione sessuale”. (Repubblica, 22/06/2008 – http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/benedettoxvi-22/ratzinger-eucarestia/ratzinger-eucarestia.html). A questo punto mi vien da dire. Che a Berlusconi non basti più mirare alla Presidenza della Repubblica che che voglia addirittura sostituirsi al Papa – dettare le regole anche nella Chiesa -, dato che, viste le ultime vicende, qualcuno ne vedrebbe bene le dimissioni?
Cordiali saluti.

Conversazione

14 aprile 2010

– Leo, e se non mi sposo?
– Tu fai un errore di puntamento.
– Puntamento?
– Sì, fai un errore di puntamento. L’obiettivo non è sposarsi. L’obiettivo è trovare una persona.
– E la festa?
– Se trovi una persona poi la festa la fai tutti i giorni.

D’ora in poi le cose accadranno e lui non le commenterà più. Semplice e brutale ma è così. La notizia della morte di Edmondo Berselli ier sera mi ha colpito come se mi fosse morto un parente, un amico. Chi adora i fenomeni pop, di cultura e società come me, non poteva prescindere dal suo commento, lieve ma non meno puntuale.
L’ultimo che ricordo di aver letto con interesse, diventato poi oggetto di discussione con gli amici era quello su Fabio Volo.
Le parole di Marco Marozzi nell’edizione bolognese di Repubblica ” Amava i maccheroni, un’Emilia di lambrusco, culatello e vita, Edmondo. Ha scritto di sè per scrivere degli altri. Gli piaceva il popolare e il pop, con dietro una cultura di chi è venuto su sgobbando, sapendo cosa è il pudore proprio ed altrui <…> Il pop serviva per scrivere di cose profonde con linguaggio popolare”.