P/E 1992

19 luglio 2010

Nel 1992 ero una studentessa adolescente.
L’8 maggio morì mio padre. Io avevo quasi 16 anni.
Il 10 maggio ci fu il suo funerale. Era la festa della mamma. A lei volevo regalare il disco di Mia Martini che uscì in quei giorni ma fummo sopraffatte dagli eventi. Si chiamava Lacrime e la copertina era una cipolla. Non era il caso.
L’11 maggio mio padre fu seppellito sotto terra ma io non andai perché c’era un compito in classe. La professoressa quel giorno riportò il compito di greco fatto una ventina di giorni prima. Mio padre non seppe mai che avevo preso 8.
In quei giorni la casa era molto affollata. Gente che veniva a far visita alla vedova e alle due figlie. Scorrevano fiumi di Crodino e lacrime.
Il 23 maggio io ero uscita con gli amici per un giro al Lungomare per poi andare a mangiare una pizza. Tornai tardi, verso le 23.30. Non c’erano i cellulari. Quando aprì la porta mia madre si incazzò perchè non sapeva dove fossi finita. In televisione scorrevano le immagini della strage di Capaci.
Il 25 maggio alle 5.30 della mattina partimmo per la gita scolastica in Sicilia. Sembrava partissimo per il fronte. Quel giorno elessero Oscar Luigi Scalfaro Presidente della Repubblica. Io stavo per Spadolini. Mentre noi scendevamo in Sicilia a vedere le tragedie greche a Siracusa, accorrevano i politici da tutta Italia a Palermo per i funerali di Falcone. I miei 16 anni e i casi personali anestetizzarono le sensazioni ma l’aria si tagliava col coltello.
Tornata dalla Sicilia, mia madre per cena una sera apparecchiò come se mio padre fosse ancora vivo. Un etto di prosciutto sul tavolo, adagiato nella sua carta e un piatto di mandolini, un frutto verde e amaro che lui amava ma che ancora non so come si chiama in italiano. Scoppiai a piangere perché in un attimo mi resi conto tutto quello che era accaduto, tornata dalla gita e senza più gente a casa che beveva i Crodini. Io i mandolini non li ho mai più visti.
Il 19 luglio ero al mare con la mia amica Laura. Arrivò il padre e ci disse che anche Borsellino era stato ucciso. Io ero sempre anestetizzata.
Il 23 luglio ci furono i funerali di Borsellino. Era presente la sua famiglia. La mia professoressa del ginnasio pensò bene di chiamarci. Rispose mia madre. “Ho visto quella povera famiglia e ho pensato a voi”, disse la prof. Lei era molto cattolica e parlava di dio. Da quel giorno ricordo che io diventai atea.
Annunci