Il villaggio

27 settembre 2010

Stasera, quattro chiacchiere con gli amici in osteria, come tutte le sere. All’improvviso uno di noi si accorge che poco più in là era appena scoppiato un incendio, tra i cartoni accatastati di fianco all’isola ecologica. Stupore, telefonini in mano, chiamiamo i vigili del fuoco, qual è pure il numero, è vero è il 115.  Nessuno si stava preoccupando più di tanto, solo un barista ad un certo punto dà due secchiate d’acqua e affievolisce il fuoco mentre in lontananza si sentono le sirene dei pompieri.
“Stai a vedere che adesso arriva Molteni a spegnere l’incendio” dico ad una di noi “sarà ma tutte le volte ce accade qualche cosa, c’è sempre lui in squadra”. I vigili spengono fuoco e fiamme in una manciata di minuti. Intorno noi, qualche risata, telefonini spianati per fare qualche foto di un piccolo evento pur sempre eccezionale. “Ma sai che quello con la barbetta sembra proprio Molteni” dice la nostra. “Ma dai, sembra più alto” rispondo e lei “Per me è lui, vado a vedere”.
Ed era proprio lui, Molteni, quello che spegneva l’incendio, quello che spegne tutti gli incendi del centro. Che in realtà non c’è solo lui, si sa, ma Bologna è una città in cui puoi prevedere chi arriverà a spegnere l’incendio. Perché siamo sempre tutti noi, è tutto circolare, tutto torna sempre.
Bologna è una città incestuosa, mi diceva qualcuno. Sono tutti figli di, cugini di, ex fidanzati di, amanti di, sorelle di, colleghi di. Entri nella spirale e accade che ti trovi a passeggiare sulle uova perché tutti hanno qualcosa da nascondere a qualcun altro, come accade nelle migliori famiglie piene di segreti. L’ipocrisia di un sorriso di circostanza e una collana di perle. Non puoi fare un passo che il rumore del tacco è amplificato col megafono. Bologna è Peyton Place, va’ là che non è Twin Peaks, tutti stanno con tutti e se non è così, lo faranno come su Beautiful o come negli scout.
E girare nel recinto può essere rassicurante da un lato, soffocante dall’altro. Tutto dipende da come ti tira il culo. E stasera la prevedibilità delle circostanze mi ha fatto ridere, si vede che era una sera in cui avevo voglia di villaggio.

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Scontro tra cinismi

6 settembre 2010

‎”Ma hai visto che luce fuori?”
“E’ vero, effettivamente è molto strana. Gialla così, chissà, magari riflette la sabbia”
“Forse è la fine del mondo”
“No, non siamo così fortunate”.