Abboccaperta

12 marzo 2009

Io pubblico quest’articolo. Ho una mia idea ma vorrei conoscere l’opinione di tutti. Non prendo parti, sono come quella buon’anima di Funari.

donne_fini

PS: Chiediamo a Fini di convincere Maso a non fare la cazzata di chiudere lo Spettro. Se poi, Zefram si mette a fare il Capitano, siamo a posto.

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Auguri!

24 dicembre 2008

19-12-06_1941Car* tutt*, che tutti possiate passare delle buone feste nel migliore dei modi, con la speranza che accada tutto quello che avete deciso per voi, senza trappole e costrizioni. Che Babbo Natale porti a tutti voi la libertà, il più bello dei doni. Per quanto mi riguarda, quest’anno mi ha resa un po’ più libera e, se una fine dell’anno porta a fare dei bilanci, mi auguro che il 2009 sia bello e forte tanto quanto il 2008. L’augurio di un buon Natale e buon anno sono affidati ad alcuni versi che ho "rubato" ad una mail di auguri di una cara amica.
"Vi auguro una rivoluzione sentimentale.
Di tutte le rivoluzioni o riforme
nessuna è mai stata progettata come sentimentale.
Forse perché i sentimenti, intesi come rapporti fra le persone,
sono difficili da clonare e sono reputati di genere femminile.
Vi auguro una rivoluzione retrattile,
per quanto l’aggettivo non si presti alle scritte murali,
che ristabilisca i ritegni e i tempi interiori abolendo gli orologi.
Qualcosa che permetta di capirsi con i segnali di fumo, i versi gutturali dei gorilla,
le carezze e le percosse, i gesti che sfiorano le cose viventi e quelle inanimate.
Vi auguro una vita onesta e libera.
Ci sono auguri che vale la pena fare
anche quando ci sembra non possano raggiungere lo scopo desiderato.
Contano le intenzioni.
Se fosse per i risultati non rifarei nulla di quello che ho fatto o non ho fatto.
Preferirei di no.
Ma se guardo alle intenzioni è un altro discorso.
La diceria che di intenzioni è lastricato l’inferno è maligna.
Deludenti ed effimeri sono gli esiti.
I buoni propositi sono invece un polline
che magari non fiorisce mai,
ma che profuma l’aria."
("La signora Kirchgessner", Luigi Pintor)

index_libro_maleducatoOggi chattavo con un mio amico lontano. Mi diceva che aveva mandato una mail con una richiesta di informazioni di lavoro ad un tizio, con cui l’avevo messo in contatto io. Mi ha ringraziato e gli ho chiesto cosa avesse risposto. Lui mi ha detto nulla, ma immagino mi farà sapere, magari era impegnato, se sa qualcosa me lo dirà etcetc. Ed gli ho detto che ‘sto qua a cui aveva mandato la mail era peggio di lui, visto che con questo qua non mi sono sentita per dei secoli perchè lui non rispondeva mai alle mail. Ora era lui che si metteva, in qualche modo, nella condizione di attendere una risposta, innescando quella fastidiosa dinamica dell’immaginare cosa c’ha l’altro nella testa, che impegni lo tengono lontano dalla tastiera, magari ha il telefono o il cellulare rotto, o magari si è preso un virus intestinale. Forse, chi non risponde, è solo maleducato. A Settebre, presa da un raptus nei confronti di qualcuno che non rispondeva, fondai un gruppo su FB sull’argomento RISPONDERE E’ CORTESIA, SEMPRE. E questo è valido per le persone con cui si ha una liason, per i parenti, per gli amici che non hanno credito. Per tutti e anche per me, che certo non sono esente da momenti di maleducazione.

Vicini di casa

21 novembre 2008

o_neighborsL’uomo non è un animale sociale. Sono anni che mi batto per confutare questa tesi aristotelica. Ora arriva quest’articolo su Repubblica che dice che sono 2 milioni i processi in atto per ragioni di vicinato. Non so se i casi di Forum sono contemplati da questi numeri. Io so solo che vivere così vicini vicini è drammatico e che c’è anche gente che scatena l’inferno per un nonnulla.
Da un anno io non sto in via del Pratello ma a Bari vecchia. La mia vicina dalla mattina alla sera, finchè Morfeo non la cattura, urla contro se stessa, contro il figlio, contro il mondo. Quest’estate già alle 8 di mattina gli odori della sua cucina pugliese mi entravano nella stanza mentre sorseggiavo del caffelatte. E poi le sue battaglie contro il figlio adolescente che l’unica parola che le dedica è vaffanculo. E le sue visioni di Uomini e Donne e i suoi commenti su qualsiasi cosa. Sempre in barese. Sempre urlati. Senza tralasciare il mio soave risveglio a suon di scatatarrate di quello credo essere il marito che non urlerà come la moglie ma, in compenso, in bagno ci dà dentro. Io questa famiglia in blue jeans in salsa barese proprio non la strozzo. E’ per questo che vivo in ufficio e rientro in casa solo con le tenebre. Molto spesso si considera degrado solo quello che è al di fuori senza considerare che le nostre case, in realtà, nelle condizioni in cui spesso viviamo, sono, in termini di qualità dela vita, dei tuguri senza pari.

Bologna nuda

16 novembre 2008

Nella città in cui vivo non si capisce più nulla. Si parla di degrado sempre e comunque. Sei degrado se si parla in più di due persone per strada, se non hai un suv, se ti bevi una birretta con gli amici e se indossi i vestiti della piazzola.
Bologna è diventata la città più borghese e conformista del mondo, ripiegata in sè stessa, attenta al proprio orticello, al proprio benessere e alla propria proprietà immobiliare e sta perdendo di vista il senso della collettività, della cooperazione e della mpartecipazione, parole oramai vuote con cui i cittadini della ex Dotta troppo a lungo si sono riempiti la bocca.
Il bolognese medio che mediamente affitta un tugurio senza caldaia messa a norma o senza basilari condizioni strutturali o igienico-sanitarie non fa altro che lamentarsi di tutto ciò che è percepito come diverso, non omologato, non immediatamente percepibile come bolognese doc, tendenzialmente snob, poco incline alla socializzazione e con una spocchia che è raro trovare altrove. Questi mediamente bolognesi, generalmente nanche ti chiedono scusa se, per esempio, ti urtano, non rispettano le file, non salutano neanche ammazzati e sono infinatemente arroganti. Come l’altra sera che, mentre ero al telefono sulle strisce pedonali tra via San Vitale e via Petroni una Porsches in retromarcia mi stava investendo per parcheggiare dove non avrebbe dovuto. Per questi qua incravattati e impellicciati magari io sono degrado se bevo un bicchiere di birra e mi godo un bel concerto jazz mentre loro parcheggiano le loro fuoriserie. Per me sono solo dei gran pezzi di merda.
Cofferati un pregio solo ha avuto: farmi diventare una rivoluzionaria, ribelle, insofferente al sistema. Io lo odio.
E mentre lui festeggia il compleanno dell’adortao figlioletto in quel di Genova, qua a Bologna accadono cose incredibili, che stanno mettendo tutti contro tutti, specie ora che si comincia a respirare aria di campagna elettorale.
La mia posizione è certa. Io sto con chi è contro Cofferati ed è disposto anche a mettersi a nudo per questo.

Sono un’ imbecille

7 novembre 2008

Berlusconi malore montecatini[3]Sì, sono un’ imbecille anch’io se pretendo che la persona che mi dovrebbe rappresentare nel mondo non parli alla stampa come se fosse al bar.

He did

5 novembre 2008

BAC_169Ce l’ha fatta. Fino all’ultimo io non ci avrei scommesso e invece sono stata piacevolmente stupita. Stanotte mi sono addormentata con la televisione accesa e mi sono risvegliata alla 6 proprio con il suo discorso. Pelle d’oca. E’ stato tutto perfetto, il discorso (non la traduttrice di Matrix), il suo aplomb, le buone parole per tutti, il ringraziamento per McCain, la famiglia, i saluti, la nonna. Tutti buoni, tutti bravi. Ha messo in cima a tutti i suoi ringraziamenti e ai suoi pensieri tutti gli Americani. Troppo perfetto, quasi stucchevole.
Lui ha promesso di risolvere la situazione dei conflitti aperti, del lavoro, dell’istruzione, della salute, della pace dl mondo. Ma Obama, come cacchio farai? C’avevo un pensiero stanotte, mentre lui parlava e prometteva, e io pensavo a quanto c’avrebbe avuto da fare da lì a 4 anni, se campa.
Bello, elegante, giovane, un portamento unico, intelligente, carismatico ma soprattutto fedele e innamorato cotto della moglie. E dato che Obama stanotte ha parlato proprio di sè come l’incarnazione del sogno americano, qui in Italia, oltre al modello politico, gli ideali della pace, della concordia, della speranza (completamente assente qui da noi), non potremmo importare il suo modello di uomo?
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