Applausi per Fabio

2 luglio 2009

FRM

Fabio Roversi Monaco mi è diventato comunista.

CULTURA BOLOGNA. ROVERSI MONACO: STOP AD ACCREDITI DI LUSSO
(DIRE) Bologna, 2 lug. – Basta con la distribuzione di biglietti gratuiti ed inviti per gli eventi culturali in programma in citta’. Soprattutto se i beneficiari possono permettersi di pagare per assistere agli spettacoli. Ad invocare lo stop agli accrediti di ‘lusso’ e’ il presidente della Fondazione Carisbo e
della Fiera, Fabio Roversi Monaco. "Non dovrebbero essere piu’ distribuiti dei biglietti gratuiti: tutti, tranne il sindaco, il prefetto (e pochi altri, ndr), devono pagare il biglietto", tuona l’ex rettore a margine della presentazione di due nuovi progetti culturali dell’expo a favore della citta’. Del resto, osserva,
"se si vuole tenere un livello adeguato" degli eventi bisogna che le fasce sociali medio-alte (delle quali premette di fare parte) "se ne facciano carico", pagando e non pretendendo di assistervi gratis. Roversi si scaglia contro l’abitudine di "distribuire i biglietti con grande facilita’", anche perche’ questo
contribuisce anche a minare i conti di certe istituzioni culturali. Insomma, tira le somme, "se si vuole avere l’Orchestra Mozart con un direttore come Claudio abbado che fa ricerca, bisogna capire che e’ uno sforzo che va ripartito tra le classi sociali che se lo possono permettere e tra piu’ enti, non solo la Fondazione Carisbo e l’Accademia filarmonica". E’ vero, dice, che "la citta’ e’ abituata ad avere grandi spettacoli gratuiti", ma questo "puo’ essere fatto fino ad un certo punto e, se lo si fa, deve essere coordinato con tutte le forze economiche".

Alla luce del Vangelo

6 maggio 2009

noemi2In Scacco Matto, lo straordinario cortometraggio che fa intravedere le doti della nostra Noemi Letizia, soprattutto nella manicure (qui rosso lacca, nelle ultime foto french manicure decoratissima) si vede un’altra significativa interpretazione, quella di Fernando Vitale, ex tronista di Uomini e Donne ora prestatosi al porno, dove reinterpreta il ruolo che l’ha reso celebre con il suo scettro personale.
Dopo "Scacco Matto" (qui per vedere la conferenza stampa di presentazione) che annovera presenze illustri quali Franklin e Ludmilla, Vitale si è dato al porno e Noemi ai papponi. Carlo Fumo, il regista del lavoro, spero vivamente si sia messo a fare il magnaccia. In quel settore, mi sembra più ferrato.

Io non do un euro

16 aprile 2009

senzatitolo1da9L’altro giorno ha fatto un gran baccano mediatico l’articolo del giornalista messinese Giacomo Di Girolamo sulla sua provocatoria mancata solidarietà ai terremotati dell’Abruzzo. L’articolo, passato di profilo in profilo grazie al tam tam, iniziava proprio così "Io non do un euro", alludendo ai messaggi da inviare. L’articolo è stato prontamente ripreso da Adriano Sofri su Repubblica dalla prima pagina. Ma il titolo si era trasformato in "Io non dò un euro".
Sconcerto, raccapriccio.
Non era un episodio isolato. Quel dò è rimasto accentato per tutto il pezzo. Per un attimo credevo che fosse un modo per prendere in giro il De Girolamo, visto che già mi avevano segnalato due errori (beneficienza e un altro che non ricordo) come per dire "pontifichi tanto ma impara l’italiano!". Poi ho pensato che fosse una trascrizione letterale del pezzo ma, sorpresa, di De Girolamo aveva scritto do senza accento. Ho cercato su internet alla ricerca di una risposta al mio quesito linguistico. E non ho trovato una risposta soddisfacente.
Io ora chiedo a voi. Do si scrive con o senza accento?

Povia è Zoolander

22 febbraio 2009

Mentre la mia adorata vicina di Andria urlava il suo apprezzamento per Povia, spiegando al figlio quanto fosse bravo e quanti giovani lo avessero votato, svegliandomi da un riposino tardo-pomeridiano atto a dimenticare i quintali di chiacchiere calde annaffiate dalla cocacola che mi ero mangiata nel primo pomeriggio, quando ancora affannata dal sonno, sento il rampollo di casa che canticchia la canzone, ho l’illuminazione.
Teoria del complotto:
Povia è Dereck Zoolander, Bonolis è Mugatu, il Papa il consesso degli stiliti, i gay il Primo Ministro della Malesia e Luca era gay è Relax.

Domande e risposte

7 gennaio 2009

gall02L’altro giorno chiacchieravo con un amico al davanti ad un caffè.
– Ma superati i trenta, succede ancora di avere una gran voglia di vedere una tipa, di chiamarla, di piombare a casa sua nel cuore della notte, di coccolarsi e di trombare per ore e magari la mattina ricominciare?
– No.
E mi è venuta una gran tristezza.
E mi sono sentita vecchia.
E mi è venuta voglia di cercarmi un ventenne.

Vicini di casa

21 novembre 2008

o_neighborsL’uomo non è un animale sociale. Sono anni che mi batto per confutare questa tesi aristotelica. Ora arriva quest’articolo su Repubblica che dice che sono 2 milioni i processi in atto per ragioni di vicinato. Non so se i casi di Forum sono contemplati da questi numeri. Io so solo che vivere così vicini vicini è drammatico e che c’è anche gente che scatena l’inferno per un nonnulla.
Da un anno io non sto in via del Pratello ma a Bari vecchia. La mia vicina dalla mattina alla sera, finchè Morfeo non la cattura, urla contro se stessa, contro il figlio, contro il mondo. Quest’estate già alle 8 di mattina gli odori della sua cucina pugliese mi entravano nella stanza mentre sorseggiavo del caffelatte. E poi le sue battaglie contro il figlio adolescente che l’unica parola che le dedica è vaffanculo. E le sue visioni di Uomini e Donne e i suoi commenti su qualsiasi cosa. Sempre in barese. Sempre urlati. Senza tralasciare il mio soave risveglio a suon di scatatarrate di quello credo essere il marito che non urlerà come la moglie ma, in compenso, in bagno ci dà dentro. Io questa famiglia in blue jeans in salsa barese proprio non la strozzo. E’ per questo che vivo in ufficio e rientro in casa solo con le tenebre. Molto spesso si considera degrado solo quello che è al di fuori senza considerare che le nostre case, in realtà, nelle condizioni in cui spesso viviamo, sono, in termini di qualità dela vita, dei tuguri senza pari.

Bologna nuda

16 novembre 2008

Nella città in cui vivo non si capisce più nulla. Si parla di degrado sempre e comunque. Sei degrado se si parla in più di due persone per strada, se non hai un suv, se ti bevi una birretta con gli amici e se indossi i vestiti della piazzola.
Bologna è diventata la città più borghese e conformista del mondo, ripiegata in sè stessa, attenta al proprio orticello, al proprio benessere e alla propria proprietà immobiliare e sta perdendo di vista il senso della collettività, della cooperazione e della mpartecipazione, parole oramai vuote con cui i cittadini della ex Dotta troppo a lungo si sono riempiti la bocca.
Il bolognese medio che mediamente affitta un tugurio senza caldaia messa a norma o senza basilari condizioni strutturali o igienico-sanitarie non fa altro che lamentarsi di tutto ciò che è percepito come diverso, non omologato, non immediatamente percepibile come bolognese doc, tendenzialmente snob, poco incline alla socializzazione e con una spocchia che è raro trovare altrove. Questi mediamente bolognesi, generalmente nanche ti chiedono scusa se, per esempio, ti urtano, non rispettano le file, non salutano neanche ammazzati e sono infinatemente arroganti. Come l’altra sera che, mentre ero al telefono sulle strisce pedonali tra via San Vitale e via Petroni una Porsches in retromarcia mi stava investendo per parcheggiare dove non avrebbe dovuto. Per questi qua incravattati e impellicciati magari io sono degrado se bevo un bicchiere di birra e mi godo un bel concerto jazz mentre loro parcheggiano le loro fuoriserie. Per me sono solo dei gran pezzi di merda.
Cofferati un pregio solo ha avuto: farmi diventare una rivoluzionaria, ribelle, insofferente al sistema. Io lo odio.
E mentre lui festeggia il compleanno dell’adortao figlioletto in quel di Genova, qua a Bologna accadono cose incredibili, che stanno mettendo tutti contro tutti, specie ora che si comincia a respirare aria di campagna elettorale.
La mia posizione è certa. Io sto con chi è contro Cofferati ed è disposto anche a mettersi a nudo per questo.