mlk2… in cui tutti si facciano i cazzi propri, dove non diano consigli sulla base dei loro parametri perché è facile fare il frocio con il culo degli altri.

Cuori spezzati in mostra

8 gennaio 2009

dAlla fine di un amore, spesso rimangono ingombranti tracce in giro per casa che riportano alla memoria tutto quello che fu, nel bene e nel male, a seconda del tiramento di culo. Quale miglior modo di sdrammatizzare, se non quello di offrire il proprio reperto sentimentale a due artisti che stanno girando il mondo con questo progetto Museum of broken relationship? Praticamente due sedicenti artisti croati hanno messo su ‘sto baraccone per consolare gli amici per la fine delle loro storie perchè credono nel potere terapeutico della condivisione. E adesso girano il mondo. Perchè a me ‘ste idee non vengono mai? O meglio, perchè io ho ‘sto sacrosanto pudore nel ritenere le stronzate come tali invece di dar loro una patina intellettuale? A parte lo sfogo, io non avrei gran che da esibire. A casa, sul Mare Adriatico, ho ritrovato il cuoricino d’oro che il mio fidanzatino del liceo mi regalò per San Valentino. Alla fine della storia, invece di esibirlo, lo volevo buttare nella tazza del cesso ma mia madre lo salvò. Per quanto riguarda il ricordo della foto, mi vien da pensare che i due si sono comunque divertiti prima di piangere per la loro storia finita.

ilcomunesensodelpudoreOggi twitterando è venuto fuori un gossip che, a quanto pare, non tutti conoscevano. Kasia Smutniak e Raz Degan si baciavano ai bordi di una piscina, con addirittura la di lei figlia avuta con Taricone, che faceva presupporre la fine della liason Barale – Caz Decan.
Io ho letto la notizia del bacio su Chi, non perchè io compri Chi ma perchè era allegato a Grazia e mi sono di certo stupita anche perchè della fine della secolare storia del duo Vergine – Toro (Barale – Decan), per Paolo Fox uno dei migliori accoppiamenti dello Zodiaco, non avevo letto nulla mentre si parlava da tempo della fine di quella di qualla figa pazzesca della Smutniak e di Taricone.
Allora oggi pistolando in rete per rispondere ai curiosi twitter friends scopro che lei, molto tristemente, annuncia questa dolorosa fine dal suo blog, proprio oggi in cui si legge su Repubblica che il Misistro Frattini sta con la dermatologa delle dive (non era Pucci Romano, la ex moglie, poi moglie di nuovo, e poi ex e poi fino alla tomba moglie di Castagna?) e che fa dare l’annuncio ad una agenzia di comunicazione, allegando anche i cv di entrambi.
Barale 1 – Frattini 0.

Viaggio in Colombia

21 aprile 2008

Colombia

Sabato sera si parte alla volta di Mercato Saraceno per una festa di compleanno in campagna. Io avevo un umor nero, causa malanni di stagione e di incertezza sul da farsi, si parte, non si parte, io ho mal di schiena e non posso dormire in camporella con il sacco a pelo. A convocazione avvenuta, preparo una borsa al volo e parto alla volta della Romagna campestre.
Arrivata a destinazione, di fronte ad una tavola imbandita di ogni ben d’ Iddio, comincio ad avere dolori di chiara origine mestruale. Cribbio! Che faccio? Devo pure mettere la musica. Respiro, ingurgito un Aulin, mangio qualcosa di secco e lentamente i malesseri scompaiono. Faccio delle chiacchiere con un’amica che mi dice che, nonostante il suo aspetto fosse solare, dentro aveva un incazzo raro dovuto all’ultima storia che aveva avuto con un tizio. Mi racconta che si era subito intesa con quest’uomo e che le cose sembravano andassero bene, gran feeling e poi solite cose, messaggi non risposti, incomprensioni e inevitabili distanze. Io l’ascolto interessata, come se fosse la Posta del quore di Aeiouy, anche se lei di certo non voleva mezzo consiglio da me, ed io con rassegnata consapevolezza le dico “Cara mia, cosa pretendi? È un uomo! Il problema è questo: a te piacciono gli uomini e non le donne e finchè sarà così dovrai combattere con questi muri che mettono di fronte al palesarsi di un rapporto che preveda in qualche modo uno scambio”. Lei mi guarda e mi dice che neanche le femministe più estreme amiche sue considerano così poco il maschio. Però sembrava apprezzare il mio punto di vista e la mia sicurezza Zen di fronte all’accettazione supina delle più nefande caratteristiche maschili perché se i maschi ci piacciono,dobbiamo prenderli per quello che sono, con le loro debolezze, le loro insicurezze e con la loro naturale inferiorità. Senza farglielo capire, però. Accondiscendere è la parola d’ordine. Sorridere sempre a occhi sgranati, questo il passepartout per questi eschierichia coli.
Al risveglio, dopo una notte sul pavimento dentro un sacco a pelo in cui ho russato a tal punto da levare il sonno a chi mi circondava – io l’avevo detto che stavo male! – lucida e di buon umore ascolto il dolce battibecco di due fidanzati che si erano fatti la notte in tenda. Pare che lui tenda ad allargarsi troppo nella notte, sia in campeggio sia nella quotidianità casalinga, e che a lei rimanga solo un angolino per giacere degnamente. Ed io, in modalità Natalia Aspesi, suggerisco di mettere un divisorio nel letto, che divida equamente le parti oppure di fare un conteggio in millesimi del letto come nei condomini, in modo tale da assegnare una giusta quantità di letto a seconda della superficie occupata dai corpi. Per le coccole, aggiungo, c’è tempo prima e ci sarà spazio al risveglio, dopo aver fatto il sonno dei giusti. E i due mi guardano soddisfatti e quasi convinti.
E mentre dispenso consigli a destra e a manca in materia di affari di cuore, penso a me stessa come a quel redattore della Lonely Planet che ha scritto la guida della Colombia senza averci mai messo piede. La mia fervida fantasia somiglia a quella di Salgari che ha scritto volumi e volumi su terre esotiche non essendosi mai mosso da Genova. E come lui incanto il mio pubblico ostentando sicumera sulle vicende di coppia che per me sono altrettando vissute come una nuotata nel Mare dei Sargassi.
In fondo siamo tutti molto bravi in teoria, specialmente quando si tratta dei cazzi degli altri.

Noia

18 aprile 2008

noiaLe persone che ci circondano quotidianamente, al bar, al lavoro, in casa, alla bocciofila, in ogni dove, possono avere molti difetti. Possono essere antipatiche, possono soffrire di alitosi, possono essere di mutevole umore, meteoropatiche, avare, cattive, logorroiche e chi più ne ha, più ne metta. Ma il difetto peggiore, quello più intollerabile, quello che proprio non si perdona al proprio interlocutore è l’essere irrimediabilemente noioso. Quanta gente noiosa c’è in giro? Gente buona, persone normali, anche cari ma terribilmente noiosi. Quelli che neanche hanno aperto la bocca per attaccarti una pezza, che già sogni di essere lontano, in un altro continente, ma anche sulla tazza del cesso, perchè anche un attacco di diarrea è più piacevole dello scorrerre delle loro inutili parole. I noiosi forse non sanno di esserlo, magari per altri sono spassosissimi. Forse questa caratteristica è soggettiva, ognuno reagisce a proprio modo alla noia altrui, forse è una idiosincratica visione che si ha nei confronti dell’altro, che altro non fa che toccare le nostre corde sbagliate.
Forse ho poca pazienza ma di fronte alla noia altrui io non resisto. Forse il problema sono io, di certo sarò io molto noiosa per qualcun altro, ma sono stanca di parlare del tempo con chicchessia, di ascoltare vicende personali mono-tone, perchè a me di questi racconti non me ne frega un cazzo. Bisognerebbe mettere un cartello sulla faccia con scritto "Tu mi annoi, con te non parlo". Ovvio che queste sono parole in libertà, la soluzione non esiste, io sono una povera isterica e questo è un puro pour parler.
Tutto il resto è noia.

La parola amore esiste

14 febbraio 2008

ArnoldMello ieri mi ha mandato questa news tratta da Corriere.it. Anche Arnold ha trovato la la sua metà della mela, forse della prugna dato che il nostro infantile eroe è alto 1.30 m. Ora fa la guardia giurata, e sai che paura mette Arnold ai ladri, e si è sposato in gran segreto con ‘sta donnona, che magari è alta come me ma di fianco a lui è un gigante. E magari sono felici e si amano nella loro bizzarra diversità. O magari lei interpreta il prossimo film interpretato da Arnold, Birilli neri per giovani sederi. Vista la sua altezza, se tanto mi dà tanto…

Colgo l’occasione di questo post, in cui si parla di un amore trionfante, per fare un’importante annuncio.
Ho trovato il fidanzato!… Scherzetto di San Valentino!
Annuncio piuttosto che, sollecitata da più fronti, istituisco da oggi LA POSTA DEL QUORE DI AEIOUY. Allora, se avete un problema d’amore che vi tormenta o se volete un consiglio su come comportarvi con qualche fanciull*, scrivetemi o su Splinder o su aeiouycostumesocietachiocciolagmaipuntocom che, rispettando l’anonimato o in chiaro se non temete nulla, pubblicherò la vostra istanza. State tranquilli, non sarete solo nelle mie mani dentro le quali non andreste lontano, ma tutti insieme si darà un contributo alla causa.

17 gennaio 2008

La finestra sul mondo

google

Pensiamo alla nostra vita senza Google. Se improvvisamente questo strumento ci venisse tolto, ci sentiremmo mutilati di un dispositivo sì utile per lavorare e per accelerare i tempi delle ricerche varie ma soprattutto indispensabile per farci i cazzi degli altri e per dar seguito a curiosità morbose. Capita a tutti di cercare il proprio nome su Google, per vedere cosa viene fuori, per vedere cosa fanno i tuoi omonimi, per scoprire maldicenze e diffamazioni, a volte. Squisito è il gesto di chi invece inserisce il nominativo di qualcuno sul motore di ricerca attendendo i risultati e per capire qualcosa in più di quella persone, professione, fede politica, fede religiosa, hobbies e foto. Ah! Che bello sfogliare gli infiniti album fotografici alla ricerca di qualche chicca da girare velocemente agli amici o da salvare come desktop nel pc!
Ancora più bizzarro è vedere come le persone approdano su quello che si scrive, specie in un blog come il mio di comprovata cialtroneria. Con il nuovo referrer (si dice così?) sono quotidianamente visibili le parole chiava con cui ignari navigatori del web capitano qui. E’ sorprendente che SESSO GAY la faccia da padrone, insieme alla MANUELA ARCURI e ai DURONI DEI PIEDI. C’è anche la Jennifer Ariston, forse di Fabriano, ma ci sono anche ragazze troie con la figa allaria e le poesie sul cotechino. Immancabile chi cerca il testo di Disco Samba e si trova a leggere i deliri, sempre più in voga, delle trentenni zitelle.
A-E-I-O-U-IPSILON a tutti oggi!