Dichiarazioni d’amore

10 settembre 2008

image002Ecco, sta finendo il mondo. Mentre scrivo stno facendo un’iniezione di protoni nel tunnel di 27 Km, e forse non farò in tempo a finire il post.
Il mondo finisce tra poco e voglio confidare una cosa a chi ancora non lo avesse letto. E’ capitato nella vostra vita che vi piacesse qualcuno ma che questo qualcuno non vi cagava? Quante volte avrete provato dei sentimenti, un trasporto particolare, e magari quante volte vi siete resi conto di aver perso il treno per un soffio? Per farvi sparire nel buco nero con un rimpianto gigante, vi dico che in quei casi bastava dichiararsi.
A me me pare ‘na strunzata. Anzi, le dichiarazioni generalmente allontanano l’oggetto del desiderio che si irrigidisce o si spaventa, ma quella era un’altra era. Chissà come andranno i sentimenti nelle nuove vite che nasceranno dopo questo big bang.

Hair

29 maggio 2008

hairSabato ho un matrimonio al quale mi volevo presentare con nuna testolina decente, dato che sono praticamente due mesi che non mi presento da un coiffeur. L’ultima volta, sono andata dal parrucchiere delle dive, che non mi ha soddisfatta e dal quale sono uscita con una frangetta molto corta, scalata e con qualche buco qa e là. Io lo capisco che lui ha una sforbiciata unica ma, secondo me, lui, per quanto bravo, non merita il fatto di 1) prendere l’appuntameto tre settimane prima 2) spendere tutti quei soldi 3) farci la strada.
Quando ho capito che il parrucchiere delle dive non mi avrebbe più avuta, ho cominciato il giro di consultazioni per trovare un nuovo centro di gravità permanente nella mia vita. Quando ho cercato il medico, la ginecologa, l’oculista e il dermatologo, garantisco che sono stata molto meno accorta nella scelta.
Passo in rassegna una serie di opzioni e mi lascio convincere dal mi giro gay, che nella mia vita è come una bussola, soprattutto nelle questioni di questa caratura.
Entro in questo salone e mi accoglie l’hair stylist in persona. Una faccia da decerebrato dall’accento meridionale, circondato da alcune veline molto carine e sorridenti. Mi accoglie con grande gioia, mi fa accomodare e mi comincia a studiare con il suo sguardo poco intelligente. Vado a lavare la testa e la graziosa ragazza mi dice “Ciao, io sono P. E tu?”. Approccio friendly, lo detesto. Io garbatamente rispondo ma non ne voglio mezza di stare ad argomentare con una perfetta sconosciuta. P. mi chiede se ho gradito il massaggio ma io non mi ero nenache accorta che quello che stava facendo fosse un massaggio, credevo che banalmente mi stesse lavando la testa ma forse adesso anche quel gesto del mestiere ha assunto un nome più glamour. P. mi fa un riflessante-lucidante, come gli ha detto l’hair stylist, che dice che non ho i capelli bianchi ma qualcuno ce l’ho, e poi mi lascia, salutandomi con affetto. Sarò stata insensibile ma P. non mi è mancata da quel momento in poi.
Mentre il riflessante posa, arriva l’hair stylist, che comincia lui con i convenevoli, i salamelecchi, il come ti chiami, io mi chiamo A. E nella mia testa da sistemare io pensavo “Ma che palle! Che cazzo vogliono tutti da me? Vaffanculo all’approccio friendly” e mentre penso questo, sorrido.
A. mi guarda e si vede che non è convinto del fatto che io volessi solo sistemare la frangetta. Comincia a sognare di sforbiciarmi dei caschetti o dei corti punk. Io lo ringrazio per la sua vis creativa ma gli chiedo di attenersi a ciò che gli ho chiesto perché i capelli li devo tenere lunghi perché non ho voglia di sopportare le invettive di mia madre e delle mie colleghe.
Lui comincia a favoleggiare sulla mia frangetta. Me ne vuole fare una anni ’70, bella piena. Mimetica, dice. Che cazzo avrà voluto dire con “mimetica”? Che me la voleva fare a chiazze come quella della Minetti in qulche San Remo fa? Che non me se vedeva? Alla Rambo? Forse non lo sapremo mai ma io boccio la sua proposta di farmi la frangetta che mi incornicia la faccia come un ovetto Kinder. Lui ci rimane male e coincia a chiedermi come volessi la benedetta frangetta. Io gli dico che la vorrei un po’ francese, che ne so, alla Jane Birkin o, quando vedo la sua faccia smarrita, più banalmente, come quella di Kate Moss. Io mi vergogno a fare questi esempi ma Cristo! Perché il mondo ha una frangetta decente e io non riesco mai a far capire le mie esigenze a questi che mi tengono in pugno con le loro forbici?
Comincia a tagliare, riconosce la mano del divo delle dive e mi chiede perché non ci volessi più andare. Argomento brevemente, poi lui mi chiede dove lavorassi.
“In Provincia”, rispondo.
“Sì, ma dove?” incalza A.
“Alla Provincia di Bologna”.
“Ho capito ma dove esattamente”.
“La Provincia, la Pubblica Amministrazione. L’ente intermedio tra il Comune e la Regione”.
“Ah! Ho capito! Lavori in Provincia ma sei un’impiegata comunale”.
“No. La Provincia è una roba diversa. La Provincia è quella che vogliono abolire. Comunque, non importa, non faccio nulla di interessante”.
E dentro di me pensavo “Taglia e non rompermi i coglioni!” e lui continua “Bho, la Provincia… Mai sentita nominare… E voi ragazze? Avete mai sentito parlare della Provincia?”.
Loro rispondono di no e fortuntamente questo siparietto si conclude per passare finalemente alla mia maledetta frangetta.
Mentre lui la smaneggia, gli faccio notare che volevo togliesse quell’”effetto caLotta” che faceva sì che la frangetta sembrasse applicata come un parrucchino. E lui mi risponde che l’”effetto caNotta” lo faceva per qualche motivo che non ho ascoltato, perché le palle che in questi momenti rimpiango di non avere mi erano scese lungo i canali sotterranei di cui Bologna è disseminata.
Mi faccio fare i capelli mossi, non più lisci, così per cambiare un po’. E arriva lui, A., a dare la sforbiciata finale. E mentre io ero pressocchè soddisfatta della frangetta, lui non comincia a fare delle punte a caso ed io mi ritrovo con degli sfuzzigoni che mi incorniciano il viso? Mi veniva da piangere… Perché lo fai, parrucchiere del cazzo? Perché non capisci che io voglio una stramaledettissima, strabanalissima, stratranquilissima frangetta regolare, geometrica, dritta?
Con un po’ più di savoir faire rispetto alla Madonne che recitavo nella mia testa, gli comunico il mio desiderio di regolarità. Lui dice che aveva capito che io non la volessi geometrica, che volessi del movimento… Capisce che satvo per esplodere, interviene e ripristina l’ordine sulla mia testa. La frangetta adesso è tranquilla, corta e a tratti un po’ punk. Tutto sommato posso dire di esser contenta, è il risultato quello che conta, lo so, ma mi domando pure questo: quando i parrucchieri ed io cominceremo ad avere un dialogo corretto, uno scambio sano del tipo A chiede e B risponde, io finalmente comincerò a capire anche gli UOMINI?

6 dicembre 2007

Freud, la psicanalisi e il dieffismo

freud

Siccome questo articolo è stato molto citato sia in questa sede sia dal vivo, chiacchierando in giro, mi sembra opportuno segnalarlo, vista la puntualità dei temi che tratta.
Ci siamo tutti dentro in questo paio di pagine di D di Repubblica. Io dico solo che la strada verso la soluzione dei propri problemi e dell’insicurezza dei propri limiti, passa dalla consapevolezza di questi.
Buona lettura.

21 novembre 2007

Uomini di mezza età

CC

Sarà che ormai ho superato i trenta, sarà che son zitella ma sono, in questo periodo più che mai sensibile a certe notizie. Nutro un odio profondo per quei due uomini di mezza età, che non sono poi soli, di Sergio Gaetano Cofferati e di Gianfranco Fini. Mi rendo conto di ingastrirmi troppo quando leggo di loro ma non posso non immedesimarmi nella povera Daniela Grazioli e nell’indifesa Daniela di Sotto (che il nome porti sfiga?).
Cofferati si è andato a prendere una quasi coetanea del figlio, sfanculando la sempiterna moglie, compagna di vita e di lotte, una cresciuta con lui, con i suoi stessi capelli, una donna che lui ha voluto così, immagino, un po’ de sinistra, allergica al parrucchiere e ai negozi di scarpe. Ora il nostro sta cullando il piccolo Edoardo, godendosi la ritrovata paternità che per un uomo dall’ego così smisurato non puo’ che essere una sferzata pazzesca di energia, e afferma pure che lui della passata paternità non ricorda neanche nulla.
L’altro eroe è Gianfranco Fini. Lui e la Daniela mandano un comunicato dove affermano che si separano consensualmente. In realtà, lei, che ambienti romani dicono sia piuttosto allegra, c’avrà avuto un gatto per quel salame del marito che ha ravanato tra ‘ste sgallettate metà avvocato e metà showgirl, ex di Gaucci che non è proprio il Principe Azzurro. Lei è pure incinta. Lui sarà di nuovo padre. Un altro maledetto uomo si sentirà onnipotente perchè se pesca tra le galline più giovani di lui potranno far figli finchè non saranno dentro la cassa da morto. Io, questi qui, come donna li odio perchè anche se sono potenzialmente appetibile per un sessantenne mi vien più facile immedisimarmi in una donna che rimane sola, tra menopause e abbandoni.
E intanto plaudo alla Valeria Bruni Tedeschi, ex moglie di quel maledetto e figo radicalchic di Mimmo Calopresti che, lui che fa tanto l’intellettuale, si è messo con la regina delle sgallettate, cioè Flavia Vento che forse ce l’avrà d’ora perchè è stata pure con quelloi bello bello in modo assurdo di Fabrizio Bentivoglio, che sta con il giovanissimno e fighissimo Louis Garrel.
Brava Valeria!

19 novembre 2007

Chihuahua o piccole iene?

chihuahua

Con quella matta della Maude, qualche settimana fa, in un impeto di catalogazione, abbiamo individuato l’ennesimo modello femminile a noi DF uguale e contrario. Trattasi di donna chihuahua o come cacchio si scrive, donna piccola, occhioni e grandi tipo quelli con le stelline di Candy Candy, espressione tra lo smarrito e il Pierrot, che pare che una lacrima stia per sgorgare dall’angolo del suddetto occhio. La chihuahua ha anche una vocina flebile flebile, che alle DF sta irrimediabilemnte sul cazzo mentre agli uomini il cazzo glielo fanno drizzare. L’uomo, con il più primitivo del suo istinto, questa cagnolina vuole prenderla tra le braccia, stringerla a sè e proteggerla da tutte le sue malinconie e da tutti gli ostacoli che per sua naturà incontrerà. E mentre l’uomo culla la sua chihauhuina,  e la accarezza premurosamente sul capo e la sbaciucchia amorevolmente sulla fronte, quella che dietro l’aspetto indifeso invece è una piccola e grande iena, si sta accingenda a mettergliela nel culo. Ma l’uomo avrà ottenuto quello che vuole, mettere la scuffietta da crocerossino e avere l’impressione di essere indispensabile, perchè la piccola iena deve essere salvata. E se l’infermierino del Pronto Soccorso guardasse con più attenzione noi DF, che teme e percepisce come delle pericolose orsacchiottone grizzly, scarpe-dipendenti e con l’atteggiamente di chi non deve chiedere mai, si accorgerebbe che le DF non sono più minacciose dell’orso Yoghi. Come si parlava con l’altra componente delle Shopping Crew Smellissa, noi siamo di gran lunga più inclini a prendere le inculate che a dispensarle come fanno i nostri nuovi modelli di vita, le chihuahua – piccole iene.
Io e Maude abbiamo già cominciato con la svolta chihuahua ma dobbiamo allenarci molto ma la fatica non ci spaventa. Intanto abbiamo trovato la sigla per fare lo stacchetto a mo’ di velone.

Breaking News!
Il Tgcom smentisce ciò che noi abbiamo appena scoperto! Sono molto confusa…

22 ottobre 2007

Da alfa a beta

fuvest_2005_4fase2dEsistono, secondo un’eminente studiosa, due tipi di donne e di uomini: gli alfa e i beta. Gli alfa sono in carriera e, in qualche modo, dominanti, i beta soccombono. La studiosa afferma che le D Alfa, se puntano alla  carriera e al successo, col piffero che trovano marito, perchè l’uomo Alfa vuole accanto a sè una betina, carina, remissivina, con i capelli fini etc etc. La scienza dà ragione a quel grido di disperazione lanciato dalle DF quasi un anno fa. Dura la vita per le Cassandre… Io, d’altra parte, l’ho detto in tempi non sospetti che vorrei stare a casa a sfruttare il mio diploma da sfoglina e a sfogliare i miei mille libri di cucina.

22 ottobre 2007

Chiacchiere da bar

dazeroadieci

L’altro giorno ho pranzato con due miei amici maschi. Non so il perchè e non so il per come ma la conversazione è approdata sul sesso. I due maschietti emergevano in tutta la loro mascolinità (a parole) e io mi sono permessa di dire che sono più gli uomini che danno "voti" alla prestazione della donna piuttosto che il contrario. La donna, vuoi per un senso materno più o meno celato, a fine prestazione non esprimerebbe mai un giudizio manifestatamente, salvo magari, a fronte di una pessima seduta di "dolce su e giù" farsi di nebbia anche se il masochismo femminile raramente ha dei limiti. Gli uomini, invece, spesso si ergono a giuria di qualità in materia sessuale, come se tutto fosse dovuto e raramente ammetterebbero una "sconfitta", fosse anche che la compagna del momento sta pensando a quel vestito di Zara mentre lui le suda addosso.
Sbaglio?
Aggiungo, inoltre, la solita notiziola del Tgcom, in cui si dice che una minaccia sta incombendo sugli Italiani, la "bacio-fobia". Tre sono le categoria individuate dalla studiosa dell’Unione Italiana Attacchi di Panico. La prima considererebbe il suddetto atto troppo intimo, la seconda teme i bacilli e la terza vive un rapporto di coppia alla canna del gas.