Io non do un euro

16 aprile 2009

senzatitolo1da9L’altro giorno ha fatto un gran baccano mediatico l’articolo del giornalista messinese Giacomo Di Girolamo sulla sua provocatoria mancata solidarietà ai terremotati dell’Abruzzo. L’articolo, passato di profilo in profilo grazie al tam tam, iniziava proprio così "Io non do un euro", alludendo ai messaggi da inviare. L’articolo è stato prontamente ripreso da Adriano Sofri su Repubblica dalla prima pagina. Ma il titolo si era trasformato in "Io non dò un euro".
Sconcerto, raccapriccio.
Non era un episodio isolato. Quel dò è rimasto accentato per tutto il pezzo. Per un attimo credevo che fosse un modo per prendere in giro il De Girolamo, visto che già mi avevano segnalato due errori (beneficienza e un altro che non ricordo) come per dire "pontifichi tanto ma impara l’italiano!". Poi ho pensato che fosse una trascrizione letterale del pezzo ma, sorpresa, di De Girolamo aveva scritto do senza accento. Ho cercato su internet alla ricerca di una risposta al mio quesito linguistico. E non ho trovato una risposta soddisfacente.
Io ora chiedo a voi. Do si scrive con o senza accento?

Annunci

L’apostrofo rosa

17 marzo 2009

Francesco-Hayez-Il-bacio-33297Una ricerca dimostra che basta un bacio per capire che se si ha di fronte l’uomo o la donna della propria vita. Al contatto con le labbra, si scatenano una serie di emozioni che spostano la prospettiva nel tempo.
Pare che il bacio "pubblico", un po’ adolescenziale, sia tornato di moda tra i trentenni. E’ nato un movimento, che si chiama Il giardino dei limoni, di cui fanno parte uomini e donne che danno di lingua tutti i weekend, chi c’è c’è. Di contro, c’è anche un contro-movimento, di stampo savonaroliano, che condanna e giudica i limonatori, adducendo come motivazione il fatto che il bacio è un gesto talmente intimo che va centellinato.
Chi ha ragione, dunque? Quell* che baciano tutti e, quindi, hanno più probabilità di trovare l’anima gemella, a rischio di mononucleosi, o i moralizzatori che si tengono la lingua in bocca confidando di andare a segno con la tongue selection?

tagliatelleLeggo ieri questa notizia su Repubblica, di cui pubblico un paio di stralci. Inutile ribadire che, se io potessi scegliere, starei a casa a fare le tagliatelle.
Lavoro e famiglia – Solo il 40 % delle donne che hanno risposto al sondaggio smetterebbe di lavorare se potesse. E lo farebbe più per sé che per la famiglia. Nel 53% dei casi infatti, rinuncerebbe alla propria occupazione per dedicare più tempo a marito e figli, ma nel 56% per dedicare più tempo a se stessa. 

Casalinga e solitudine – Tra i motivi che portano le donne a non voler lasciare il lavoro l’idea che così perderebbero un’occasione di realizazzione personale 52%, la mancanza di stimoli culturali 24%, la mancanza di contatti col mondo esterno 37%. Insomma, poca voglia di diventare "desperate housewiwes".

"Io sono un ignorante che si è fatto da solo. Mia moglie che ha studiato mi ha dato una mano. Ma ho capito che per riuscire a sopravvivere dovevo studiare. Ho fatto anceh un corso di dizione per non far pesare troppo le mie origini calabresi". Con queste parole si definiva Mino Reitano, un poveretto che di fatto rimaneva un porcàne ma che noi abbiamo visto fin dalla nascita. Lagnoso, lecchino, tinto, era uno di quei personaggi che ti entrano in casa e, come se fossero degli zii venuti da lontano, quando non ci sono più ti mancano anche se ne ricosci i difetti. Soffro all’idea che non racconterà mai più di quella volta che ad Amburgo ha suonato con quel tizi che poi sarebbero diventati i Beatles. E’ doloroso pensare che non urlerà più Italia, Italia… Ci mancherai, Mino! E anche per te, una prece.
Repubblica  e Corriere.

470_heidiclarke,2In Australia una Principessa Azzurra sta cercando il suo Cenerentolo. Le modalità sono simili alla storia già accaduta a New York, e pare che Heidi sia un fake. Ma ammettiamo che tutto ciò sia vero. La ragazza afferma "È un uomo meraviglioso, intelligente, non conosco il suo nome perché abbiamo parlato solo pochi minuti ma è bello e ha dimenticato la sua giacca nel locale dove ci siamo incontrati". Ma che cantonate si prendono in sol pochi minuti, quanto ci si può sbagliare in quelle poche battute? Quella magari va a casa, favoleggia di meravigliose chiacchierate con Cenerentolo, pensa che con lui potrebbe parlare di tutto, dalla politica alla poesia, dalla musica allo sport e poi lo incontra di nuovo, lui magari parla in dialetto, ha un paio di difetti di pronuncia, ogni due parole una bestemmia, fa un uso indiscriminato dei diminutivi e non sa mettere due concetti in fila. Era uno splendido trailer di un film deludente, tipo quelli dei cinepanettone che fanno tanto ridere a casa e poi una volta davanti allo schermo vorresti andare via prima della fine del primo tempo. E, appena si scopre il bluff, si consiglia di scappare.

Nerd in love

14 gennaio 2009

ADIDAS_pantalone_uomo_in_tessuto_acetato_FIREBIRD_Adidas42321Zaino-invicta-originale

Qualche giorno fa leggo su Repubblica.it che fanno dei corsi di seduzione per nerd, per renderli adatti alla vita amorosa e non solo agli hard disk dei computer. Mi è subito venuto in mente quell’esercito di nerd che salivano in treno da Riccione in poi la domenica sera. Uomini, o presunti tali, in pantalone della tuta in acetato e zaino dell’invicta si sedevano, sistemando quelle valige piene di sughi e di piadine chiuse nel cellophane preparati dalla mammina, che brandivano giornali di pc che usavano come base delle loro conversazioni fino a Bologna. Con il loro detastabile accento romagnolo, svisceravano i dettagli di tutti gli ingranaggi che può avere un computer, le prestazioni di quel programma. E questo diversi anni fa, chissà adesso che chiacchiere che si fanno con i progressi che ha fatto l’informatica. Ma che corsi e corsi! ‘Sti sfigati non hanno nessuna speranza! Io me li immagino lì, a ravanare la donna in questione, didascalici che frettolosamente eseguono quello che hanno letto come se fosse scritto su PC Facile. No, no… questi devono rimanere confinati lassù, ad Ingegneria… Quella salita sottolinea bene la differenza tra i mondi. Che stiano lassù…

This is the end

9 gennaio 2009

shoppingfg2Ieri ho letto questa notizia e mi è venuto un colpo. Una donna è morta schiacciata dalle cose che aveva accumulato a causa della sua mania per lo shopping. Due giorni c’hanno messo per trovarla tra tutte la cianfrusaglie che aveva in ogni angolo della casa. Aveva 300 sciarpe. Chissà le scarpe. Io devo mettere a posto lo sgabuzziono-cabina armadio, uno di questi giorni. Se non scrivo per un po’, cercatemi lì.