Abboccaperta

12 marzo 2009

Io pubblico quest’articolo. Ho una mia idea ma vorrei conoscere l’opinione di tutti. Non prendo parti, sono come quella buon’anima di Funari.

donne_fini

PS: Chiediamo a Fini di convincere Maso a non fare la cazzata di chiudere lo Spettro. Se poi, Zefram si mette a fare il Capitano, siamo a posto.

Se questo è un uomo

10 ottobre 2008

cOFFIIo, di quest’uomo, non ho mai avuto simpatia. L’ho sempre creduto il prototipo dello spocchioso radicalchic in cachemire.
Finalmente ha deciso di abbandonare Bologna.
Ieri ho accolto con gaudio la notizia quando, io che non mi muovo mia, ero a Milano per lavoro, lontana dal pc. Avevo già letto il Corriere di Bologna in treno che lo dava già per fuggitivo ma l’sms di una mia collega ha dato la notizia che Cofferati doveva lavarsi dai coglioni.
Oltre che politicamente non condivido quasi nulla di quello che ha fatto a Bologna, non mi è mai piaciuta l’immagine che della città ha voluto restituire.
Ma nom mi voglio dilungare sui motivi politici (Ponyluna sullo Spettro ha detto quasi tutto quello che penso) quanto suoi motivi personali che rednono per me Cofferati un uomo di merda.
Partiamo ab urbe condita. Ha usato la moglie, quella vecchia, in campagna elettorale per prendere voti e per conquistare anche il voto femminile. La signora Daniela Grazioli era una dona normale, sdradicata alla sua vita per inventarsene un’altra qua a Bologna, per loro non certo città dal chissà quale significato, non era la romantica Venezia dove avrebbe potuto strappare un giro in gondola al marito, ogni tanto. Dopo pochissimo, dopo una serie infinita di pettegolezzi, è uscito allo scoperto. La Daniela aveva fatto i bagagli e lui faceva il pendolare tra Bologna e Genova per una vistosamente più giovane.
La Raffaella Rocca, la nuova compagna, è rimasta incinta quasi subito dopo la rivelazione della storia (anche se girava la voce di due fantomatici gemelli). Lui improvvisamente è diventato un compagno devoto, alla faccia di quell’altra poveretta pattumata, tornata chissadove.
Poi è nato il piccolo Edoardo. Cosa ha detto il Sergio? Che era contento di fare il padre e, chi lo intervistava faceva giustamente notare che lui un figlio lo aveva già avuto, lui cosa risponde? Una roba del tipo "chi si ricorda, è passato tanto di quel tempo".
Ovvio che non sono intima di Cofferati, che sicuramente le cose stanno in un altro modo, ma quello che traspare è l’immagine del classico uomo di mezza età che dimentica la famiglia precedente, per ricostruirsene un’altra nuova di zecca con una più giovane, perchè lui può e la moglie di prima no.
E anch’io sono per Maurizio Cevenini Sindaco di Bologna anche se non lo potrò votare perchè impegnata a votarne un altro, di sindaco.

Uomine sole

28 aprile 2008

Donne solePrimavera strana questa, Primavera di ricostruzione, Primavera di rimescolamento delle carte. I nostri maschietti ci hanno lasciato. I nostri compagni di mille avventure sono in giro per il mondo a farsi gli affaracci loro e noi donne siamo rimaste al bar Itaca a fare e disfare tele. RG è in Africa a piantare piantine, Mello è a Roma con la sua valigia di cartone, vicino di banco di biondine televisive paraculate, VitoP c’è e non c’è perchè gira a tutto spiano, Calzaider si è incamminato verso un lunghissimo viaggio.
E ci hanno lasciato sole. Cosa ci accadrà adesso senza i nostri uomini schermo? Come saremo quando torneranno? Nuove alleanze e nuovi sodalizi saranno nati al loro ritorno, magari anche qualcosa di più o di meno. Sarà una questione di equilibri e lo scopriremo solo vivendo.
E mentre mi chiedo, come fa mia madre, perchè non ho amici che lavorano tranquillamente alle Poste, pubblico i due scalcinatissimi video con post, già pubblicati sullo Spettro Venerdì, della partenza di Calzaider ed Enrico Brizzi da Bologna verso Gerusalemme.

 

Eccoli qua i valorosi pellegrini in partenza con i loro zainetti da 35 litri alla volta di Gerusalemme. Il progetto Roma – Jerusalem 2008 è il proseguimento del progetto Francigena XXI, che ha portato Enrico Brizzi, antico fondatore insieme a Maso de Lo Spettro della Bolognesità, da Canterbury a Roma in compagnia di alcuni amici, sulla strada percorsa dagli antichi pellegrini, come si disse già a suo tempo.
Brizzi non è nuovo a queste imprese perché già dal 2004 cammina in lungo in largo in Italia e in Europa, come testimoniano i suoi romanzi, Nessuno lo saprà e Il pellegrino dalle braccia di inchiostro, frutto di queste avventure. Marcello Fini, il nostro Calzaider, ha all’attivo anni di scoutismo ed un tratto della precedente spedizione. Il terzo pellegrino, Valerio Gnesini, sarà il fotografo dell’avventura, già rodato dalla passeggiata da Canterbury a Roma del 2006.
L’altro ieri sono andata alla stazione a salutarli alla partenza. Ho chiesto loro chi glielo fa fare. La risposta è stata alquanto evasiva. Fuga dalla realtà? Spirito d’avventura? Masochismo pedestre? Il desiderio di un contatto panico con la Natura?
Invece di intervistare i due eroi in partenza per Roma ho pensato bene di far loro una video-intervista per gli amici dello Spettro. Solo che i mezzi erano scarsi, una macchina fotografica, e la mia capacità di montare il video erano nulle ma a me questo ieri non è venuto in mente. L’audio fa ancora più schifo. Spero possiate leggere le labiali dei due pellegrini e cogliere lo stesso l’esprit del loro viaggio.
I Nostri, pur compiendo un’avventura dal sapore antico, sono dotati di modernissime strumentazioni che consentiranno loro di tenerci aggiornati degli sviluppi di questa passeggiatina fino a Gerusalemme.
Per chi volesse saperne di più, di seguito i link del progetto:
Sito internet
www.francigena21.com
Blog:
www.romajerusalem.splinder.com
Twitter
twitter.com//francigena21
Flickr:
www.flickr.com/photos/francigena21
Grazie all’assistenza di psmobile, news appariranno anche sul portale:
www.girami.it

Bologna l’oscura

28 marzo 2008

Carmine BolognaSiccome smadonno con Splinder, link vari e siti di merda da ore, copioincollo il post dello Spettro, con relativi riferimenti. Buona giornata almeno a voi. La mia giornata è cominciata di merda.
Oggi pomeriggio alle 18.30, alla Libreria Coop Minganti di Bologna, avrò il piacere di chiacchierare con Carmine Caputo del suo ultimo libro Bologna l’oscura, edito da Nonsoloparole Edizioni. I brani del libro saranno letti ad alta voce da Debora Pometti con l’accompagnamento musicale di Romano Romani.
Sì, è vero, è il solito markettone del Venerdì, in più presentato da me ma dopo il markettone al cocomeraro non penso che ci sia nulla da ridire su quella ad un giovane autore che neanche ha dovuto pagare per pubblicare i suoi libri.
Mi preme, tuttavia, segnalare questo libro sullo Spettro perché questi racconti sono intrisi di Bolognesità, di quel cibo di cui tutti noi volentieri ci pasciamo cinque giorni impiegatizi su sette che ne ha fatti il Signore.
Bologna l’oscura raccoglie cinque racconti di felsinea vita quotidiana, con una sfumatura a volte nuar, come piace spesso fare a chi scrive sotto le Due Torri. L’oscurità cui allude Carmine nei suoi racconti, tuttavia, non rimanda a sordide atmosfere da provincia protagonista di fatti di nera ma a tutto ciò che è nascosto agli occhi dei più. Questi racconti accendono i riflettori sulle esistenze anonime di personaggi ordinari, straordinari per un giorno a Bologna, che si muovono in una città sconosciuta all’occhio frettoloso della vita di tutti i giorni. Carmine insinua timidamente nelle sue pagine aneddoti storici ed artistici della città, proponendo dei minuscoli intervalli tra una vicenda e l’altra.
Leggendo questo libro ho notato un certo sguardo fuorisede (lo pagherà Carmine il biglietto dell’autobus?) alla Bologna raccontata. È la prospettiva di chi si è innamorato della città in cui ha scelto di vivere, che vede sopperire di fronte alla metastasi dei mali moderni: guide assassine di Suv nei centri storici, proliferare indiscriminato di centri commerciali, donne rompicoglioni, catapecchie d’oro per studenti e tutto ciò che gli spettrali lettori conoscono perfettamente.
Il libro costa 12 euro e vi puo’ accompagnare piacevolmente in un viaggio in treno di un paio d’ore.

E visto che sono in vena di markette, vi segnalo Consensuality Party, l’evento di stasera organizzato dalle ragazze del Sexyshock al Locomotiv, dalle 22.30 in poi.

Primavè-e-ra-aa-a

21 marzo 2008

04_primavera_bigOggi la Primavera è su Lo Spettro della Bolognesità. Io, se volete, posso chiamare ciascuno di voi cantandovi la mia personalissima versione di Maledetta Primavera. A voi la scelta.
State in guardia ai mali di stagione. L’articolo del Tgcom vi dirà come.

10 gennaio 2008

Aperitivo all’Ikea e pizza allo Spettro

panzerotttooo

18 dicembre 2007

Faccia da regalo

sorpresaIn questi giorni osservavo uomini e donne in giro che provvedevano a far regali per la propria metà della mela e la mia mente è tornata a quei rari Natali in cui ho avuto un fidanzato o presunto tale, Natali che si possono contare sulle dita di una mano offesa dal Pallone di Maradona in un capodanno napoletano.
A 16 anni avevo quel fidanzatino che lasciò poi la scuola, che non mi regalò niente perchè diceva che ero talmente stronza che mai gli avrei fatto il regalo che, invece, puntualmente feci. Lui ci rimase di merda e mi mandò la sera di Capodanno 3 rose rosse altre 160 cm ognuna, procurandomi una delle emozioni più belle della mia vita sentimentale. L’anno dopo mi misi con un suo compagno di classe, bravo a scuola stavolta, che, capendo profondamente me e le mie passioni mi regalò un body di Dimensione Danza per fare l’aerobica che lasciai dopo 15 giorni perchè mi si incrociavano i piedi sullo step. Poi una serie infinita di Natali o sola o da clandestina a Lampedusa, in cui io facevo pensierini carini e loro una cippa di cazzo, solo metaforicamente. Finchè, qualche anno fa, la sera in cui ho mangiato le rose rosse, mi fu dato un pacchetto di Ethic che accolsi con gioia, per poi scoprire che era il capo più brutto della storia della catena di abbigliamento.
E’ così. Io devo avere ‘sta faccia. Anche con i compleanni va così. A me nessuno mi regalerebbe una borsa di Vuitton ma anche un portamonete di Comme des Garcons. E mai i fiori. Perchè non ho la faccia da mazzo di fiori? Perchè ho la faccia da libro? Ho fatto di tutto in questi anni per togliermi la patina da pesantona da intellettuale del menga ma sono certa che non avrò mai in regalo dei borghesi e classicissimi orecchini di perle. O un tennis di brillanti. Io solo roba pesante. Comincerò a chihauhuarmi per ottenere fiori e borse griffate. Ma forse dovrò trovarmi prima un fidanzato con la medesima tecnica.

PS: oggi ho postato anche sullo Spettro della Bolognesità.