La morte di Patrick Swayze rappresenta in un certo modo la perdita dell’innocenza, il duro approccio con la realtà, la fine dei sogni da adolescente. Se ne è andato il protagonista dei pomeriggi di quasi tutte le adolescenti della mia età, che ha influenzato, purtroppo, la nostra visione romantica delle cose, un ideale di maschio e d’amore che di lì a pochi anni sarebbe stato massacrato dalla realtà. Almeno ci resta in dvd di Dirty Dancing.

A me di Mike non me ne frega praticamente niente. Tra lui e me non c’era mai stata empatia, non mi faceva ridere, mi sembrava autistico, autoreferenziale, autoriferito, egocentrico, egocentrato, egoista etcetc. Ovviamente, dopo che era stato trombato da Dudi, le sue quotazioni erano prontamente volate “sempre più in altooooo” ma alla fine quello che conta è che non sia morto Pippo Baudo che poi voglio andare al funerale o alla camera ardente o a quello che è e in questi giorni non avrei tempo.
Il mio pensiero, tuttavia, è presto volato alla Grappa Bocchino e a quel nome così equivoco e non compreso nell’età dell’innocenza – ah! beata ingenuità come quando gli adulti quando ci guardavano mangiare il Calippo e ridevano “sbalorditi” (uso l’aggettivo preferito di Noemi Letizia) – a Leolino che ormai c’avrà 50 anni e a lei, alla Daniela Bongiorno.
Io me la immagino in cantina, con uno dei suoi capi disegnati per la STANDA, a stappare una cassa di Grappa Bocchino Riserva, quella delle grandi occasioni perchè finalmente quell’incartapecorito del marito, appunto, s’è volato “sempre più in alto” e lei può “cadere sull’uccello” di chi le pare adesso, proprio come la signora Longari (che poi pare che non l’abbia mai detto).
Brava Daniela, goditi tutti i soldi che te li meriti. E Mike, mi raccomando, riposa in pace che quaggiù c’è una prece pure per te.

Vestivo alla marinara

18 maggio 2009

Pannella AgnelliVenerdì sera, prima di uscire, ho sentito la notizia alla radio ed ho avuto seriamente un moto di commozione. E’ morta Susanna Agnelli, l’autrice di "Vestivamo alla marinara", il primo libro "da grande" che ho letto a 14 anni. Venerdì l’ho tirato fuori dalla mia libreria e l’ho messo sul comodino con la tentazione di sfogliarlo ancora. Non l’ho fatto perchè ho avuto paura che a distanza di 18 anni quella capacità evocativa sparisse, che si annullasse quella familiarità che avevo sviluppato nel corso degli anni con la dinastia degli Agnelli, di cui anche successivemente lessi con avidità. Le vicende di Villar Perosa, i fratelli, Miss Parker, quell’andare a scuola a piedi nonostante costruissero automobili, il loro essere "emarginati" dagli amici nobili perchè loro erano borghesi, racconti che non vorrei scalfiti dal pensiero di Lapo e Patrizia, dal suicidio di Edoardo, dalle liti patrimoniali tra Margherita e i figli e da tutte quelle miserie di cui si sono macchiati gli Agnelli successivamente, quando hanno smesso di vestirsi alla marinara.
E soprattutto non volevo incontrare di nuovo Raimondo, il fidanzato promesso di Suni, con i capelli neri impomatati, fedifrago e canaglia, di cui la mia eroina si liberò, e io con lei. 

Preci a dedica richiesta

20 febbraio 2009

4_gSì, lo so è morto. Oggi mi saranno arrivate mail, messaggi, piccioni per informarmi di questo triste giorno. Oreste Lionello, celebre per l’interpretazione di Andreotti e per aver dato la voce a Woody Allen, ci ha lasciato a 81 berette. Credo si sia divertito. Buon per lui. Bella Oreste! Una prece!

Senza parole

10 febbraio 2009

nuvolesh1Non c’è tanto da dire. Speriamo che il sacrificio delle persone coinvolte serva a qualcosa per far andare avanti questo paese medievale.

Preci della settimana

6 febbraio 2009

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Con un po’ di ritardo, ricordo alcuni personaggi che se ne sono andati questa settimana, suggeritimi da alcuni lettori. Trois, deux, un (fischio) una prece per l’arbitro dei Giochi Senza Frontiere Gennaro Olivieri. Fischiettando, fischiettando, è comunque arrivato a 87 anni. Un altro vecchietto è passato a miglior vita, Hans Beck, l’inventore dei Playmobil. In reltà, un’altra prece ci sarebbe. Mi auguro solo che presto sia fatta la volontà di Eluana.

Non più Survivor

2 febbraio 2009

Con un’irruzione alla mia scrivania, ancor prima di leggerlo su uno dei portali dell’informazioni, un’adolescente negli anni ’80 mi dice che è morto Mike Francis. Cacchio, io me lo ricordo Mike Francis, con la cravattina che suonava il piano, ospite spesso di Fantastico o Domenica In. Cerchiamo con un po’ di fatica su internet e alla fine troviamo la conferma. E’ morto a soli 47 anni dopo essere sprito dalla circolazione, anche se nelle Filippine è ancora una star, come si può vedere dal video. Una prece per questo cantante discreto, colonna sonora dell’adolescenza in Timberland e Moncler.