Obama for President

13 ottobre 2008

ObamaHo scoperto che le elezioni sono tra pochissimo. Non sono pronta e manco so’ americana. Per sconfiggere l’ansia si potrebbero intanto comprare quest’ Obama da vestire con smoking, cappottini, pulloverini. Si possono altresì vestire la Michelle e le due bambine perchè nella confezione ci sono vestiti per tutti. Chi avesse delle preferenze repubblicane, invece, si può trastullare con John e Cindy Mc Cain anche se gli Obamas sono molto più glam.
Direi che questa è la prova provata che, qualora Barack non riuscisse a diventare Mr President, con quel portamento anche se di carta potrebbe sempre andare a fare il modello per Armani.

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Non so come possa accadere ma i fantasmi del mio passato girano sempre in coppia. Sarà che sono entrambi legati al luogo in cui li ho conosciuti, sarà che hanno la medesima professione, sarà che in modo sotterraneo ho sempre percepito tra loro una strisciante competizione anche se non si frequentano mai e, anzi, chiedono a me notizie l’uno dell’altro. Insomma, non so per quale assurdo motivo, quando rispunta uno riappare anche l’altro.
A loro due ho dedicato anni di amore sincero, forse un po’ acerbo che loro però non sono stati in grado di far maturare, prendendo da me parecchie energie e dando poco o nulla in cambio, se non un imprinting negativo alla miagià provata weltanschuung amorosa. La mia visione delle cose era bloccata tra il Dolce Stil Novo e Jack Frisciante è uscito dal gruppo, fatto sta che io al Principe Azzurro ci credevo. Ma cosa hanno fatto quei due delinquenti? Come due cecchini hanno sparato al Principino in calzamaglia e sbuffetti al suo passaggio con il cavallo bianco, ferendolo a morte e sporcando così l’immacolata bestia.
Io li avevo lasciati su quel divano e me ne ero quasi dimenticata. Uno dei due fantasmi, invece, mi ha ritrovata ed apparso in autoblù mesi fa, facendomi visita nel cuore nella notte, domandandomi perché questa gran voglia di vedermi non gli fosse venuta una decina d’ anni prima. Mandatolo affanculo, credevo di aver archiviato il problema per sempre ma l’altra sera mi arriva un messaggio da un numero che non conoscevo, che parlava di foto e di chiavette. A me non diceva niente ma era possibile mi riguardasse dato che ho perso tutti i numeri di telefono. Rispondo con un ? ma qualcosa mi puzzava. Quel numero mi diceva qualcosa, anche se il mio amore per lui risaliva ad un’era geologica pre-cellulare. Lui mi risponde in modo che non capisco e rispondo a mia volta, per tagliare corto, che non sapevo chi fosse dato che avevo perso i numeri del telefono. E lui, con un’enorme faccia da culo, mi tira fuori il Simposio di Platone, regalo che gli avevo fatto ben 12 anni prima, quando ancora mi mascheravo da intellettuale e tentavo di spiegare a lui, grezzo come la piadina romagnola, il concetto di bellezza che permette il raggiungimento del sommo Bene. All’epoca ero una spaccamaroni, ora quel libro sacro è diventato un tentativo di riallacciare un contatto che è stato spezzato da un’autoblù qualche mese fa. Fosse venuto dieci anni fa a parlarmi di Platone, facendomi visita nel cuore della notte! Quell’autoblù per me sarebbe stata veramente un cavallo bianco invece che il carro funebre su cui è stata trasportata la sua memoria! A quel cenno, faccio finta di non aver capito, lo liquido e lui mi risponde che non si fa così con l’unico uomo che veramente ho amato, che non andava bene. In quel momento ho capito che son maturata molto perché non l’ho mandato affanculo, non gli ho risposto ma spero solo gli caschi il ditino con cui ha digitato quelle cazzate in quel cellulare di merda.
Ieri in bici vado a passo d’uomo in via Clavature. All’imbocco della via sento delle strane vibrazioni. Mi ritorna in mente quella volta in cui primieramente parlai con l’uomo più sgodevole della terra, quello di cui mi sarei poi innamorata. Dopo pochi metri, davanti a me appare un tricheco, con un incedere sospetto. Io, lui lì non lo vedo mai, sì e no una volta all’anno, e poi ingrassa e dimagrisce come una fisarmonica e ignoravo, nel modo più assoluto, quale taglia calzasse adesso. E poi io non sono una sensitiva, che possibilità c’erano di beccarlo, due minuti dopo che l’avevo pensato? E invece sì, il destino mi sottopone queste prove durissime, neache fossi a La Talpa. Gli vado dietro con la bici, lo tallono incredula al pensiero che fosse lui. Invece era proprio lui, il quale mi saluta e mi squadra. Il salumiere del Plenty Market, quando varco la soglia del supermercato, è più affettuoso e più contento di vedermi. La mia aggravante era pure che ero vestita come Carrie Bradshaw ieri, io che ero felice di indossare uno stivale che mi sta corto ma adesso che sono bicimunita posso mettere tanto devo stare ferma. Lui detestava i miei tacchi dell’epoca e le mie scollature, rammaricato del fatto che non indossassi un sexissimo eskimo e delle maglie peruviane, comprate in Perù però, come i veri radicalchic fanno. Vedevo il suo giudizio negli occhi piccoli incorniciati da un occhiale gramsciano. Ci scambiamo quattro convenevoli quattro, freddi come il ghiaccio e noiosi come la nebbia*, e ci salutiamo, rimandando all’anno successivo il nostro calorosissimo incontro casuale.
Certo che nella mia vita precedente devo essere stata veramente molto appagata e fortunata se il Destino mi ha appioppata soggetti di tal fattura in questa maledetta vita terrena. Forse mi tocca solo di seminare per l’altra me che rinascerà dalle mie ceneri sfigate. Beata lei che si godrà la mia vita amorosa.

* definizione genialmente coniata da GP in tutt’altro contesto che posso utilizzare, previa, appunto, citazione della fonte perchè anche GP è per il Copyleft.

Viva la vida e Fabri Fibra

30 settembre 2008

Giorni fa mi chiama la mia amica Federica e mi dice “Allora ci vieni con me al concerto dei Coldplay? Mio fratello mi ha trovato i biglietti”. Il fratello in questione è il celeberrimo Fabri Fibra che, da quando è entrato nello star system, puo’ disporre di tutti i benefit dell’essere una celebrità. “Aeiouy" mi dice la Federica "non hai capito che adesso potrei chiedere anche un’udienza dal Papa?”.
Arriva il fatidico giorno, un giorno molto baciato dalle stelle, dato che ritorno ciclista in Bologna, e Federica arriva in città.
Con molta calma andiamo verso la stazione. Cerchiamo il famoso busnavetta che ci avrebbe condotte al concerto, ovviamente non lo troviamo, finchè non spunta all’orizzonte. Alziamo le nostre manine, come se fosse un taxi a New York, saliamo, tentiamo di pagare il biglietto senza successo. Eravamo sole sul quel busnavetta, qualcosa ci puzzava. Il nostro autista gira l’angolo e quando appaiono una moltitudine di adolescenti diretta nel nostro stesso posto, ci dice “Fortunate, eh?”.
Subito quella gioventù appena salita ci nota. Eravamo visibilmente più vecchie, eravamo già sul busnavetta sedute e tenevamo le borsette sulle ginocchia proprio come due pensionate. All’approdo a Casalecchio, come due gazzelle, ci precipitiamo alla cassa accrediti, circondate da napoletani bagarini che sembrava di stare su Gomorra. La Federica timidamente fa “Dovrei avere un biglietto prenotato a nome Tarducci, Tarducci + 1”. La tipa alla cassa la guarda perplessa e i dubbi sull’affidabilità del rapper di Senigallia ci assalgono in un momento. Poi la luce “Ah, Fabri Fibra! Certo!”. La bigliettaia, mentre loda Fabri Fibra per la sua disponibilità, scartabella tra gli accrediti e sbirciamo nomi prestigiosi, tra i quali quello di Biagio Antonacci. Scopriamo in quel momento che Fabri Fibra non ci aveva gettate tra la folla di adolescenti ma che ci aveva riservato un posto in gradinata. Entriamo, ci accompagnano al nostro posto, e rimaniamo sbigottite da cotanto culo. Eravamo comode, sedute e si vedeva da dio.
In pochi minuti, noi due ragazze di campagna, mentre pregustiamo quello che sarà un soprattutto comodissimo concerto, ci troviamo circondate da Ligabue, Cesare Cremonini e Ballo (senza Red Ronnie), Alessandro Bergonzoni, Gaetano Curreri, Biagio Antonacci, Rosita Celentano. Ad un certo punto arriva anche Marianna Morandi che saluta affettuosamente Rosita Celentano ma non scorgiamo un saluto con l’ex marito. E mentre aspettiamo e spettegoliamo che Ligabue secondo me si tinge ma ha una bella faccia su un corpo in miniatura, Biagio è sempre un bel maschio, Cremonini poteva pure evitare di mettere il cappellino per non essere notato che tanto non se lo cagava nessuno e che Rosita Celentano è molto bella e con due pere pazzesche, chissà se rifatte.
Comincia il concerto con Violet Hill, subito carichissimo e sulle note delle prime canzoni scorgiamo una nano pelato: era Giuliano con tutti i Negramaro.
Chris Martin è splendido, sorridente e come lui anche gli altri, pure il batterista cicciobombo. Hanno tutti quella giacchetta napoleonica e sudano come delle bestie mentre suonano vecchi e nuovi successi. Folla in delirio, il povero Chris azzarda due paroline in italiano, raccatta un peluche al volo come su Risvegli e lo mette sul piano. Non posso descrivere il momento in cui hanno cantato “Viva la Vida”, energia pura. Io ho pure chiamato il Tacchino per fargli sentire quella canzone che una meravigliosa serata alcolica infrasettimanale di fine luglio fece sentire alla Maude e a me, dopo ettolitri di birra e pasta fredda con cipolla e peperoni. Ecco, per me Viva la Vida sa un po’ di peperone e cipolla ma questo non inficia assolutamente la beltà della canzone e il ricordo di un’estate meravigliosa.
Dal palco principale, si spostano per una session elettronica di alcuni pezzi per poi tornare sul palco per una pausa. Si accendono le luci, mi guardo intorno: Ligabue mastica una cingomma come un ruminante da almeno un’ora e non fa una piega, la Rosita Celentano sembra posseduta dal demonio per quanto balla e Bergonzoni pure ma le sue danze sembrano piuttosto tribali e propiziatorie. La Federica ed io notiamo pure che Fabri Fibra è il più importante di tutti, dato che i nostri posti davano due giri a quelli di tutte la altre stars presenti.
Quella che sembrava una pausa si trasforma in un infarto per quelli che stavano alla nostra destra che si ritrovano i quattro a suonare in mezzo al pubblico. In modo molto democratico, la band si butta agli antipodi del palco per regalare agli “ultimi” qualche pezzo, tra cui “The scientist”.
Ritornano al palco principale e per l’ultima parte del concerto, i primi vip sgattaiolano, tranne Ligabue che è più tranquillo di me. Finisce il concerto ma subito parte il bis con i successi dei primi tempi. Anche Ligabue parte. Sulle note di Yellow, ultimo pezzo, noi tutte pensiamo che lui è stupendo anche con quella maglietta slabbrata che poi si toglie e che Gwyneth Paltrow, ma anche Apple e Moses, siano molto fortunati.
Usciamo soddisfatte e inebriate, vedo che Giuliano dei Negramaro è alto come me, ci precipitiamo verso il busnavetta. Lo prendiamo e comodamente arriviamo fin dietro casa mia. Se stavo dentro casa, ieri sera, faticavo di più. E’ stata proprio una serata perfetta e dopo la tre giorni agli arresti domiciliari me lo meritavo proprio.

11 dicembre 2007

Senza parole

patrick dempsey

BBIMA

Meeerda

Dr Stranamore

M@rkett@

15 ottobre 2007

friends

Non solo shopping – II Tempo

Stasera Sissa e Smellissa alle 19:30 in poi vi aspettiano per lo scambio degli oggetti, stesso
posto stessa ora. La merce è prenotabile dalle 19:30 fino alle 20:30. Il baratto ufficiale inizierà attorno le 21:00.
Enoteca Alto Tasso :: Piazza San Francesco, 2 :: Bologna
info:
www.myspace.com/nonsoloshopping

L’Italia spiegata a mio nonno in TV

Il nostro indossatore di gdv preferito, nonchè amico, nonchè blogstar, nonchè colui che ci dovrà mantenere tutti, sarà ospite di due trasmissione sul nostro canale preferito che è La 7. Stasera sarà ospite dell’Ilaria D’Amico su Exit, dalle 21.00 mentre Mercoledì sera lo vedremo sulle panchette di Gad Lerner all‘Infedele.

15 ottobre 2007

C’è posta per noi

De FilippiPer chi non l’avesse ancora letta, ricordandovi che stasera c’è lo scambio dello Swap Party all’Alto Tasso, pubblico la lettera per le DF di Errenovenove.

Stamane per caso ho preso dal guardaroba la giacca di velluto, poi sempre per caso ho letto questo post. Mi sento preso in causa, per cui ho scritto una lettera alle frequentatrici del blog, che pubblico qui.
Care fanciulle,
anzitutto mi presento: ho 35 anni, lavoro per conto mio, vivo da solo da 5 anni e fuori da casa di mamma ormai da dieci. Mi occupo di informatica per lavoro ma mi piace anche la vita mondana, cinema, teatro (più volentieri, lo studio anche), serate con gli amici. Leggo libri e quotidiani, Il Corriere, Repubblica, il Sole in ordine sparso (oggi ho comprato il terzo); il weekend lo passo dove mi viene più congeniale.
La confessione della D.F. mi è piaciuta, ma la trovo triste.
Il ritratto dell’uomo ideale che può far crollare le difese coscienti della D.F. è esattamente lo specchio di lei stessa, perciò mi vien da pensare che costei non è interessata ad un uomo inteso come persona ma cerca una creatura più o meno asessuata in cui specchiarsi (per sempre ?) e magari sfoggiare con le amiche.
Il particolare della fidanzata di lui poi è inquietante: sarà mica il segno di invidia verso le altre, invidia che la D.F. vive o vuole suscitare?
Vedo molto narcisismo nel personaggio di questa neo-trentenne in cerca di un compagno, penso che se me la trovassi davanti potrei trovarla interessante ma non a lungo.
Cara D.F., un uomo come lo vuoi tu è impegnativo, sa usare la testa ed il senso critico.
Vorrei rivelarti un segreto prima che sia per te troppo tardi: hai notato cara D.F. che quando lui lascia la fidanzata inizia a frequentare le quarantenni, e spesso si mette con una di loro reduce da un divorzio? Oppure al suo fianco c’è una twenty-something, una ragazza più giovane di te meno insicura ma soprattutto più pragmatica, se lei vuole un uomo se lo prende e se le piace lo tiene così come è.
Hai capito cara D.F. qual è il segreto ? Lo spero, è stato un piacere leggerti ma ora devo andare.

12 ottobre 2007

Oggi Spettro

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