La Gazza Ladra

14 luglio 2009

P14-07-09_08.41[02]Gli antichi si arrovellavano molto per dimostrare l’esistenza di Dio. Volevano miracoli, scalavano montagne per dialogare con la divinità, si chiudevano nella stanzetta e si sfidavano a colpi di prove di teorie strampalate, tipo Tommaso D’Aquino. Io per verificare l’esistenza di un entità superiore ci ho messo molto meno. Sono andata ieri da Zara. Una vocina mi ha fatto alzare le chiappe dall’ufficio e mi ha messo sul cammino del tempio. Gironzolando senza meta a caccia di imperdibili occasioni (da Zara non ci sono più le occasioni di una volta), vedo ciò che cercavo da mesi, addirittura scontatissimi e della mia taglia.  Dio c’è e mi ha voluto dimostrare la sua esistenza mettendo sul mio cammino una prova scintillante, perchè io sono come quell’altro Tommaso che se non vede, non crede e io sono peggio della gazza ladra.

Annunci

Io di più

10 luglio 2009

indecisaPare che una donna passi mediamente un anno della propria vita davanti all’srmadio a decidersi cosa mettersi. Se avessero intervistato me, avrei fatto sballare il sondaggio. Ci sono delle volte he passo più tempo nella mia cabina armadio (un umile sgabuzzino adibito allo scopo) con aria interrogativa che fuori. E comunque, nonostante senza dubbio, di cose ne possegga, mi manca sempre "un soldo per fa’ ‘na lira", come si dice dalle mie parti. Unico sollievo so no quei giorni in cui si ha la sbornia da saldo, in cui non si vede l’ora di indossare tutto quello che si è acquistato nella foga dello sconto. Ma dura poco. L’occhio vitreo davanti alla pila dei vestiti torna presto, e puo’ solo peggiorare nei giorni del premestruo.

Bugia

8 luglio 2009

Il mattino ha l’oro in bocca.

pistacchio_lettera22Sì, sì, ci sono ancora… Lo so che manco da un mese e due giorni, come sottolineano i lettori più attenti e, penso si possa dire, nostalgici.
In quest’ultima settimana mi è capitato di parlare con diversa gente che mi comunicava il dispiacere per questo silenzio senza spiegazioni. Io le spiegazioni mica ce le ho. O meglio le motivazioni sono molteplici.
Non ho tempo
Da qualche mese ho anche un altro lavoro e, nel momento in cui ho accettato, sapevo che avrei dovuto sacrificare qualcosa della mia affollata vita.
Il mestiere di scrivere
Io scrivo dalla mattina alla sera, per lavoro, appunto. E quando per diletto mi metto davanti al pc, non ho più forza e sogno solo il momento in cui mi staccherò dalla tastiera. Sono diventata una macchina per scrivere.
Forse non ho tanto da dire
Anche se sono ancora zitella, non mi sento più DF e poi, su quel tema, si è detto tutto e il contrario di tutto. Del resto questo blog non è mai stato una specie di mio "diario" quanto una sorta di terapia di gruppo e sono certa che sia servita a tutt* questa piazza in cui discutere.
Forse c’è troppo da dire
Perchè non c’è nulla da dire? Perchè c’è troppo da dire! Da quando è scoppiata Puttanopoli, ogni giorno la realtà ha superato la fantasia. Sì, a me Noemi e tutto il cucuzzaro erano già sembrati abbastanza poi, pistolando in internet, trovo dichiarazioni sempre più agghiaccianti di tutti i fighini plagiati da B. che si affannano a dimostrare che sono pie e colte. E poi è scoppiato il caso D’Addario e, da quel momento, ho deposto le armi. C’era troppo da leggere, troppi phon, troppe farfalle e tartarughe, troppo viagra. E troppo lavoro e troppa voglia di evadere dal mondo.
Il Tgcom non è più il Tgcom
Ancora Puttanopoli. Da quando Noemi è entrata nelle nostre vite, è scomparso anche il piacere di andare a caccia di stronzate sul Tgcom. La mia voglia di gossip era soddisfatta dalla routinaria lettura di Repubblica.it e Corriere.it. B. ha fatto sì che il Tgcom diventasse noioso, come leggere un giornale di annunci immobiliari.
Non è un problema di audience
Questo potrebbe essere solo un momento di stanca, come accade in tutti i rapportti. Ma io credo troppo nel mezzo per abbandonarlo. Non c’è Facebook che tenga, nè Twitter nè cazzi nè mazzi. Il blog rimane ancora il miglior strumento per comunicare in rete, un mezzoancora dei tempi umani, adatti alla riflessione, alla digestione di alcune tematiche al contrario della voracità degli altri mezzi. Non è stato un problema di migrazione di lettori versoaltri mezzi più "moderni". E’ stato un po’ tutto questo messo insieme. Perchè non sono più DF, non sono mamma, non sono viaggiatrice, non sono indie, non sono scrittrice, non sono nulla in aprticolare ma sono di tutto un po’.
Tutto questo non è una giustificazione
Lo so. Dovevo solo riposarmi un po’, perchè questo blog è sicuramente una parte di me, cui non voglio rinunciare. Il distacco è sacrosanto per ricominciare con più forza.
E adesso che scrivo sento che la voglia mi sta circolando di nuovo nelle vene.

* Nella foto, la macchina da scrivere che sto cercando in cantina a casa da mia madre che non trovo.

Desiderio timido

17 aprile 2009

Stelle

L’altra sera a cena con amici si parlava di desiderio. C’è una scuola di pensiero abbastanza nutrita che sostiene che, se qualcuno desidera intensamente qualcosa, alla fine la ottiene. Questa tesi è un po’ che la sento, c’è gente che sarebbe pronta a scommetterci la madre sul fatto che ciò sia possibile. Etimologicamente, “chi desidera” erano i soldati che la notte aspettavano i loro compagni dalla battaglia, quindi il significato è “stare sotto le stelle ad aspettare” (de sideribus). C’è il senso dell’attesa, nel desiderio, una tensione all’infinito di una pulsione che vorrebbe essere finita. Ma bisogna desiderare bene, mi hanno detto. Occorre prendere bene la mira sennò si rischia di ottenere ciò che si desidera ma di segno opposto oppure manchevole di un pezzo, quello fondamentale, e ci ritrova dopo tempo a ridere della propria sorte. Un amico ha argomentato con la barzelletta di quello che va al ristorante ed ordina ogni ben d’iddio con 40 modelle bellissime, pieno di soldi e un pappagallo sulla spalla. Aveva la possibilità di esprimere 3 desideri: donne, soldi e un uccello vorace e, proprio su quest’ultimo, non si era espresso benissimo. Occorre concentrarsi bene per scampare l’uccello vorace – quello volatile – per ottenere l’uccello di ben altro goloso.
Io, da qualche tempo, non penso ad altro. Temo di non essere in grado di desiderare, per lo meno con quella pervicacia. Io ho il desiderio timido. Me lo immagino bianco e brufoloso, che non va al mare perchè non si vuole mettere in costume, che non va alle feste e, se ci va, temporeggia bevendo spuma o porta i dischi così gli altri potranno ballare i lenti. Sì, sì. Io ho un desiderio nerd. Ma è ora che ‘sto sfigato sbiadito si dia una mossa ché il suo involucro non può mica aspettare tutta la vita! Il mio desiderio ha bisogno del Topexan.

pesciolinoEbbene sì, era un pesciolone d’aprile. Io son sempre io, son sempre zitella, non mi riprodurrò a breve ed non chiudo nulla. Scrivo meno, è vero, ma non per felicità ostacolo alla creatività, ho solo meno tempo e meno cose da dire. Ho solo cercato di dar sfogo alla fantasia e ho provato a mettere in bocca ad un fantomatico lui delle parole che oramai non si sentono più neanche su Beautiful.
Tutto uguale, tutto come prima. Era solo il 1° aprile.

Finalmente

1 aprile 2009

sw_kissHo una notizia incredibile che ha anche un  risvolto molto doloroso.
Ho finalmente trovato il Principe Azzurro, la persona giusta, quello con cui vorrei fermarmi, far famiglia, progetti, quello con cui dividerei la mia dimora. Quello per cui rinuncerei al mio prezioso, e finora strenuamente difeso, status da single. Un uomo per cui ho il desiderio di essere geisha e badante al tempo stesso, una persona che mi basta guardarla negli occhi per capire cosa pensa, qualcuno che mi fa morir dal ridere anche se spesso, motivi per cui ridere, non ce ne sono. Ho capito che era la persona giusta quando ho sentito gli effluvi di energia che mi emanava, solo sfiorandogli il ginocchio. Per lui è la stessa cosa, me lo ha detto e lo so. Lui non capisce dove finisce lui e dove inizio io, dice che siamo una cosa sola, che non può prescindere da me, che ci apparteniamo e che lo rendo felice. Ha detto che vuole un figlio da me e, ora che le condizioni me lo permetteranno, sarò lieta di farlo con lui. E’ la persona giusta, lo so.
E perchè lo so? Perchè questi anni di blog mi sono serviti tanto, perchè il blog è stato terapeutico, perchè ho visto i miei limiti e, invece, di vederli solo come un difetto, da lì son partita per farne ricchezza. Ho trasformato una criticità in opportunità, come si dice spesso nel mio ambiente lavorativo.
E perchè lo dico proprio sul blog, io che non ho mai parlato dei miei casi? Qui sta il risvolto doloroso. Ho deciso di chiudere il blog, non ha più senso tenerlo aperto. Voglio seguire l’esempio di Maso e di Fede Mello. Di cosa potrei parlare? Di come sono felice? Sarei stucchevole. Delle gioie della mia futura maternità? Per quello, c’è già chi ne parla.
Per ora ho deciso così. Del resto questo spazio era già stato definito un "fu blog". La felicità, si sa, spesso non è creativa.
Vi bacio e vi abbraccio forte. Per le news, seguite i miei status su Facebook.